ROMA - È un Renzi all'attacco e battagliero quello che parla nello studio di Porta a porta. Spazia sui temi dell'economia, sfida sindacati e magistrati, tace, invece, sulle indagini nei confronti dei due candidati del Pd alle primarie in Emilia Romagna. "Preferisco essere arrogante piuttosto che mollare" dice, prima di annunciare che il pil del 2014 sarà "intorno allo zero e non è sufficiente per ripartire: i dati nel 2014 non saranno entusiasmanti". Ma aggiunge: "L'Italia ha perso posizioni in questi anni, noi abbiamo rallentato la caduta". Sperava in qualcosa in più, come ammette lui stesso, con il nuovo calcolo del pil: "Ci avevo fatto la bocca, ma Padoan mi ha spiegato che sulla crescita potrà avere un'oscillazione positiva per l'anno di uno 0,1%, robetta. Potrebbe avere qualche miglioramento il rapporto del debito sul pil, dal 137 al 135%. Ma sulla crescita non cambierà sostanzialmente niente", ha aggiunto.
Poi annuncia che "nella legge di stabilità 2015 avremo un'ulteriore riduzione del costo del lavoro. La finanziamo con la riduzione della spesa". Il governo sta valutando varie soluzioni. Contemporaneamente a Otto e mezzo su La7, il ministro alle Riforme, Maria Elena Boschi sosteneva che "una delle ipotesi è la riduzione dell'Irap" o "l'estensione della riduzione del cuneo fiscale ad alcune categorie" rimaste escluse dal bonus degli 80 euro. Infine, il premier assicura che ci sarà un limite alla Tasi: "Metteremo un limite alla tassazione da parte dei Comuni, ci sara' una tassa sola e si sapra' quanto costa".
Sciopero. Continua a tenere la linea della fermezza sul paventato sciopero delle forze dell'ordine per il blocco degli stipendi: "È Illegale, va contro la legge. I loro sindacalisti si sono comportati in maniera indecorosa". Renzi ammette poi che i soldi per sbloccare i salari "già possono essere trovati", ma chiede: "I sindacalisti si rimangino tutto quello che hanno detto per rispetto ai loro colleghi e poi si ragiona". Non risparmia una stoccata anche alla Cgil: "Hanno indetto uno sciopero generale a prescindere", una cosa che "trovo straordinariamente affascinante. Vuol dire che ci ingegneremo per dare un motivo vero ai sindacati per scioperare". Proprio oggi, Susanna Camusso lo aveva invitato a essere più coraggioso.
Giustizia. Non sembra affatto preoccupato delle proteste dell'Anm sul progetto di riforma. Con "Brr.. che paura", risponde alla bocciatura delle toghe. "Mamma mia abbiamo contro sia i giudici che Forza Italia, alla grande" ha detto il premier. "Ma io vado avanti". Poi la frecciata: "L'Anm ha fatto il primo comunicato stampa contro il governo quando ho detto che si metteva lo stipendio massimo dei magistrati a 240mila euro...".
Pd. Sul fronte interno al partito, il premier non ha dubbi: "Non ci penso nemmeno un nanosecondo" a lasciare la segreteria del Pd. Giovedì si riunisce la direzione del Pd e venerdì il premier dovrebbe annunciare la composizione della nuova segreteria che potrebbe essere unitaria. Rinnova il suo invito alla minoranza a partecipare alla gestione del partito, rimandando al 2017, anno del prossimo congresso, la sfida per la leadership. "Se volete discutere e litigare fate pure. Se volete dare una mano io dico: entrate, per tre anni facciamola finita con le discussioni di polemica interna e ragioniamo di formazione, di crescita, di lavoro...".
È il solito Renzi che si augura "un Paese che smetta di cedere alla cultura del piagnisteo". E ancora: "Mille giorni e riportiamo l'Italia a fare l'Italia. La gente va a letto dopo aver visto il talk show arrabbiata. Dobbiamo fare in modo che la gente vada a letto rassicurata e per fare questo occorre dare prestigio all'Italia".
E ancora: "Un sacco di gente in 20 anni ha fatto tanti convegni, io li chiamo i professionisti della tartina, dicono che l'Italia non ce la fa e poi va in vacanza in Australia". Parole che ricordano l'invettiva contro i salotti buoni pronunciata nei giorni scorsi.
