Politica

Luca e Roberto: "Se continua così fuggiremo all'estero"

I due sono felicemente sposati sette mesi fa a Buenos Aires, viaggio di nozze in Patagonia, e da qualche settimana coniugi anche per il comune di Bologna, dove le loro nozze sono state trascritte il 15 settembre scorso

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ROMA. "Prima o poi i nostri matrimoni saranno riconosciuti, questo è soltanto un colpo di coda dell'Italia peggiore...". Hanno il dono della pacatezza e dell'ironia Luca Vanzella, sceneggiatore di fumetti e Roberto Ruager, fotografo, felicemente sposati sette mesi fa a Buenos Aires, viaggio di nozze in Patagonia, e da qualche settimana coniugi anche per il comune di Bologna, dove le loro nozze sono state trascritte il 15 settembre scorso. "Stiamo insieme da otto anni, qui è nato e si è consolidato il nostro amore, ma se dovesse finire la stagione dei diritti civili ce ne andremo, per noi c'è sempre l'Argentina, il mio paese, dove il nostro matrimonio è legale e riconosciuto", ammette Roberto Ruager.

Non avete fatto in tempo a "registrarvi" che già il ministro dell'Interno ha deciso di cancellarvi dai registri.
Luca Vanzella: "È incredibile, un vero atto di censura, visto che per adesso queste trascrizioni non sono altro che un gesto simbolico. Noi lo abbiamo fatto sia per celebrare la nostra unione, sia per sostenere la campagna del comune di Bologna. E insieme a noi centinaia di altre coppie omosessuali".

E infatti è arrivato lo stop del ministro dell'Interno.
Roberto Ruager: "Luca ha 37 anni e io 47, siamo cresciuti in periodi in cui dichiararsi gay non era facile, né a Bologna, né a Buenos Aires. Sappiamo che le batta- glie per i diritti sono lunghe, ma l'Italia in questo è davvero arretrata. Addirittura nella cattolicissima Argentina i matrimoni gay sono riconosciuti, ed equiparati a quelli eterosessuali, eredità, figli, adozioni".

A parte l'allegria della festa, perché avete deciso di sposarvi?
Luca Vanzella: "Dopo otto anni di convivenza ci sembrava bello festeggiare questo amore con le persone più care. E poi il matrimonio argentino ci garantisce come coppia".

Insomma vi siete creati una via di fuga.
Roberto Ruager: "Sì, è così. Del resto se l'Italia invece di allinearsi all'Europa si mette sulla scia omofoba di Putin, allora sì che ce ne andremo. Molti sindaci hanno però detto chiaramente che continueranno a "registraci" come coppie. Nonostante Alfano il varco dei diritti è aperto".
 
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