PARIGI - "E' andata molto bene". Così il premier Matteo Renzi ha commentato, lasciando l'Hotel de Marigny a Parigi, il vertice con i socialisti europei. Prima di salire in auto il premier si è soffermato in un lungo saluto con Francois Hollande. Italia e Francia sono unite e hanno "gli stessi obiettivi": puntare sulla "crescita" e gli "investimenti" e "utilizzare tutta la flessibilità del patto di stabilità", ha aggiunto il presidente francese.
E proprio soffermandosi sui temi della flessibilità, il messaggio che il premier avrebbe portato a Parigi sottolinea che l'Italia ha onorato e onorerà sempre i suoi impegni e i trattati, ma per quel che riguarda la flessibilità, all'interno del patto di stabilità, si tratta, piuttosto, di un cambio culturale, di mentalità che l'Unione deve mettere in campo per rispondere alle richieste dei cittadini.
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"Renzi porterà tutta la sua energia e il suo dinamismo" ha detto Hollande sottolineando i loro "eccellenti rapporti". Stamattina, prima del vertice, avevano avuto un colloquio informale. Un faccia a faccia importante a cinque giorni dal Consiglio europeo da cui dovrebbe uscire il nome del prossimo presidente della Commissione. L'incontro si era concluso con una passeggiata verso l'hotel dove, verso le 11.15, ad attenderli c'erano gli altri leader del Pse, pronti a discutere le nomine Ue e futuro dell'Europa.
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I due, spiegano fonti dell'Eliseo, hanno condiviso la necessità di affrontare i temi in agenda - dalla crescita all'occupazione, dal clima all'energia - con la sensibilità comune della socialdemocrazia europea. Bisogna "accelerare - è quanto fa filtrare l'Eliseo dopo l'incontro - sui bisogni della crescita, sugli investimenti e nella direzione di una maggiore presenze dell'Ue nel sociale", temi su cui c'è una sensibilità comune, quella che accomuna i partiti socialdemocratici.
Al summit di oggi, organizzato su invito del presidente francese, hanno partecipato infatti i leader di otto Paesi membri dell'Unione Europea in vista del difficile Consiglio europeo che si terrà il 26 e 27 giugno a Bruxelles. Tra i Capi di Governo, al 'mini-vertice Pse' partecipano, oltre a Renzi e Hollande, il cancelliere federale austriaco Werner Faymann, il primo ministro del Belgio Elio Di Rupo, il premier danese Helle Thorning-Schmidt, il primo ministro della Romania Victor Viorel Ponta, il premier slovacco Robert Fico e il premier della Repubblica ceca Bohuslav Sobotka. Presenti anche Sigmar Gabriel, vice-cancelliere e ministro dell'Economia e dell'Energia tedesco, e Martin Schulz, presidente del Partito socialista europeo. Si tratta di "preparare il summit europeo che prenderà le decisioni sugli orientamenti futuri dell'europa e sulle persone che guideranno l'europa", ha spiegato il capo della diplomazia francese, Laurent Fabius.
Obiettivo della riunione parigina era quello di fissare le condizioni del sostegno della sinistra europea a una nomina a presidente della commissione del lussemburghese Jean-Claude Juncker, espressione della destra cristiano-democratica. Una candidatura, la sua, risultata vincente in base al mero conteggio numerico dei risultati elettorali. Ma che per passare avrà bisogno di una maggioranza allargata anche al Pse e ai liberaldemocratici. I socialisti europei "rispettano l'indicazione di Juncker" alla presidenza della Commissione Ue, "tenendo conto delle elezioni europee, in quanto candidato del partito che è arrivato in testa", ha detto Hollande dopo il vertice informale.
E proprio soffermandosi sui temi della flessibilità, il messaggio che il premier avrebbe portato a Parigi sottolinea che l'Italia ha onorato e onorerà sempre i suoi impegni e i trattati, ma per quel che riguarda la flessibilità, all'interno del patto di stabilità, si tratta, piuttosto, di un cambio culturale, di mentalità che l'Unione deve mettere in campo per rispondere alle richieste dei cittadini.
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"Renzi porterà tutta la sua energia e il suo dinamismo" ha detto Hollande sottolineando i loro "eccellenti rapporti". Stamattina, prima del vertice, avevano avuto un colloquio informale. Un faccia a faccia importante a cinque giorni dal Consiglio europeo da cui dovrebbe uscire il nome del prossimo presidente della Commissione. L'incontro si era concluso con una passeggiata verso l'hotel dove, verso le 11.15, ad attenderli c'erano gli altri leader del Pse, pronti a discutere le nomine Ue e futuro dell'Europa.
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I due, spiegano fonti dell'Eliseo, hanno condiviso la necessità di affrontare i temi in agenda - dalla crescita all'occupazione, dal clima all'energia - con la sensibilità comune della socialdemocrazia europea. Bisogna "accelerare - è quanto fa filtrare l'Eliseo dopo l'incontro - sui bisogni della crescita, sugli investimenti e nella direzione di una maggiore presenze dell'Ue nel sociale", temi su cui c'è una sensibilità comune, quella che accomuna i partiti socialdemocratici.
Al summit di oggi, organizzato su invito del presidente francese, hanno partecipato infatti i leader di otto Paesi membri dell'Unione Europea in vista del difficile Consiglio europeo che si terrà il 26 e 27 giugno a Bruxelles. Tra i Capi di Governo, al 'mini-vertice Pse' partecipano, oltre a Renzi e Hollande, il cancelliere federale austriaco Werner Faymann, il primo ministro del Belgio Elio Di Rupo, il premier danese Helle Thorning-Schmidt, il primo ministro della Romania Victor Viorel Ponta, il premier slovacco Robert Fico e il premier della Repubblica ceca Bohuslav Sobotka. Presenti anche Sigmar Gabriel, vice-cancelliere e ministro dell'Economia e dell'Energia tedesco, e Martin Schulz, presidente del Partito socialista europeo. Si tratta di "preparare il summit europeo che prenderà le decisioni sugli orientamenti futuri dell'europa e sulle persone che guideranno l'europa", ha spiegato il capo della diplomazia francese, Laurent Fabius.
Obiettivo della riunione parigina era quello di fissare le condizioni del sostegno della sinistra europea a una nomina a presidente della commissione del lussemburghese Jean-Claude Juncker, espressione della destra cristiano-democratica. Una candidatura, la sua, risultata vincente in base al mero conteggio numerico dei risultati elettorali. Ma che per passare avrà bisogno di una maggioranza allargata anche al Pse e ai liberaldemocratici. I socialisti europei "rispettano l'indicazione di Juncker" alla presidenza della Commissione Ue, "tenendo conto delle elezioni europee, in quanto candidato del partito che è arrivato in testa", ha detto Hollande dopo il vertice informale.