[[ge:rep-locali:repubblica:95383918]]
Cottarelli. Sull'abbandono del commissario straordinario, Carlo Cottarelli smentisce le notizie di rotture: "Ha chiesto tre mesi fa di poter andare a Washington al Fondo monetario anche per motivi di famiglia. Io gli ho detto: "Però la legge di stabilità la fai con noì". Poi io sono dell'idea che la spending review la fai comunque, con o senza Cottarelli". Su un punto ammette una divergenza con il commissario: non intende toccare le pensioni. "Nel primo piano che Cottarelli presentò voleva tassare le pensioni sopra i 2mila euro e gli ho detto di no: non è che dai i soldi a quelli che prendono meno di 1.500 euro e li vai a prendere a chi prende 2mila. Pensione d'oro non è 2-3mila euro al mese".
Sugli 80 euro in busta paga, insiste nel definirli un successo: "E' chiaro che c'è un sentimento di sfiducia, ma noi siamo in grado di assicurare che per quella platea sono garantiti. Poi si dovrebbe allargare la platea, ma non sono ancora in condizione di farlo". I soldi si potranno ottenere "recuperando 20 miliardi con la spending review. Soldi che potremmo usare anche per altro: abbassamento delle tasse o investimenti in settori strategici". A chi lo critica risponde con una battuta: "Quelli che dicono che 80 euro non servono - ha affermato Renzi -, beati loro. Non sono stati fatti con la priorità o l'obiettivo di farli spendere. Sono per un'economia liberale. Ma partire dall'abbassamento degli stipendi dei supermanager e dare 80 euro è una questione di giustizia sociale".
Debiti. Renzi sostiene di aver vinto la scommessa con Bruno Vespa sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione: "Tutte le aziende che hanno crediti certificati verso stato, regioni, province, città e asl, possono oggi essere saldati subito attraverso la garanzia della Cassa depositi e prestiti. Ed è il motivo per cui Vespa andrà a piedi sul monte Senario", scherza il premier. Ma poi aggiunge: "Ma mi sa che un chilometro a piedi lo faccio anch'io perchè mi mancano due miliardi".
Scuola. Un altro annuncio arriva dal premier: nella legge si stabilità "900 milioni" saranno dedicati alla scuola, mentre nel "2016 saranno 2 miliardi, c'è già l'intesa con il ministro Padoan". Il 15 settembre, molto probabilmente, Renzi sarà a Palermo a una scuola intitolata a padre Puglisi. "È l'anniversario della sua morte".
Draghi. Renzi poi è tornato ad apprezzare le scelte della Bce: "Draghi ha 200 miliardi di euro e non li dà ai governi, li dà alle banche. Ma gli dice: 'dovete darli agli artigiani, alle piccole e medie imprese. Prendete progetti e provati a finaziarli'. E' un passaggio molto importante, che potrebbe essere la svolta della politica monetaria europea".
Bologna. Uscendo dallo studio televisivo, Renzi non ha risposto alle domande dei cronisti sulle indagini sui due candidati alle primarie emiliane del Pd. "Buona serata" si è limitato a dire. Stefano Bonaccini e Matteo Richetti sono sotto inchiesta per le "spese pazze" al consiglio regionale.
Poi annuncia che "nella legge di stabilità 2015 avremo un'ulteriore riduzione del costo del lavoro. La finanziamo con la riduzione della spesa". Il governo sta valutando varie soluzioni. Contemporaneamente a Otto e mezzo su La7, il ministro alle Riforme, Maria Elena Boschi sosteneva che "una delle ipotesi è la riduzione dell'Irap" o "l'estensione della riduzione del cuneo fiscale ad alcune categorie" rimaste escluse dal bonus degli 80 euro. Infine, il premier assicura che ci sarà un limite alla Tasi: "Metteremo un limite alla tassazione da parte dei Comuni, ci sara' una tassa sola e si sapra' quanto costa".
Sciopero. Continua a tenere la linea della fermezza sul paventato sciopero delle forze dell'ordine per il blocco degli stipendi: "È Illegale, va contro la legge. I loro sindacalisti si sono comportati in maniera indecorosa". Renzi ammette poi che i soldi per sbloccare i salari "già possono essere trovati", ma chiede: "I sindacalisti si rimangino tutto quello che hanno detto per rispetto ai loro colleghi e poi si ragiona". Non risparmia una stoccata anche alla Cgil: "Hanno indetto uno sciopero generale a prescindere", una cosa che "trovo straordinariamente affascinante. Vuol dire che ci ingegneremo per dare un motivo vero ai sindacati per scioperare". Proprio oggi, Susanna Camusso lo aveva invitato a essere più coraggioso.
Giustizia. Non sembra affatto preoccupato delle proteste dell'Anm sul progetto di riforma. Con "Brr.. che paura", risponde alla bocciatura delle toghe. "Mamma mia abbiamo contro sia i giudici che Forza Italia, alla grande" ha detto il premier. "Ma io vado avanti". Poi la frecciata: "L'Anm ha fatto il primo comunicato stampa contro il governo quando ho detto che si metteva lo stipendio massimo dei magistrati a 240mila euro...".
