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(siano)

Vertice Bce a Napoli, movimenti e associazioni in piazza con lo slogan "Jatevenne"

Il 2 ottobre nel capoluogo campano la riunione del direttivo della Banca centrale europea. E la manifestazione contro le politiche dell'Europa e dei governi italiani degli ultimi anni. In un clima di grande tensione

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Il simbolo scelto è lo stesso di tredici anni fa, 17 marzo 2001, quando durante il Global Forum di Napoli andò in scena la prova generale della protesta che sarebbe esplosa pochi mesi dopo a Genova, durante il G8: un Pulcinella. E se quello di allora usciva dal Vesuvio, quello di oggi si libera dalle catene dell'austerity, delle politiche di rigore incarnate dalla Troika. Iniziano ad alzarsi i riflettori sul capoluogo campano, che il 2 ottobre ospita il vertice della Bce: un incontro che sarà accompagnato da una manifestazione cui, negli ultimi giorni, aderiscono sempre più movimenti e associazioni. Un universo di sigle unite da un solo slogan: "No Bce - Jatevenne". Ovvero: andate via, non venite nella nostra città. Un invito rivolto al direttivo della Banca centrale europea presieduto da Mario Draghi.

La quinta giornata di Napoli. Così i promotori della manifestazione ne sintetizzano lo spirito. Il corteo partirà alle nove di mattina dalla fermata metropolitana dei Colli Aminei. Poi in marcia fino a Capodimonte, luogo scelto per il vertice del direttivo della Bce. La composizione è varia: studenti, esponenti dei centri sociali della città - dallo Ska ad Insurgencia - poi tutta la rete che negli ultimi anni ha attraversato il territorio campano in nome della "rinascita" della Terra dei Fuochi: il Comitato Stop Biocidio, la Rete Commons, i movimenti per il diritto all'abitare. Gruppi ai quali, con ogni probabilità, si uniranno i disoccupati organizzati (da sempre "protagonisti" delle manifestazioni in città) e alcuni gruppi ultras che negli ultimi mesi hanno guidato le proteste per la morte di Ciro Esposito. Ed è annunciata anche la presenza di una delegazione di ragazzi del rione Traiano, ancora scossi dalla morte di Davide Bifolco.  

E che la tensione sia alta lo dimostra l'impegno delle forze dell'ordine. Non è prevista nessuna zona rossa e quasi tutti gli uffici territoriali della Campania stanno lavorando per cercare di "mappare" la manifestazione. Si prevede l'arrivo di rinforzi, quasi mille agenti in più rispetto alla normale "dotazione" della città. E l'occhio è rivolto anche agli eventuali arrivi da altre aree del Paese: non è esclusa la presenza di attivisti dei movimenti di altre regioni, dai No Tav ai No Muos. Fino a tutto il fronte che negli ultimi anni ha portato in piazza il rancore dei cittadini contro le politiche economiche dei governi che si sono succeduti e dell'Europa.

Ed è proprio questo il punto focale di una manifestazione che sta rivelando il suo carattere di "protesta informata": gli incontri preparatori sono molti. E coinvolgono anche studiosi e ricercatori. Un percorso che si concluderà il giorno prima della manifestazione, con una serie di workshop all'Università Orientale. Sul tavolo le politiche economiche europee e la loro efficacia in relazione alla crescita. L'opposizione ai trattati comunitari, la lotta contro il fiscal compact, la volontà di creare una rete contro-informativa nei luoghi di lavoro. Direttrici su cui si muove la piattaforma della manifestazione.

A partire proprio dalla lettura sulla scelta di Napoli come sede del vertice. Una scelta non casuale: "Una città simbolo della disoccupazione, del lavoro nero, della precarietà per significare "l'attenzione" dei signori dell'euro ai tanti sud dell'Unione Europea. Sud che invece, come rivelano tutti gli indicatori economici, hanno subito più di altri l'effetto del loro governo della crisi, approfondendo il divario dei redditi e dell'occupazione fino a precipitare in una situazione sociale drammatica". Ancora: "Non possiamo accettare anche l'umiliazione dell'etica della colpa, le prescrizioni e le buone intenzioni e tutta la retorica da subalterni che sicuramente ci vorranno propinare, mentre in realtà ci vedono come aree a salari, redditi e cittadinanza differenziale".

Un programma che sotto forma di volantino circola in città da settimane, passa di mano in mano, viene diffuso in rete. Una chiamata all'impegno nel nome della "difesa della propria dignità" e del lavoro necessario da mettere in campo per "riconquistare i nostri diritti". Un invito alla mobilitazione che, anche nel linguaggio, divide, separa, traccia linee di confine tra i "signori della crisi" e il "fronte degli sfruttati", tra i "potenti" e i "farabutti", tra gli "apprendisti stregoni che strangolano il sud del mondo" e la "gente onesta". Linee di demarcazione attraversate anche da tanti musicisti che hanno dato sostegno alla manifestazione: dai 99 Posse a Clementino, da Enzo Avitabile a Roy Paci, dalla Banda Bassotti agli Assalti Frontali. Autori di un video che chiama alla partecipazione popolare, e in cui non mancano riferimenti alla preistoria delle manifestazioni di piazza, con inviti a far "volare i carburatori".

Parte delle critiche saranno rivolte anche alle riforme del governo Renzi. Soprattutto a quelle che riguardano il mondo del lavoro e la scuola. Ponti che fanno della manifestazione di Napoli il primo atto delle proteste prossime venture. La versione dei promotori della manifestazione è: "L'aspirante maghetto è solo l'ennesimo esecutore delle direttive economiche imposte dall'Europa".
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