Politica

M5S, dai MeetUp al Circo Massimo passando per il Vaffa Day e San Giovanni

Grillo crea il MoVimento in rete e il web ha ancora il primato come spazio politico per eccellenza. Ma nel corso degli anni ha svolto un ruolo fondamentale anche la piazza, luogo del contatto diretto con attivisti, simpatizzanti, elettori già convinti o potenziali

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Il primato della Rete come spazio politico, la democrazia elettronica, il web come mezzo attraverso cui selezionare classe dirigente, rappresentanti del popolo e delle istituzioni. Come luogo, dove più degli altri, è possibile esercitare liberamente la cittadinanza. Certo, se una cifra deve esserci, quella del MoVimento Cinque Stelle è, senza dubbio alcuno, una e una soltanto: Internet. Ma sarebbe sbagliato considerare tutto chiuso tra server e monitor. Perché sin dal suo ingresso nella scena politica, il movimento di Beppe Grillo ha sempre curato e ricercato il contatto diretto: la piazza. Dal Vaffa Day al raduno del Circo Massimo, passando per le due volte in piazza San Giovanni. Appuntamenti organizzati nei minimi dettagli: tempi, luoghi, slogan. Per non "morire di internet". Anzi: per rilanciare sul campo la propria azione politica. Rilancio che oggi è percepito come condizione necessaria, come imperativo, dalla maggioranza dell'elettorato a Cinque Stelle.

La preistoria. C'erano una volta i MeetUp. Luglio del 2005. E c'era Silvio Berlusconi al governo, Gianfranco Fini che azzerava le cariche di Alleanza Nazionale, la lite sulle spese dei governatori del centrosinistra. Faglie aperte in un sistema traballante. E qui si inserisce Grillo, proponendo dal suo seguitissimo blog la creazione di comitati territoriali in grado di rilanciare le battaglie che il comico propone, sera dopo sera, nei suoi spettacoli. Beni Comuni, energia verde, rinnovamento del ceto politico. Nel corso dell'anno successivo i primi gruppi s'incontrano a Torino, Parma, Sorrento. Piccoli spazi, le piazze sono ancora lontane. Ma l'attenzione cresce e Beppe ci fa un pensierino...

Vaffa Day. Tutto esplode l'8 settembre - e chi è appassionato di simbologia applicata alla politica, almanacchi pure - del 2007. Bologna, un urlo scuote la roccaforte della sinistra: "I partiti sono morti". Ed eccolo qui, Grillo in tutta la sua capacità di sintesi. L'urlo rimbalza tra le centomila persone presenti. Nasce il "grillismo". E non ci si ferma a Bologna: l'iniziativa è replicata in altre decine di città. Si parla di "Parlamento Pulito", l'iniziativa per impedire ai condannati in via definitiva di sedere alla Camera o al Senato. La partecipazione è alta. Poche settimane dopo, le prime primarie del Partito Democratico, con la vittoria di Walter Veltroni.

Vaffa 2.0. Non passa neanche un anno. Altra data simbolo: questa volta, Grillo e i suoi scelgono il 25 aprile per il V2-Day. Silvio Berlusconi è ancora a Palazzo Chigi e questa volta si tratta di raccogliere le firme per tre referendum abrogativi: nel mirino del MoVimento il finanziamento pubblico all'editoria, la legge Gasparri e l'Ordine dei Giornalisti. Si va componendo l'alfabeto del grillismo: un "no" a tutti i poteri costituiti, forti o deboli che siano. Radere al suolo, cancellare tutto, la palingenesi a Cinque Stelle. Il momento è propizio: tra sinistra sfiduciata e tentativo di pescare nello storico bacino dell'astensionismo, i grillini compiono il grande salto. Si candidano alle amministrative.

San Giovanni, parte I. Passano gli anni. Di mezzo c'è il consenso che cresce, Grillo che cerca di "trollare" il Pd candidandosi alle primarie del 2009, le rapide apparizioni di Sonia Alfano e Luigi De Magistris come eventuali volti simbolo, l'ascesa del guru di Settimo Vittone, Gianroberto Caseleggio. E poi libri, migliaia di post, proposte di legge con diverse gradazioni di fantapoliticità. I grillini si affermano sempre più a ogni tornata elettorale e per concludere la campagna per le politiche del 2013 scelgono la piazza simbolo della sinistra: San Giovanni a Roma. Il comune senso politico - piazze piene, urne vuote - viene smentito. Il MoVimento Cinque Stelle è il vero vincitore delle politiche. Il sistema è imballato. Lo schiaffo - metaforico - a Bersani, una conseguenza della non-vittoria del Pd. Via alle larghe intese. Forse non proprio quello che volevano gli elettori del MoVimento.

Vaffa 3. Neanche un anno fa, il primo dicembre del 2013. Grillo torna a casa, nella sua Genova. Il messaggio è chiaro, lanciato con la consueta e sterile violenza verbale: Enrico Letta non governa, Giorgio Napolitano non presiede, il Pd non è un partito e Berlusconi non è finito. La soluzione? Ovvia. Grillo rilancia, caricando i suoi: opposizione dura per portare il Paese a nuove elezioni. Per ottenere "la maggioranza dei voti". E il MoVimento segue le indicazioni del non-leader. Anche se le prime avvisaglie del cataclisma prossimo venturo sono già tutte presenti. In tanti si chiedono perché non governare con il Pd.

San Giovanni, parte II. Piazza San Giovanni, poche ore prima del voto per le europee, 23 maggio 2014. Certo, lo streaming con Renzi non è stato un successo come quello con Bersani. Certo, il Pd può recuperare qualcosa. Certo, la piazza non è piena come l'anno precedente. Ma aleggia la sensazione di una vittoria schiacciante. Doccia fredda: il turbo Pd targato Renzi lascia tutti indietro. Il MoVimento Cinque Stelle arretra. Mezze scissioni, abbandoni, liti. I sindaci che si sganciano. Grillo che sembra perdere mordente e nuovi volti che cercano spazio non solo mediatico: ma soprattutto politico. E l'enorme mole di voti - 5 milioni, 17 europarlamentari - sembra quasi un epitaffio per il MoVimento.

Ma la vitalità è troppa. E le riforme del governo Renzi riaprono i giochi. Dal lavoro alla scuola, dall'architettura costituzionale alle strette intese con Forza Italia. Tutto riattiva di nuova la forza di Grillo. E il campo sembra riaprirsi di nuovo. Si vedrà. Sta di fatto che al Circo Massimo, i grillini sono davanti a una svolta. E chissà cosa sceglieranno tra l'eterna adolescenza politica e il dovere di mettere a frutto la responsabilità che hanno nei confronti dei loro milioni di elettori. 
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