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Grillo 'apre', tra i militanti Pd prevale il sospetto: "Ma siamo obbligati ad andare a vedere le carte"

La sorpresa e le prime reazioni del popolo dem all'offerta di confronto del leader M5S. Tutti d'accordo sul fatto che il dialogo ci deve essere, ma i più sono diffidenti e solo pochi pensano che sia l'occasione giusta per staccarsi dal patto sulle riforme con Berlusconi

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ROMA - Smaltita la sorpresa, davanti all'apertura di Grillo per un confronto sulla legge elettorale, nella base del Pd prevalgono l'orgoglio e il sospetto. Certo, un anno passato a chiedere invano "responsabilità" al MoVimento Cinque Stelle non può essere cancellato d'un tratto. Ma nessuno tra i militanti del Partito democratico, a giudicare dai commenti sui social network, ha dubbi sul dovere quasi morale di "andare a vedere le carte".

Così, le prime reazioni, diverse da quelle della base M5S, sono da un lato improntate all'orgoglio - come dire: il nostro successo ha scongelato Grillo -  e dall'altro recepiscono con favore e curiosità, ma anche con timore e sospetto, la mossa del M5S. E se Roberto Giachetti twitta che "la proposta di incontro è una novità di grande interesse che spero sia subito raccolta", Manuela Cirone invita invita ad "andarci con i piedi di piombo". Paolo Trande commenta: "L'apertura sulla legge elettorale è una obiettiva opportunità per il Pd. Via Berlusconi e dialogo con tutti gli altri, con Pd unito". E qui si tocca un nodo importante: pochi pensano che al tavolo delle riforme possano sedere insieme Grillo e Berlusconi. Il Pd invece sarà messo di fronte a una scelta tra l'ex Cavaliere e il leader del MoVimento.

E qui, però, tra i militanti prevalgono la diffidenza e gli inviti a valutare bene un eventuale "abbraccio" con Grillo. Come quello di Angiolara: "Consiglio a Renzi molta prudenza con Grillo e Salvini fin quando non si capisce cosa c'è sotto". Paola Ferranti aggiunge: "Grillo e Casaleggio parlano con Renzi? Tra buon senso e strategia: a caccia dei voti persi e la speranza di affondare qualche colpo". Antonella va giù dura: "Un dialogo con gli alleati di Farage? Non facciamoci fregare da Grillo".

Altri militanti guardano già a quelli che potrebbero essere gli ostacoli a un eventuale accordo. Scrive Corrado Gregori: "Immaginarsi se il Pd a vocazione maggioritaria accetta il proporzionale con soglia di sbarramento e preferenza". E Orazio Tuccio: "Finalmente parole di buon senso da parte di Grillo. Ma un accordo sul proporzionale sembra quasi impossibile". Marilia Amari mette in discussione l'apertura stessa del MoVimento: "Grillo non ha il 51% e chiede in prestito al Pd i voti necessari per fare le riforme del M5S: bella apertura...".

Molti, poi, vedono nella svolta grillina un tentativo per uscire dalle difficoltà interne seguite al voto europeo e a quello del popolo M5S sull'alleanza con Farage. Davide Catalano scrive: "Grillo aspetta solo un rifiuto per passare da vittima". Poi Nicola Fiore rivolge l'ennesimo invito alla prudenza: "Le richieste di Grillo e Casaleggio mi sanno tanto di trovata pubblicitaria". E Gianna Rosa Alberti legge tutto come l'ultima difesa dell'ex comico genovese: "Grillo è all'angolo e cerca di uscirne in qualche modo". Infine, c'è chi si affida totalmente alle capacità di Renzi: "Renzi ha dato prova di sapere come muoversi - scrive Caio Ancona - . Saprà come fare. Sono fiducioso".
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