NAPOLI - L'ex deputato del Pdl Marco Milanese, arrestato venerdì nell'ambito dell'inchiesta sul Mose, si difende dicendo di non aver mai preso tangenti. Durante l'interrogatorio di circa due ore cui è stato sottoposto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, l'ex braccio destro dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti si è lamentato del fatto che l'ordinanza di custodia sia stata emessa da un giudice incompetente e ha chiesto di poter ascoltare le registrazioni delle intercettazioni che lo coinvolgono e su cui si fondano le esigenze cautelari. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, Bruno Larosa, il gip non ha potuto però esaudire tale richiesta in quanto non in possesso delle registrazioni.
Milanese ha negato di aver ricevuto tangenti sostenendo tra l'altro che non avrebbe potuto interferire su un finanziamento di 400 milioni di euro per la realizzazione del Mose e che non ha avuto avuto alcun ruolo nelle procedure.
Quando il giudice gli ha chiesto per quali motivi l'imprenditore Giovanni Mazzacurati lo avrebbe accusato, l'ex parlamentare ha detto di non poter esprimere alcun giudizio in merito. Ma ha ricordato che da alcune notizie di stampa emergerebbero intercettazioni in cui Mazzacurati si riferisce all'acquisto di un appartamento in piazza di Spagna a Roma di 250 metri quadri affermando che sapeva "come fare uscire fuori i soldi dal consorzio".
L'ipotesi prospettata da Milanese è che Mazzacurati avrebbe sostenuto falsamente di aver versato tangenti per giustificare i soldi presi dal consorzio per acquistare l'appartamento.
L'avvocato Larosa ha chiesto al gip la scarcerazione o l'attenuazione della misura cautelare per il suo assistito, attualmente in isolamento, depositando inoltre le cartelle cliniche relative a problemi di salute dei quali l'ex deputato Pdl ha sofferto nei mesi scorsi.
Milanese ha negato di aver ricevuto tangenti sostenendo tra l'altro che non avrebbe potuto interferire su un finanziamento di 400 milioni di euro per la realizzazione del Mose e che non ha avuto avuto alcun ruolo nelle procedure.
Quando il giudice gli ha chiesto per quali motivi l'imprenditore Giovanni Mazzacurati lo avrebbe accusato, l'ex parlamentare ha detto di non poter esprimere alcun giudizio in merito. Ma ha ricordato che da alcune notizie di stampa emergerebbero intercettazioni in cui Mazzacurati si riferisce all'acquisto di un appartamento in piazza di Spagna a Roma di 250 metri quadri affermando che sapeva "come fare uscire fuori i soldi dal consorzio".
L'ipotesi prospettata da Milanese è che Mazzacurati avrebbe sostenuto falsamente di aver versato tangenti per giustificare i soldi presi dal consorzio per acquistare l'appartamento.
L'avvocato Larosa ha chiesto al gip la scarcerazione o l'attenuazione della misura cautelare per il suo assistito, attualmente in isolamento, depositando inoltre le cartelle cliniche relative a problemi di salute dei quali l'ex deputato Pdl ha sofferto nei mesi scorsi.