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Parigi con Roma: "Ue allenti i vincoli". Grillo: fuori dall'euro per non morire

Dopo i dati negativi sull'economia tedesca, Italia e Francia pronte a chiedere più flessibilità a Berlino. Delrio: "No a nuovi sacrifici per i cittadini". Il leader M5s rilancia il ritorno alla lira

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ROMA - Non è stata del tutto una doccia fredda, visto che una frenata era in qualche modo attesa. Ma la flessione del Pil tedesco nell'ultimo trimestre (-0,2%), in termini più pesanti di quelli previsti, ha riacceso i timori e il dibattito sulla crisi dell'Eurozona. "Il problema non è solo l'Italia" - ha commentato Matteo Renzi durante il suo tour al Sud - "E' l'Europa in stagnazione, ma in questo caso non vale il principio mal comune mezzo gaudio", ha aggiunto saggiamente il presidente del Consiglio.

Con la locomotiva tedesca che rallenta e la Francia ormai indirizzata a sforare il 4% nel rapporto deficit Pil, anche l'Italia - in recessione tecnica - ha pochi motivi per sorridere. La ricetta per tenere i conti pubblici sotto controllo non può essere quella già sperimentata di "nuove tasse e manovre" spiega Graziano Delrio. Intanto, però, si riaccendono le sirene euroscettiche: "Bisogna uscire dall'euro per non morire", scrive sul suo blog Beppe Grillo.

Asse Roma-Parigi. La strategia possibile che mette d'accordo Roma e Parigi sembra essere una sola: chiedere più flessibilità a Berlino per varare misure di stimolo alla crescita. Senza andare al muro contro muro, ma il concetto di fondo è lo stesso: "Non è più il momento dell'austerity". Questa è anche la speranza di Matteo Renzi. Che Angela Merkel si ammorbidisca dopo i dati negativi sull'economia tedesca. E' l'antipasto della battaglia che si giocherà al prossimo Consiglio europeo.

In casa Italia è il sottosegretario Delrio a introdurre la linea del governo. "Non saranno i cittadini a fare nuovi sacrifici", dice il sottosegretario in un colloquio con La Stampa, "Il 3% verrà rispettato, casomai il problema ce lo avranno altri paesi, Spagna, Francia, Inghilterra. Noi non abbiamo alcuna intenzione di tornare sotto procedura di infrazione - assicura Delrio. E se ce ne sarà bisogno chiederemo sacrifici non ai cittadini ma allo Stato: che deve risparmiare risorse e la spending può essere ulteriormente implementata, con una revisione più acuta".

Insomma, l'Italia andrà in Europa "avendo avviato tutte le nostre riforme. Spero che anche gli altri si presentino all'appuntamento europeo con le carte in regola". Quanto alla Germania, il suo dato negativo "non consola, ma dimostra che vanno messe in atto politiche di crescita europee in una congiuntura che si è rivelata per tutti più difficile del previsto".

Grillo all'attacco. Di avviso diverso Beppe Grillo, che in un post sul suo blog rilancia l'uscita dell'Italia dall'Eurozona, riportando un lungo articolo del Telegraph, in cui dopo una lunga analisi dell'economia italiana e dei suoi rapporti con quelle europee si conclude, che nonostante le difficoltà di questa scelta, "questa volta potrebbe non essere così evidente che il Paese voglia essere salvato alle condizioni europee. Renzi - si legge nell'articolo del quotidiano inglese rilanciato da Grillo - può giustamente concludere che l'unico modo possibile per adempiere al suo compito di un Risorgimento per l'Italia, e costruirsi il proprio mito, è quello di scommettere tutto sulla lira".
 
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