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Ue, si apre settimana di nomine. Martedì il voto di fiducia su Juncker

Il lussemburghese dovrebbe avere un'ampia maggioranza come capo della Commissione, vista la coalizione tra popolari, socialisti e liberali. Poi scatterà la battaglia per la squadra. Mogherini in pole per la politica estera. Pochissime le donne in corsa

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BRUXELLES - Si apre a Strasburgo, domani - con una plenaria dell'Europarlamento - una settimana decisiva per l'Unione europea. E la giornata clou sarà quella di mercoledì, con il vertice dei capi di Stato e di governo a Bruxelles. Quando potrebbe esserci un  via libera almeno a un primo gruppo di nomine

Martedì comunque, salvo colpi di scena legati a franchi tiratori, è atteso il voto di fiducia a Juncker come capo della Commissione. Alle 12,30 i 751 eurodeputati sono chiamati a esprimersi. Ed il giorno dopo il lussemburghese comincerà a mettere a punto la squadra di governo nel vertice straordinario dei leader convocato a Bruxelles. La partita delle nomine è ancora molto incerta. Di sicuro il governo italiano punta sulla carta di Federica Mogherini per il ruolo di Alto commissario per la politica estera dell'Unione. Nei giorni scorsi il premier, Matteo Renzi, ha ottenuto il via libera dagli altri leader socialisti. Che puntano anche a ottenere un'altra casella chiave: quella del commissario europeo per gli Affari economici. In quel ruolo, l'Italia vedrebbe bene soprattutto il francese Pierre Moscovici, con l'obiettivo di frenare la linea del rigore dei popolari. Mentre per la presidenza del Consiglio europeo - al posto di Herman Van Rompuy - è favorito un candidato dell'Est Europa: probabilmente l'ex premier estone Sndrus Ansip, un liberale. E comunque, nella corsa alle nomine di queste ore, so conferma un'allarmante carenza di donne. Tanto che si rischia di non raggiungere neppure quella soglia minima di 9 presenze femminili, della squadra uscente guidata da Barroso.

Se la grande coalizione formata da popolari, socialisti e liberali - che può contare teoricamente su 479 seggi - non avrà troppe defezioni, per la prima volta nella storia delle istituzioni comunitarie a capo della Commissione arriverà un uomo  "direttamente eletto" dagli eurodeputati. Voteranno contro i parlamentari della sinistra radicale della Gue, gli euroscettici, gli esponenti della estrema destra e dei conservatori dello Ecr. Che però si dicono pronti a "collaborare costruttivamente". Voto libero invece per i Verdi, tra i quali almeno 10 dovrebbero dire sì a Juncker.

L'ex premier lussemburghese nelle audizioni con tutti i gruppi politici ha messo in campo l'esperienza accumulata in 18 anni consecutivi al governo. Il filo rosso del suo programma - annunciato in tutti gli incontri - è far ripartire la crescita e l'occupazione, mantenendo però dritta la barra della stabilità finanziaria e dei conti pubblici in ordine, usando la flessibilità prevista dal Patto di Stabilità e Crescita così come riformato nel 2005.

Nella giornata di domani, saranno sentiti anche i quattro sostituti dei commissari eletti in Parlamento: l'ambasciatore Fernando Nelli Feroci al posto di Antonio Tajani all'Industria, la lussemburghese Martine Reicherts per Viviane Reding alla Giustizia, il polacco Jacek Dominik per Janusz Lewandowski al Bilancio e l'ex premier finlandese Jyrki Katainen per Olli Rehn all'Economia. La nuova Commissione Econ presieduta da Roberto Gualtieri aprirà invece i lavori con la mensile audizione di Mario Draghi.

Martedì, dopo la fiducia a Juncker, i primi dibattiti, con le prime grane, a partire da un buco nel bilancio Ue 2014. Mercoledì invece l'aula affronterà con la presidenza italiana i temi caldi di politica estera: Medio Oriente - che il governo di Roma ha chiesto di inserire in agenda - Iraq e Ucraina. Ma l'attenzione sarà concentrata soprattutto sul summit straordinario Ue che si terrà nella serata dello stesso giorno a Bruxelles. Quando i leader dei 28 Paesi membri dovrebbero partorire l'intesa sulle nomine.
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