ROMA - Via libera della commissione lavoro del Senato alle "ferie solidali". Un emendamento della Lega al Jobs act, votato all'unanimità, introduce la possibilità di cedere parte delle proprie ferie a colleghi con figli minori malati. Il testo dell'emendamento prevede il "riconoscimento, compatibilmente con il diritto ai riposi settimanali e alle ferie annuali retribuite, della possibilità di cessione fra lavoratori dipendenti dello stesso datore di lavoro di tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi spettanti in base al contratto collettivo nazionale in favore del lavoratore genitore di figlio minore con necessità di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute".
"Una bella pagina di condivisione, un'opportunità di solidarietà per i lavoratori - dicono gli autori della proposta, il deputato Emanuele Prataviera e la senatrice firmataria Emanuela Munerato -. Ora lavoriamo per tutelare anche i lavoratori malati gravi che oggi, a causa delle loro condizioni di salute, rischiano di perdere il lavoro. In Francia l'esperienza della cessione delle ferie ha dato ottimi risultati. Siamo sicuri che nelle fabbriche e nelle aziende i nostri lavoratori non mancheranno di mostrare, con gesti concreti, la propria vicinanza ai colleghi con figli malati".
Tra gli emendamenti alla delega sul lavoro approvati oggi in commissione c'è n'è uno presentato dal Governo per ampliare la platea di imprese che possono far ricorso ai contratti di solidarietà e rimuovere gli ostacoli che sinora hanno azzoppato il contratto di solidarietà espansivo, quello cioè che favorisce nuove assunzioni attraverso una contestuale riduzione dell'orario di lavoro e della retribuzione. Renzi vuole estendere questa misura alle imprese che oggi non vi possono accedere, oltre a renderne più facile l'accesso . Per il governo è uno strumento utile all'incremento dell'occupazione.
Approvato anche un emendamento che vede primo firmatario Pietro Ichino di Scelta civica. Si introduce il "contratto di ricollocazione" che prevede la "promozione di un collegamento tra misure di sostegno al reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al suo inserimento nel tessuto produttivo". Si tratta, in sostanza, di un contratto trilaterale tra lavoratore disoccupato, centri per l'impiego e agenzia per il lavoro in cui, in cambio di una riconversione e una effettiva ricollocazione del lavoratore, all'agenzia viene corrisposta una remunerazione.
Previste misure anche per combattere le dimissioni in bianco assicurando "l'autenticità" delle scelte del lavoratore. Un emendamento del Pd indirizza il governo, nei decreti di attuazione, a stabilire "modalità semplificate per garantire la data certa nonché l'autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, anche tenuto conto della necessità di assicurare la certezza della cessazione del rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso del lavoratore".
Ma il nodo più complesso da sciogliere è stato rimandato alla settimana prossima. La discussione dell'articolo 4 sul riordino delle forme contrattuali, che riguarda l'articolo 18, sarà affrontata nella seduta di martedì, in attesa di un confronto nella maggioranza. Per il presidente della commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, gli emendamenti alla delega approvati oggi sono "significativi". Ma ora, sostiene, occorre modificare lo Statuto dei lavoratori.
"Una bella pagina di condivisione, un'opportunità di solidarietà per i lavoratori - dicono gli autori della proposta, il deputato Emanuele Prataviera e la senatrice firmataria Emanuela Munerato -. Ora lavoriamo per tutelare anche i lavoratori malati gravi che oggi, a causa delle loro condizioni di salute, rischiano di perdere il lavoro. In Francia l'esperienza della cessione delle ferie ha dato ottimi risultati. Siamo sicuri che nelle fabbriche e nelle aziende i nostri lavoratori non mancheranno di mostrare, con gesti concreti, la propria vicinanza ai colleghi con figli malati".
Tra gli emendamenti alla delega sul lavoro approvati oggi in commissione c'è n'è uno presentato dal Governo per ampliare la platea di imprese che possono far ricorso ai contratti di solidarietà e rimuovere gli ostacoli che sinora hanno azzoppato il contratto di solidarietà espansivo, quello cioè che favorisce nuove assunzioni attraverso una contestuale riduzione dell'orario di lavoro e della retribuzione. Renzi vuole estendere questa misura alle imprese che oggi non vi possono accedere, oltre a renderne più facile l'accesso . Per il governo è uno strumento utile all'incremento dell'occupazione.
Approvato anche un emendamento che vede primo firmatario Pietro Ichino di Scelta civica. Si introduce il "contratto di ricollocazione" che prevede la "promozione di un collegamento tra misure di sostegno al reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al suo inserimento nel tessuto produttivo". Si tratta, in sostanza, di un contratto trilaterale tra lavoratore disoccupato, centri per l'impiego e agenzia per il lavoro in cui, in cambio di una riconversione e una effettiva ricollocazione del lavoratore, all'agenzia viene corrisposta una remunerazione.
Previste misure anche per combattere le dimissioni in bianco assicurando "l'autenticità" delle scelte del lavoratore. Un emendamento del Pd indirizza il governo, nei decreti di attuazione, a stabilire "modalità semplificate per garantire la data certa nonché l'autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, anche tenuto conto della necessità di assicurare la certezza della cessazione del rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso del lavoratore".
Ma il nodo più complesso da sciogliere è stato rimandato alla settimana prossima. La discussione dell'articolo 4 sul riordino delle forme contrattuali, che riguarda l'articolo 18, sarà affrontata nella seduta di martedì, in attesa di un confronto nella maggioranza. Per il presidente della commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, gli emendamenti alla delega approvati oggi sono "significativi". Ma ora, sostiene, occorre modificare lo Statuto dei lavoratori.