Politica

Riforme, martedì Grillo in piazza contro il nuovo Senato. Alfano: "Battaglia sulle preferenze"

Lo ha annunciato su Facebook la senatrice del M5S Lezzi: "Saremo a Roma con Beppe per dare voce ai cittadini che non vogliono essere esclusi dalle istituzioni". Asse grillini-Ncd-Lega contro l'Italicum

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ROMA - Il Movimento 5 Stelle sarà in piazza contro il nuovo Senato non elettivo. E all'evento parteciperà anche il leader Beppe Grillo. Lo ha annunciato, via Facebook, la senatrice pentastellata Barbara Lezzi: "Sarebbe significativo che, chi può, non ci lasciasse soli e ci raggiungesse a Roma, martedì 15 luglio, ore 11 in Piazza Madama. Saremo con Beppe a dare voce ai cittadini che non vogliono essere esclusi dalle istituzioni". E si prepara a dare battaglia anche il Nuovo Centrodestra. Angelino Alfano al Tg1 dichiara: "Daremo battaglia sulle preferenze, è ridicolo che qualche partito si opponga al diritto dei cittadini di preferire un deputato, dopo che ha dato la sua preferenza per comuni, Regioni ed Europa. Perché no per il Parlamento? Per dare potere alle segreterie dei partiti di scegliere i parlamentari? Diremo no".

"No all'immunità". "La riforma costituzionale che approderà in Aula lunedì prossimo sancirà la sottomissione della Camera al Governo e un Senato di non eletti", ha detto Lezzi. "I nominati nuovi senatori saranno anche immuni. Ricordiamo che il M5S apre all'abolizione della seconda Camera purché si ripristini il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti ed il dovere, per questi ultimi, di rinunciare per sempre all'immunità".

"Balle e prepotenza". Dopo il fragile canale di dialogo inaugurato di recente tra M5S e Pd, i grillini sono sul piede di guerra: "
La riforma del Senato targata Renzi-Boschi sta andando avanti a forza di balle e prepotenza", ha scritto oggi Nicola Morra, senatore del Movimento 5 Stelle, sul blog di Grillo. "In commissione affari costituzionali il M5S ha presentato oltre 220 proposte di modifica, tra emendamenti e subemendamenti, tra cui l'elezione diretta dei senatori, e sono state tutte respinte".

I dissidenti di Pd e Fi non mollano. Non mollano, intanto, nemmeno i dissidenti interni sia al Partito Democratico che a Forza Italia. Ieri due dei 22 senatori azzurri ribelli, Cinzia Bonfrisco e Augusto Minzolini, hanno ribadito da un lato lealtà al leader Silvio Berlusconi insistendo, dall'altro, sulla necessità di un Senato elettivo. Tra le fila di Fi, in tanti si dicono convinti che alla fine la dissidenza evaporerà. Sarà decisiva la riunione dei gruppi congiunti di martedì alla presenza dello stesso Berlusconi, più volte rinviata, che però cercherà di far rientrare la fronda già nel weekend. Anche perché sarà una settimana molto calda per l'ex Cavaliere: se mercoledì 16 l'Aula comincerà già a votare le riforme istituzionali e il nuovo Senato, due giorni dopo potrebbe arrivare la sentenza del processo Ruby, nel quale Berlusconi è imputato e già condannato in primo grado a sette anni.

Le critiche di Vendola e Salvini. Anche Salvini, leader della Lega Nord, non cede comunque sul no alla riforma di Palazzo Madama: "Se il Senato serve deve essere eletto, se non serve deve essere chiuso. Le mezze misure alla Renzi non servono a nessuno". E Vendola (Sel), anche lui molto critico sulle riforme istituzionali del governo Renzi: "In un clima di delegittimazione della democrazia decentrata e partecipata, con la seconda Camera ridotta a complemento d'arredo, una spinta illiberare a neutralizzare le minoranze che dovranno sempre inciampare in soglie".

L'asse M5S-Ncd-Lega. Per quanto riguarda l'Italicum, cui il M5S si oppone altrettanto strenuamente, i grillini potrebbero presto formare un asse proprio con Salvini, ma anche con il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Sono due i punti che uniscono tre forze politiche molto diverse tra loro: la richiesta del voto di preferenza (contro le miniliste bloccate, dunque, previste dall'Italicum) e l'abbassamento delle soglie di sbarramento per entrare in Parlamento. Dell'Italicum, ha confermato oggi Anna Finocchiaro del Pd, si comincerà a parlare comunque prima dell'estate, dopo l'approvazione delle riforme costituzionali al Senato.

Sul possibile ostruzionismo del M5S da Boschi arriva un nuovo appello: "Spero che il lavoro
possa concludersi prima della sospensione estiva e spero che il Movimento 5 Stelle, che ha già annunciato il proprio ostruzionismo ci ripensi perchè sarebbe un brutto segnale al Paese quello di bloccare le riforme". Quanto a Forza Italia, "finora ha sempre mantenuto gli impegni sia sulla legge elettorale che sulle riforme costituzionali. Lo ha fatto con molta serietà, io mi auguro che non cambi atteggiamento". Sui possibili cambiamenti alla proposta, per Boschi "le modifiche si fanno sempre con l'apporto di tutti. Ne discutiamo nella misura in cui sono d'accordo tutte le forze politiche che hanno approvato l'Italicum alla Camera, che hanno sostenuto il percorso delle riforme costituzionali e continuano a farlo. Non si cambiano dei pezzetti senza alcuni degli aderenti all'accordo"
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