ROMA. ""Qual'è" con l'apostrofo. Ah, che figuraccia ". Il gruppo dei senatori della Lega Nord è stato per tutto il giorno sulla graticola per quello svarione grammaticale apparso nei cartelli esibiti l'altro ieri in Aula. Il capogruppo del Carroccio, Gian Marco Centinaio (lui che fa parte della commissione Cultura), ammette: "Perfino i miei familiari mi hanno preso in giro". Chi esibiva il cartello (più di un senatore), tace. Parla, per tutti, il vicecapogruppo, Sergio Divina.
La satira vi ha presi di mira: tutti a schernirvi, "i lumbàrd vogliono riformare la Costituzione, e manco conoscono la grammatica".
"Forse il gruppo della Lega dimentica qualche apostrofo. Vero. Ma nulla in confronto a quello che si dimentica Renzi".
E di che si dimentica il premier?
"Di sessanta milioni di italiani che non verranno più interpellati, se passerà il Senato non più elettivo. E poi...".
E poi?
"I refusi fan parte delle grandi frasi storiche".
Un esempio?
"Mussolini li cercava".
Fascisti, leghisti, che parallelo.
"No, no, per carità, nessun parallelo".
Resta, però, un errore di ortografia stampato a caratteri cubitali nei cartelli di protesta. Ignoranza delle più elementari regole della grammatica italiana?
"A proposito di ignoranza, tempo fa si volle far passare i parlamentari della Lega come poco colti o poco acculturati. Facemmo una verifica. Ancorché ciò non significhi nulla, tuttavia risultò che tra i leghisti c'era una percentuale di laureati più alta che negli alti gruppi".
Nonostante tanti laureati, purtroppo, però, lo svarione è scappato. Come è successo?
"Va bene, confesso: quando si stampano i volantini, anzi, i volantoni, non parte il sistema della correzione automatica".
Quindi colpa del correttore automatico, è lui l'ignorante?
"Una mancata correzione può sfuggire per errore".
La satira vi ha presi di mira: tutti a schernirvi, "i lumbàrd vogliono riformare la Costituzione, e manco conoscono la grammatica".
"Forse il gruppo della Lega dimentica qualche apostrofo. Vero. Ma nulla in confronto a quello che si dimentica Renzi".
E di che si dimentica il premier?
"Di sessanta milioni di italiani che non verranno più interpellati, se passerà il Senato non più elettivo. E poi...".
E poi?
"I refusi fan parte delle grandi frasi storiche".
Un esempio?
"Mussolini li cercava".
Fascisti, leghisti, che parallelo.
"No, no, per carità, nessun parallelo".
Resta, però, un errore di ortografia stampato a caratteri cubitali nei cartelli di protesta. Ignoranza delle più elementari regole della grammatica italiana?
"A proposito di ignoranza, tempo fa si volle far passare i parlamentari della Lega come poco colti o poco acculturati. Facemmo una verifica. Ancorché ciò non significhi nulla, tuttavia risultò che tra i leghisti c'era una percentuale di laureati più alta che negli alti gruppi".
Nonostante tanti laureati, purtroppo, però, lo svarione è scappato. Come è successo?
"Va bene, confesso: quando si stampano i volantini, anzi, i volantoni, non parte il sistema della correzione automatica".
Quindi colpa del correttore automatico, è lui l'ignorante?
"Una mancata correzione può sfuggire per errore".