ROMA - Si sono riuniti al Senato. Piccoli partiti uniti nella battaglia per migliorare l'Italicum. E per affermare che il Patto del Nazareno non può essere "un affare per due". "Sia chiaro, il senso dell'iniziativa - sottolinea Gaetano Quagliariello, coordinatore di Ncd non è quello di contrastare l'incontro tra Renzi e Berlusconi".
E allora a cosa lavorate, senatore?
"Una volta cambiato il bicameralismo, il nuovo Senato pone tre problemi. L'unica Camera eletta non può essere di nominati; con una sola camera, una volta garantita la governabilità bisogna concedere qualcosa alla rappresentatività, quindi non è possibile che ci siano soglie draconiane o meccanismi di vampirizzazione".
E il terzo miglioramento possibile?
"Se vengono meno i meccanismi che tutelano da esondazioni della maggioranza, bisogna evitare che in una camera sola con il 37% chi vince si prenda tutto: governo, Colle e gli altri organi costituzionali ".
Idee simili a quelli della minoranza Pd: solo un caso?
"Iniziamo da considerazioni che sono condivise da quella parte del governo che non è il Pd, poi cercheremo di allargarle. E se ci saranno altri parlamentari, ben vengano".
Presenterete emendamenti mirati?
"Noi speriamo che, in una logica di sistema, le nostre proposte possano essere colte da tutti. Anche dagli estensori del patto del Nazareno, che non è un patto ma un ravvedimento operoso di chi riteneva che in questa legislatura le riforme non si dovessero fare".
Temete il ritorno di Berlusconi?
"Non c'è il timore di essere scavalcati, no. Oggi c'è un'esigenza che impedisce a tutti di fare discorsi di questo tipo: oggi scopriremo che non siamo usciti dal tunnel della crisi".
Chiedete di allargare il tavolo delle nuove trattative?
"È chiarissimo che il primo interlocutore è la maggioranza e il governo".
Insomma, non volete finire scavalcati da un patto tra Renzi e FI, che è all'opposizione.
"Non sono possibili due maggioranze, né maggioranze variabili. Salterebbe tutto, ma siamo lontanissimi da questo. E l'incontro del premier con Alfano è una rassicurazione".
Non temete di passare per "frenatori" dell'Italicum?
"La legge elettorale non è una monade, ma una parte importante del sistema. Se cambia il bicameralismo, la precedente versione dell'Italicum non c'è più. Resta lo schema".
E allora a cosa lavorate, senatore?
"Una volta cambiato il bicameralismo, il nuovo Senato pone tre problemi. L'unica Camera eletta non può essere di nominati; con una sola camera, una volta garantita la governabilità bisogna concedere qualcosa alla rappresentatività, quindi non è possibile che ci siano soglie draconiane o meccanismi di vampirizzazione".
E il terzo miglioramento possibile?
"Se vengono meno i meccanismi che tutelano da esondazioni della maggioranza, bisogna evitare che in una camera sola con il 37% chi vince si prenda tutto: governo, Colle e gli altri organi costituzionali ".
Idee simili a quelli della minoranza Pd: solo un caso?
"Iniziamo da considerazioni che sono condivise da quella parte del governo che non è il Pd, poi cercheremo di allargarle. E se ci saranno altri parlamentari, ben vengano".
Presenterete emendamenti mirati?
"Noi speriamo che, in una logica di sistema, le nostre proposte possano essere colte da tutti. Anche dagli estensori del patto del Nazareno, che non è un patto ma un ravvedimento operoso di chi riteneva che in questa legislatura le riforme non si dovessero fare".
Temete il ritorno di Berlusconi?
"Non c'è il timore di essere scavalcati, no. Oggi c'è un'esigenza che impedisce a tutti di fare discorsi di questo tipo: oggi scopriremo che non siamo usciti dal tunnel della crisi".
Chiedete di allargare il tavolo delle nuove trattative?
"È chiarissimo che il primo interlocutore è la maggioranza e il governo".
Insomma, non volete finire scavalcati da un patto tra Renzi e FI, che è all'opposizione.
"Non sono possibili due maggioranze, né maggioranze variabili. Salterebbe tutto, ma siamo lontanissimi da questo. E l'incontro del premier con Alfano è una rassicurazione".
Non temete di passare per "frenatori" dell'Italicum?
"La legge elettorale non è una monade, ma una parte importante del sistema. Se cambia il bicameralismo, la precedente versione dell'Italicum non c'è più. Resta lo schema".