Politica

Livorno, lo scontro M5s-Pd si infiamma sui social

I militanti grillini festeggiano: "Cancellati 70 anni di dominio assoluto". I dem: "Colpa della crisi". E intanto è polemica per l'esultanza di Ferrero

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Numeri, percentuali, analisi del voto più o meno fondate. A Livorno va tutto sullo sfondo. Perché qui la questione è simbolica: la città che ha visto nascere il Pci  -  il 21 gennaio del 1921 - elegge un sindaco a Cinque Stelle. E la versione dei grillini, ovviamente trionfalistica, si articola intorno a una rivendicazione: "Avete visto? La vera sinistra siamo noi". Basta questo per scatenare una discussione che sui social network va avanti da molte ore. Tra chi punta il dito sulla sinistra radicale che ha appoggiato il neo primo cittadino, Filippo Nogarin, e chi, tra i democratici, non riesce ancora a riprendersi dallo shock.
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Tra i militanti del MoVimento si fa largo una prima interpretazione: la vittoria a Livorno è un passo di quella "rivoluzione culturale" annunciata durante i comizi per le ultime elezioni europee. Sul blog di Grillo Mark Rossi, da Gorizia, scrive: "Quasi settant'anni di dominio assoluto della sinistra sono stati cancellati con un colpo di matita. Quando i cambiamenti, poi, partono dal basso diventano inarrestabili". E la vittoria mette tra parentesi anche rivalità secolari. Letizia Pampana, ancora sul blog del capo politico del MoVimento, commenta: "Grande Livorno! E in vita mia mai avrei pensato di dirlo visto che sono di Pisa...".

Ma la questione centrale è, appunto, simbolica. La sintetizza, con tono marziale, Pierluigi Curreli. Quella di Livorno non è solo una vittoria ma una "conquista". Il cui valore, nonostante l'esito complessivo dei ballottaggi e il flirt tra Grillo e Farage , "va oltre: è la caduta di un simbolo, il superamento di una invalicabile linea Maginot, la caduta del baluardo del Comunismo". Perché "la popolazione della città più rossa d'Italia ha dichiarato che il Pd non è l'erede di Berlinguer e della Questione Morale. Così come aveva urlato il popolo Cinque Stelle in piazza San Giovanni il 23 maggio scorso". E l'onorevole Roberta Lombardi chiosa: "La vittoria a Livorno e a Civitavecchia dimostra che il M5S è l'unica alternativa alle larghe intese del magna magna".

Tra i democratici, il caso Livorno sembra incrinare quella che, indiscutibilmente, è una vittoria su tutto il territorio nazionale. Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, scrive: "Il Pd vince anche al secondo turno. Brucia la sconfitta di Livorno, dovuta ad una crisi più grave che altrove". Poi gli auguri, di rito, al nuovo sindaco. Tommaso Giuntella sintetizza con un "dolore per Livorno". Emanuele Fiano invita a concentrarsi sul dato generale: "Peccato per Padova Livorno e Perugia, ma gli elettori hanno sempre ragione. In Lombardia Piemonte Bari Emilia bellissimi risultati del Pd".

Sulla pagina Facebook del Pd di Livorno, racconti in prima persona di piccoli psicodrammi. Roberto Tessari, la racconta così: "Non volevo votare. Ma è stato più forte di m.. Passo passo sono arrivato al seggio alle 22.30. Ho sempre votato la sinistra fin da quando aveva ben altri connotati, ma questa volta ero proprio indeciso. Ho aperto la scheda e quando ho visto il simbolo non ho potuto far altro che sbarrarlo. Non me ne sono certamente pentito ma ora che hanno vinto gli altri però vi dico che c'era solo da aspettarselo". Le ragioni? "I cittadini volevano il cambiamento. Troppe le delusioni, troppe mancate risposte, negli ultimi venti anni c'è stato l'impaludamento: Livorno sta affrontando un declino sociale ed economico molto grave".

Poi, il caso Ferrero. Il segretario di Rifondazione Comunista rivendica: "A Livorno ha perso il centro-sinistra, non la sinistra. Il Pd di Renzi non è certo la sinistra". E via le risposte al vetriolo. Marco Testi replica: "Infatti la vera sinistra è quella che prende due seggi e riesce pure a litigare". Filippo Casini: "Per non votare il centrosinistra si fa vincere chi dice che la sinistra è morta. Complimentoni davvero!". E dalle parti della "sinistra storica"? Claudio Petruccioli, nella segreteria del Pci dal 1987 allo scioglimento, twitta: "Il senso del ballottaggio di ieri: perso a Livorno, vinto a Bergamo. Il passato è finito il futuro può cominciare".  

 
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