ROMA - "Per una riforma delle forze armate utile al Paese, resta centrale il problema delle risorse che, pur nella ricerca di ogni possibile efficienza ed economicità, non dovranno comunque scendere al di sotto di livelli minimi invalicabili". Lo sottolinea una nota del Quirinale al termine del Consiglio supremo di Difesa che si è riunito oggi, presieduto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
"Il ministro della Difesa invierà le linee guida ai presidenti delle commissioni Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento, affinché ne possano eventualmente venire valutazioni e suggerimenti utili alla definizione del Libro bianco, di cui il governo si è assunto l'iniziativa e la responsabilità - prosegue il consiglio -. Proseguirà inoltre il dialogo informale con accademici, esponenti dell'industria, esperti di economia e finanza, mentre sarà avviato un più ampio confronto con l'opinione pubblica. Le attività del gruppo di lavoro di esperti riprenderanno con immediatezza, con formato e modalità attagliati alla nuova fase".
Sostegno a Libro bianco Pinotti. Per affrontare le crisi internazionali è necessaria una "riorganizzazione su basi interforze e integrazione multinazionale" delle forze di Difesa. "In tale prospettiva, il Consiglio supremo di Difesa ha espresso pieno sostegno alle Linee Guida per l'elaborazione del Libro Bianco per la Difesa e della strategia evolutiva delle Forze Armate sull'orizzonte dei prossimi 15 anni, presentate dal Ministro Pinotti nel corso della riunione". La struttura delle Forze Armate dovrà essere strettamente integrata in termini interforze e in termini di organizzazione di comando, "e dovrà disporre di capacità bilanciate e specializzate rispetto alle specifiche esigenze da assolvere". L'Italia si farà pertanto promotrice di nuove forme di integrazione militare nell'ambito della Common Security and Defence Policy dell'Unione Europea, attraverso concrete iniziative operative capaci di aggregare gruppi di Stati membri che condividono obiettivi nazionali qualificanti in materia di sicurezza e difesa, secondo le modalità di cooperazione strutturata a composizione variabile previste dai Trattati, e di generare progressivamente tra di essi un crescente grado di interdipendenza".
Le crisi internazionali peggiorano, l'Italia vuole ritagliarsi il ruolo di paese dialogante per favorirne la soluzione. "Nel corso di questi mesi, la situazione internazionale ha mostrato preoccupanti segni di peggioramento. La crisi ucraina, la crescente instabilità della Libia, i progressi dell'estremismo islamico nell'africa sub-sahariana, la recente offensiva jihadista sunnita in Iraq e il perdurare del conflitto in Siria potrebbero determinare mutamenti radicali per la sicurezza dell'Europa e del nostro Paese - sottolinea la nota del Quirinale -. E' ormai evidente che ogni Stato fallito diviene inevitabilmente un polo di accumulazione e di diffusione globale dell'estremismo e dell'illegalità ed è quindi fondamentale sostenere, preventivamente e in fase ricostruttiva, le strutture istituzionali dei paesi aggrediti o a rischio, per metterle in grado di garantire l'ordine e il rispetto della legge".
L'importanza del dialogo politico. "Gli scenari di crisi, la gravità e complessità dei problemi e delle sfide che sono dinanzi alla comunità internazionale rendono assolutamente prioritaria l'esigenza di sostenere il dialogo volto a individuare idonee soluzioni politiche e diplomatiche alle questioni sul tappeto - conclude il Consiglio supremo di Difesa -. In tal senso, l'Italia si è mossa e intende muoversi cogliendo nuove opportunità di avvicinamenti e intese che si sono di recente manifestate in rapporto ad alcune delle situazioni più critiche".
"Il ministro della Difesa invierà le linee guida ai presidenti delle commissioni Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento, affinché ne possano eventualmente venire valutazioni e suggerimenti utili alla definizione del Libro bianco, di cui il governo si è assunto l'iniziativa e la responsabilità - prosegue il consiglio -. Proseguirà inoltre il dialogo informale con accademici, esponenti dell'industria, esperti di economia e finanza, mentre sarà avviato un più ampio confronto con l'opinione pubblica. Le attività del gruppo di lavoro di esperti riprenderanno con immediatezza, con formato e modalità attagliati alla nuova fase".
Sostegno a Libro bianco Pinotti. Per affrontare le crisi internazionali è necessaria una "riorganizzazione su basi interforze e integrazione multinazionale" delle forze di Difesa. "In tale prospettiva, il Consiglio supremo di Difesa ha espresso pieno sostegno alle Linee Guida per l'elaborazione del Libro Bianco per la Difesa e della strategia evolutiva delle Forze Armate sull'orizzonte dei prossimi 15 anni, presentate dal Ministro Pinotti nel corso della riunione". La struttura delle Forze Armate dovrà essere strettamente integrata in termini interforze e in termini di organizzazione di comando, "e dovrà disporre di capacità bilanciate e specializzate rispetto alle specifiche esigenze da assolvere". L'Italia si farà pertanto promotrice di nuove forme di integrazione militare nell'ambito della Common Security and Defence Policy dell'Unione Europea, attraverso concrete iniziative operative capaci di aggregare gruppi di Stati membri che condividono obiettivi nazionali qualificanti in materia di sicurezza e difesa, secondo le modalità di cooperazione strutturata a composizione variabile previste dai Trattati, e di generare progressivamente tra di essi un crescente grado di interdipendenza".
Le crisi internazionali peggiorano, l'Italia vuole ritagliarsi il ruolo di paese dialogante per favorirne la soluzione. "Nel corso di questi mesi, la situazione internazionale ha mostrato preoccupanti segni di peggioramento. La crisi ucraina, la crescente instabilità della Libia, i progressi dell'estremismo islamico nell'africa sub-sahariana, la recente offensiva jihadista sunnita in Iraq e il perdurare del conflitto in Siria potrebbero determinare mutamenti radicali per la sicurezza dell'Europa e del nostro Paese - sottolinea la nota del Quirinale -. E' ormai evidente che ogni Stato fallito diviene inevitabilmente un polo di accumulazione e di diffusione globale dell'estremismo e dell'illegalità ed è quindi fondamentale sostenere, preventivamente e in fase ricostruttiva, le strutture istituzionali dei paesi aggrediti o a rischio, per metterle in grado di garantire l'ordine e il rispetto della legge".
L'importanza del dialogo politico. "Gli scenari di crisi, la gravità e complessità dei problemi e delle sfide che sono dinanzi alla comunità internazionale rendono assolutamente prioritaria l'esigenza di sostenere il dialogo volto a individuare idonee soluzioni politiche e diplomatiche alle questioni sul tappeto - conclude il Consiglio supremo di Difesa -. In tal senso, l'Italia si è mossa e intende muoversi cogliendo nuove opportunità di avvicinamenti e intese che si sono di recente manifestate in rapporto ad alcune delle situazioni più critiche".