ROMA - "I sindacati vogliono un autunno caldo? Facciano pure, tanto l'estate non è stata un granché". Matteo Renzi sceglie l'ironia per rispondere ai malumori sindacali e alle ventilate proteste in caso di tagli alle pensioni d'oro e blocchi ai salari della Pubblica amministrazione. Battuta a parte, il tono del premier - intervistato dal Tg5 - non denota cedimenti sulla linea del governo. Bollate come chiacchiere estive i piani 'segreti' dell'esecutivo di cui si è detto: "Sono come la chiacchiere del calciomercato - taglia corto il presidente del Consiglio". Che poi ribadisce: "Ci saranno nuove tasse? No" - risponde lapidario. Anzi aggiunge Renzi "come dimostra l'operazione 80 euro, che è stata una riduzione di tasse per 11 milioni di lavoratori, l'impegno del governo è quello di tagliare le tasse e cercheremo di farlo con altre fasce di popolazione".
Per farlo però sarà necessario mettere mano alla spending review. "Bisogna dare una sforbiciata alla spesa, che attualmente è di 800 miliardi". Ma questo ripete ancora una volta "non vuol dire che ci saranno più tasse".
All'indomani della visita in Iraq l'altro fronte che vede l'Europa e l'Italia (presidente di turno dell'Ue) in prima linea è quello dell'impegno contro il terrorismo. "Se l'Europa è una cosa seria deve stare là dove c'è il dolore - è l'esortazione di Renzi -. Può cambiare le cose e non stare a dormire come ha fatto troppe volte in passato". "Certo si può fare di più, ma la comunità internazionale c'è".
Sulla missione a Bagdad ed Erbil dice, "mi ha soprattutto commosso perché quando si vedono donne violentate, giornalisti ai quali si taglia la gola, noi non siamo di fronte a un discorso politico, siamo di fronte a un discorso di dignità dell'uomo". "Noi siamo abituati a considerare l'Europa come il luogo dove si parla dello spread, ma l'Europa è nata da una richiesta di pace. I nostri nonni hanno costruito l'Europa contro la guerra, non per la moneta unica", sottolinea il presidente del Consiglio.
Per farlo però sarà necessario mettere mano alla spending review. "Bisogna dare una sforbiciata alla spesa, che attualmente è di 800 miliardi". Ma questo ripete ancora una volta "non vuol dire che ci saranno più tasse".
All'indomani della visita in Iraq l'altro fronte che vede l'Europa e l'Italia (presidente di turno dell'Ue) in prima linea è quello dell'impegno contro il terrorismo. "Se l'Europa è una cosa seria deve stare là dove c'è il dolore - è l'esortazione di Renzi -. Può cambiare le cose e non stare a dormire come ha fatto troppe volte in passato". "Certo si può fare di più, ma la comunità internazionale c'è".
Sulla missione a Bagdad ed Erbil dice, "mi ha soprattutto commosso perché quando si vedono donne violentate, giornalisti ai quali si taglia la gola, noi non siamo di fronte a un discorso politico, siamo di fronte a un discorso di dignità dell'uomo". "Noi siamo abituati a considerare l'Europa come il luogo dove si parla dello spread, ma l'Europa è nata da una richiesta di pace. I nostri nonni hanno costruito l'Europa contro la guerra, non per la moneta unica", sottolinea il presidente del Consiglio.