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Riforme, Boschi: "Possibile modifica immunità in Aula". In commissione non passa 'bicameralismo perfetto'

Nuovo Senato, bocciato l'emendamento dei 'dissidenti' in commissione Affari costituzionali. Ncd minaccia di non votare riforma se Senato manterrà competenze sul Bilancio, ma poi il ministro ricompone la frattura. M5S e Sel chiedono stop ai lavori. Domani incontro tra Renzi e Berlusconi e il M5s

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ROMA - No al bicameralismo perfetto, torna in bilico la questione immunità e si va verso la limitazione dei poteri del Senato sulla legge di bilancio. Mentre il premier Matteo Renzi è a Strasburgo per il discorso di apertura del semestre di presidenza italiano dell'Ue, prosegue l'esame degli emendamenti al ddl Boschi sulle riforme da parte della commissione Affari costituzionali del Senato.

Questa la sintesi della giornata di discussioni e voto sulle riforme istituzionali, il tutto in attesa degli incontri di giovedì - confermati in serata - tra Renzi e Berlusconi e tra Renzi e i parlamentari del M5s.

La giornata. Questa mattina è stato bocciato un emendamento presentato da Vannino Chiti, Mario Mauro e altri 35 senatori, che riattribuiva al futuro Senato molte competenze legislative, in modo da ripristinare quasi l'attuale bicameralismo. Ieri era stato approvato in Commissione un emendamento che prevedeva identica immunità per deputati e senatori, una scelta che aveva sollevato non poche polemiche, con Beppe Grillo che oggi sul suo blog parla di "larghe intese volte a difendere la partitocrazia" in un post firmato dal senatore Nicola Morra.

E arriva a sorpresa la minaccia dell'Ncd di non votare il ddl riforme se verrà mantenuta o rafforzata la competenza del futuro Senato sul Bilancio dello Stato e le manovre di finanza pubblica. Al punto che il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello chiede al ministro un incontro chiarificatore. Poi la svolta e la ricomposizione del dissidio. Nel tardo pomeriggio Boschi si dichiara d'accordo con Ncd: "E' una preoccupazione che ha anche il governo". E annuncia che c'è la possibilità che in Aula l'articolo sull'immunità possa cambiare.

L'approdo in aula del disegno di legge è stato fissato dalla conferenza dei capogruppo per il 9 luglio, anche se il M5S ha chiesto, appoggiato da Sinistra ecologia e libertà e dagli ex pentastellati in Senato, la sospensione dei lavori in attesa che venga sciolto il nodo sull'elettività del Senato. La commissione ha bocciato la richiesta di sospensione, ma il M5S è determinato a "rappresentare il proprio disagio" al presidente del Senato, Pietro Grasso. "Non è possibile decidere sulle competenze del Senato senza sapere chi saranno i nuovi senatori", ha aggiunto il capogruppo M5S in commissione Affari costituzionali, Giovanni Endrizzi.

TESTI
/ L'ACCORDO DI MAGGIORANZA SULLE RIFORME

Oggi Silvio Berlusconi ha riunito a palazzo Grazioli i vertici di Forza Italia per fare il punto sulle riforme (e per parlare dei problemi economici del partito), in vista dell'assemblea congiunta dei gruppi parlamentari azzurri di Camera e Senato, in programma per domani a Montecitorio. Ci sono ancora dei nodi da sciogliere ma il leader di Forza Italia resta convinto della necessità di mantenere fede al Patto del Nazareno. Per domani è anche previsto un incontro tra Pd e Forza Italia.

La riforma elettorale. E sempre oggi Lorenzo Guerini, vice segretario Pd, ha ribadito la mano tesa ai 5 stelle sulla riforma elettorale - dopo la lettera aperta diffusa ieri - pur con alcune condizioni: "Siamo pronti a incontrare nuovamente la delegazione del M5s. Prima però aspettiamo una risposta pubblica ai dieci punti che abbiamo illustrato ieri nella lettera".

Incontro che comunque è dato per scontato da Matteo Renzi che, ospite a Porta a porta, ha già confermato che avverrà domani. E ha detto: "Il sistema elettorale che ha proposto Grillo, il Toninellum o Complicatellum, non sta in piedi, se non dal punto di vista filosofico, perché è l'unico sistema in cui chi vince non governa".
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