Pd. Sul fronte interno al partito, il premier non ha dubbi: "Non ci penso nemmeno un nanosecondo" a lasciare la segreteria del Pd. Giovedì si riunisce la direzione del Pd e venerdì il premier dovrebbe annunciare la composizione della nuova segreteria che potrebbe essere unitaria. Rinnova il suo invito alla minoranza a partecipare alla gestione del partito, rimandando al 2017, anno del prossimo congresso, la sfida per la leadership. "Se volete discutere e litigare fate pure. Se volete dare una mano io dico: entrate, per tre anni facciamola finita con le discussioni di polemica interna e ragioniamo di formazione, di crescita, di lavoro...".
È il solito Renzi che si augura "un Paese che smetta di cedere alla cultura del piagnisteo". E ancora: "Mille giorni e riportiamo l'Italia a fare l'Italia. La gente va a letto dopo aver visto il talk show arrabbiata. Dobbiamo fare in modo che la gente vada a letto rassicurata e per fare questo occorre dare prestigio all'Italia".
E ancora: "Un sacco di gente in 20 anni ha fatto tanti convegni, io li chiamo i professionisti della tartina, dicono che l'Italia non ce la fa e poi va in vacanza in Australia". Parole che ricordano l'invettiva contro i salotti buoni pronunciata nei giorni scorsi.
[[ge:rep-locali:repubblica:95383918]]
Cottarelli. Sull'abbandono del commissario straordinario, Carlo Cottarelli smentisce le notizie di rotture: "Ha chiesto tre mesi fa di poter andare a Washington al Fondo monetario anche per motivi di famiglia. Io gli ho detto: "Però la legge di stabilità la fai con noì". Poi io sono dell'idea che la spending review la fai comunque, con o senza Cottarelli". Su un punto ammette una divergenza con il commissario: non intende toccare le pensioni. "Nel primo piano che Cottarelli presentò voleva tassare le pensioni sopra i 2mila euro e gli ho detto di no: non è che dai i soldi a quelli che prendono meno di 1.500 euro e li vai a prendere a chi prende 2mila. Pensione d'oro non è 2-3mila euro al mese".
Sugli 80 euro in busta paga, insiste nel definirli un successo: "E' chiaro che c'è un sentimento di sfiducia, ma noi siamo in grado di assicurare che per quella platea sono garantiti. Poi si dovrebbe allargare la platea, ma non sono ancora in condizione di farlo". I soldi si potranno ottenere "recuperando 20 miliardi con la spending review. Soldi che potremmo usare anche per altro: abbassamento delle tasse o investimenti in settori strategici". A chi lo critica risponde con una battuta: "Quelli che dicono che 80 euro non servono - ha affermato Renzi -, beati loro. Non sono stati fatti con la priorità o l'obiettivo di farli spendere. Sono per un'economia liberale. Ma partire dall'abbassamento degli stipendi dei supermanager e dare 80 euro è una questione di giustizia sociale".
Debiti. Renzi sostiene di aver vinto la scommessa con Bruno Vespa sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione: "Tutte le aziende che hanno crediti certificati verso stato, regioni, province, città e asl, possono oggi essere saldati subito attraverso la garanzia della Cassa depositi e prestiti. Ed è il motivo per cui Vespa andrà a piedi sul monte Senario", scherza il premier. Ma poi aggiunge: "Ma mi sa che un chilometro a piedi lo faccio anch'io perchè mi mancano due miliardi".
Scuola. Un altro annuncio arriva dal premier: nella legge si stabilità "900 milioni" saranno dedicati alla scuola, mentre nel "2016 saranno 2 miliardi, c'è già l'intesa con il ministro Padoan". Il 15 settembre, molto probabilmente, Renzi sarà a Palermo a una scuola intitolata a padre Puglisi. "È l'anniversario della sua morte".
Draghi. Renzi poi è tornato ad apprezzare le scelte della Bce: "Draghi ha 200 miliardi di euro e non li dà ai governi, li dà alle banche. Ma gli dice: 'dovete darli agli artigiani, alle piccole e medie imprese. Prendete progetti e provati a finaziarli'. E' un passaggio molto importante, che potrebbe essere la svolta della politica monetaria europea".
Bologna. Uscendo dallo studio televisivo, Renzi non ha risposto alle domande dei cronisti sulle indagini sui due candidati alle primarie emiliane del Pd. "Buona serata" si è limitato a dire. Stefano Bonaccini e Matteo Richetti sono sotto inchiesta per le "spese pazze" al consiglio regionale.