Politica

Voto di scambio, il M5S attacca Grasso, che risponde: "Polemica strumentale"

Il Movimento contro il presidente del Senato dopo una sentenza della Cassazione sul 416ter che, secondo i pentastellati, complicherebbe i procedimenti giudiziari. Il Pd: "I Cinque stelle protestavano per le pene, non per questo". La Commissione Antimafia: "Legge frutto delle indicazioni delle Procure"

2 minuti di lettura
ROMA - "Trovo strumentale la polemica che i senatori Crimi e Giarrusso stanno cercando di scatenare contro di me", dice il presidente del Senato, Pietro Grasso. "La mia posizione sul 416 ter era chiaramente espressa nel mio Disegno di legge che prevedeva solamente l'aggiunta delle parole 'altra utilità' alla formulazione preesistente", prosegue il presidente del Senato. "Come sanno tutti, e in particolar modo dovrebbero saperlo i senatori, il presidente del Senato non può intervenire sui testi in discussione né tantomeno li può votare. Nei post dei due senatori - osserva allora Grasso - vengono infatti riferite, come se fossero mie, frasi che non ho mai pronunciato".

Le polemiche cui si riferisce Grasso sono scoppiate il giorno dopo la sentenza della Cassazione che, giudicando il caso di un ex politico siciliano, ha messo in luce come con la nuova legge sul voto di scambio, approvata in aprile (la modifica del 416 ter), per condannare si dovrà dimostrare che l'utilizzo del metodo mafioso per procacciare elettori è parte dell'accordo col clan, e che dunque occorrono prove più stringenti per dimostrare che il politico abbia accettato di beneficiare della "forza di intimidazione" propria delle mafie. Ad attaccare è il Movimento 5 Stelle. Il Blog di Grillo scrive "La mafia ha vinto grazie a Renzusconi #GrassoDimettiti", e chiede le dimissioni per "incompetenza" a chi occupa "posti di rilievo" in lotta a mafia. "Renzi e Berlusconi cancellano il voto di scambio politico mafioso. Secondo la Cassazione - prosegue il blog - in base alla nuova formulazione del 416ter, accordarsi per il voto di scambio con un mafioso non è più reato se non viene usato il metodo mafioso" per procacciare voti.

IL CASO - Voto di scambio, nuovo processo per Antinoro: ecco i perché del rinvio della Cassazione

Davide Mattiello (Pd), componente dell'Antimafia e relatore di maggioranza alla Camera sul provvedimento, sottolinea invece che "il legislatore riformulando il 416 ter, e ampliandone significativamente il perimetro di applicazione, ha inteso coerentemente ribadire il principio insito fin dalla prima stesura: se vogliamo colpire lo scambio tra il politico e il mafioso, bisognerà provare che il politico abbia avuto consapevolezza di rivolgersi all'organizzazione mafiosa". E ricorda che le polemiche sul 416 ter riformato "si scatenarono non su questo punto, ma sulla misura delle pene, fissate a 4-10 anni e giudicate troppo basse".

Per il vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, il testo finale è anche il frutto delle indicazioni che ci sono arrivate da quasi tutte le Procure della Repubblica impegnate su questo terreno e dalle associazioni, "a partire da don Luigi Ciotti e dall'ex procuratore Caselli". Ad avviso del senatore dell'Ncd Carlo Giovanardi, il principio sancito dalla modifica del 416 ter sul voto di scambio "contiene un banale ed elementare principio di civiltà giuridica: non trovo dove sia lo scandalo. Purtroppo - aggiunge - nell'ottica dei grillini l'imputato deve essere colpevole per principio, basta l'accusa. C'è da avere paura".
I commenti dei lettori