ROMA - Renzi vuole rottamare la burocrazia europea. L'annuncio arriva dalla Cnn, che ha intervistato il premier italiano. "Questo è un momento molto pericoloso, dobbiamo cambiare l'Europa", ha affermato Renzi. Per il premier, il referendum in Scozia è stato un campanello d'allarme: "Il problema è la direzione. Ritengo sia assolutamente importante ridurre il potere della burocrazia europea, il livello del potere dei tecnocrati a Bruxelles", ha spiegato alla giornalista della rete americana, Christiane Amanpour. "Sono d'accordo" con David Cameron, "dobbiamo cambiare l'Europa perchè è corretto, perchè è giusto, prima del referendum del 2017 nel Regno Unito", ha detto.
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Il premier è tornato a parlare del rapporto deficit-pil e del rigore di Bruxelles: "Sono assolutamente convinto che il 3% sia il parametro del passato. Ma io ho un problema: l'Italia è un paese in cui abbiamo perso credibilità perché non abbiamo rispettato il parametro in passato. Così la posizione dell'Italia è chiara: noi rispettiamo il 3%", ha detto Renzi. "Ovviamente - ha continuato - se il presidente Hollande decide per la Francia che è importante aggirare il rispetto della soglia del 3%, nessuno può dire a Hollande o al premier Valls: questo non è corretto".
Il premier ha ricordato che "l'Europa è una comunità di destini, di valori, è un luogo per il futuro e la libertà. Io preferisco la Francia di Hollande e Valls al 4,4% a quella di Marine Le Pen a causa di una crisi dei valori che la prossima volta fa perdere le elezioni ai partiti tradizionalì". Anche ieri Renzi aveva difeso la linea francese, dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva invitato tutti i Paesi dell'Unione "a fare i loro compiti". Il premier ha ribadito gli stessi concetti in una intervista al Financial Times.
Nel pomeriggio il premier si è recato a Ferrara alla scuola Aquilone di via Mambro ricostruita dopo il sisma del 2012. A ricevere il premier, tra gli altri, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, e il candidato democratico alla presidenza della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. "Oggi a Ferrara per la festa di Internazionale. Prima visito uno degli oltre 7 mila cantieri scolastici del 2014", ha scritto il premier in un tweet.
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Il premier è tornato a parlare del rapporto deficit-pil e del rigore di Bruxelles: "Sono assolutamente convinto che il 3% sia il parametro del passato. Ma io ho un problema: l'Italia è un paese in cui abbiamo perso credibilità perché non abbiamo rispettato il parametro in passato. Così la posizione dell'Italia è chiara: noi rispettiamo il 3%", ha detto Renzi. "Ovviamente - ha continuato - se il presidente Hollande decide per la Francia che è importante aggirare il rispetto della soglia del 3%, nessuno può dire a Hollande o al premier Valls: questo non è corretto".
Il premier ha ricordato che "l'Europa è una comunità di destini, di valori, è un luogo per il futuro e la libertà. Io preferisco la Francia di Hollande e Valls al 4,4% a quella di Marine Le Pen a causa di una crisi dei valori che la prossima volta fa perdere le elezioni ai partiti tradizionalì". Anche ieri Renzi aveva difeso la linea francese, dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva invitato tutti i Paesi dell'Unione "a fare i loro compiti". Il premier ha ribadito gli stessi concetti in una intervista al Financial Times.
Nel pomeriggio il premier si è recato a Ferrara alla scuola Aquilone di via Mambro ricostruita dopo il sisma del 2012. A ricevere il premier, tra gli altri, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, e il candidato democratico alla presidenza della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. "Oggi a Ferrara per la festa di Internazionale. Prima visito uno degli oltre 7 mila cantieri scolastici del 2014", ha scritto il premier in un tweet.
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