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Provinciali Vibo Valentia, "accorduni" tra renziani e parte Ncd

Una "lista civica" terrebbe insieme la componente Pd che fa capo al premier (minoranza a livello locale nel partito), pezzi di FI, Nuovo centrodestra, Fratelli d'Italia. Si spaccano sia i democratici sia la formazione di Alfano
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VIBO VALENTIA - I "compagni" più arrabbiati lo chiamano "l'accorduni", i più moderati sbuffano parlando comunque di un "brutto inciucio". Sta di fatto che le provinciali di Vibo Valentia stanno alimentando uno scontro aperto tra renziani e resto del Pd. Una spaccatura che fa il paio con quella di analoghe proporzioni che sta attraversando il Ncd vibonese. Al centro della polemica gli accordi che hanno portato alla composizione delle liste. A Vibo infatti l'area che fa riferimento al presidente del Consiglio avrebbe stretto un vero e proprio "patto" con un pezzo del partito di Angelino Alfano. Un asse per fare lista comune in contrapposizione alle candidature ufficiali di Ncd da una parte e Pd dall'altra.

Un putiferio. Nel mirino è finita la strana coalizione che ha prodotto la lista "Insieme per la provincia di Vibo - Adesso", dove proprio la parola "Adesso" farebbe riferimento esplicito a uno degli sloga…
VIBO VALENTIA - I "compagni" più arrabbiati lo chiamano "l'accorduni", i più moderati sbuffano parlando comunque di un "brutto inciucio". Sta di fatto che le provinciali di Vibo Valentia stanno alimentando uno scontro aperto tra renziani e resto del Pd. Una spaccatura che fa il paio con quella di analoghe proporzioni che sta attraversando il Ncd vibonese. Al centro della polemica gli accordi che hanno portato alla composizione delle liste. A Vibo infatti l'area che fa riferimento al presidente del Consiglio avrebbe stretto un vero e proprio "patto" con un pezzo del partito di Angelino Alfano. Un asse per fare lista comune in contrapposizione alle candidature ufficiali di Ncd da una parte e Pd dall'altra.

Un putiferio. Nel mirino è finita la strana coalizione che ha prodotto la lista "Insieme per la provincia di Vibo - Adesso", dove proprio la parola "Adesso" farebbe riferimento esplicito a uno degli slogan di Renzi. Una coalizione che terrebbe insieme pezzi di Forza Italia, Ncd, Fratelli d'Italia e appunto una parte di Pd. Candidato alla presidenza è Andrea Niglia, sindaco di Briatico, dato per neo tesserato di FI e personaggio non amato dal centrosinistra per via di alcune parentele "discutibili". In lista ci sono poi consiglieri comunali e primi cittadini di diversi comuni come Raffaele Calla (FI, Serra San Bruno), Michele Carnovale (Ncd, Vibo), Giovanni Macrì (Fi, ex capogruppo provinciale del Pdl, di Tropea) e Ovidio Romano (Fratelli d'Italia, Simbario). Accanto a loro Pasquale Fera (Pd, San Nicola da Crissa) che attualmente fa parte del Comitato di garanzia del Pd regionale in quota Renzi, Giuseppe Navarra (Pd, Rombiolo) e Carmine Mangiardi (area Pd, Sorianello). Una squadra in competizione diretta con altre due liste. La prima è quella del Partito democratico che si presenta con tanto di simbolo ed è guidata da Sergio Rizzo, sindaco di Maiorato, di cui fanno parte sei "compagni" di fede certificata e quattro indipendenti. La seconda è quella di Ncd-Udc guidata da Pino Raffaele, consigliere comunale di Serra San Bruno.

Dietro l'accordo tra pezzi di Ncd e renziani vi sarebbe la mano dell'ex presidente della Provincia Francesco De Nisi (Pd) e Gianluca Callipo (candidato alle primarie regionali del Pd per i renziani) che avrebbero tessuto la trama assieme all'assessore regionale del Nuovo centrodestra Nazareno Salerno. Un'operazione che, neanche a dirlo, ha fatto saltare sulla sedia la segretaria del Pd provinciale ed alimentato una serie di accuse incrociate. De Nisi nega tutto e dalle colonne dei giornali locali si difende affermando che l'operazione "è stata condotta singolarmente dai consiglieri comunali", aggiungendo che in fondo "si tratta di liste civiche". Poi spiega: "Il problema è che il Pd ha voluto utilizzare questa cosa come battaglia politica". E tira fuori dalla ressa Callipo: "Gianluca in questa vicenda non c'entra nulla".

Una tesi che non convince il segretario provinciale Michele Mirabello che non ha esitato a definire l'accordo con Ncd dei renziani "un'operazione indecente", concetto ribadito anche dal parlamentare del Pd vibonese Brunello Censore.

Così dalle parole si è passati alle richieste di dimissioni di Mirabello da parte di 11 sindaci, due vice, due capigruppo e quattro consiglieri. In questo senso per la minoranza del Pd locale il simbolo non andava utilizzato e quindi "non sono i renziani a essere fuori dalla lista del Pd, ma è il Pd vibonese e il suo segretario provinciale che sono fuori dal Pd". Accuse respinte al mittente da Mirabello.

Analogo lo scontro nell'Ncd dove il commissario provinciale del partito, Alfonsino Grillo, ha chiesto l'espulsione dei protagonisti dell'accordo. Per il dirigente "la decisione assunta da alcuni di correre alle provinciali al fianco dei renziani del Pd, identificati da quelle stesse persone come i principali avversari politici, non credo possa conciliarsi con l'appartenenza ad un partito di centrodestra". Da parte sua, Nazareno Salerno ha replicato che le considerazioni di Grillo vanno tenute in conto "per ciò che sono e cioè una reazione immotivata, priva di logica e soprattutto palesata da chi non ha titolo alcuno per invocare, attraverso ultimatum, provvedimenti sanzionatori o addirittura di espulsione".

E' insomma guerra aperta in vista del voto del 28 settembre prossimo quando, nell'unico seggio allestito nella sede della Provincia a Vibo, saranno chiamati a votare 45 sindaci e 445 consiglieri comunali.

In serata Andrea Niglia ha spiegato che le "parentele e le frequentazioni discutibili" di cui era stato accusato dopo lo scioglimento per mafia del Comune di Briatico in realtà sono state smentite da due diverse sentenze, del Tar e del Tribunale ordinario, che hanno ripristinato la verità. Nelle sentenze infatti si esclude "qualsiasi suo coinvolgimento o rapporto sia direto che indiretto, con esponenti della crimininalità". Niglia spiega poi che la sua candidatura non è riferibile ad alcun partito, che lui stesso non ha tessere: La sua lista va quindi considerata a tutti gli effetti una "Lista civica" di amministratori della provincia di Vibo Valentia, quindi "senza implicazioni di sorta sul piano politico".