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Manovra, Chiamparino: "Pronti a incontrare il governo anche oggi"

Il presidente della Conferenza delle Regioni dopo lo scontro con l'esecutivo sulla legge di Stabilità: "Sostengo Renzi, sta facendo le cose giuste. Vediamoci per discutere la nostra proposta". Maroni evoca "la rivolta fiscale". Il testo lunedì al Colle
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TORINO - "Abbiamo chiesto formalmente un incontro al governo, a cui abbiamo fatto avere la documentazione tecnica relativa alla nostra proposta. Siamo pronti a incontrarci in qualunque momento, anche oggi se necessario". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, intervistato da Sky, due giorni dopo la rivolta dei governatori contro i tagli per quattro miliardi previsti per gli enti locali dalla Legge di Stabilità. All'incontro si dice pronto anche il Governo, ma solo "nei prossimi giorni". Il governatore del Piemonte ha comunque tenuto a chiarire di non aver rinnegato il suo sostegno a Matteo Renzi (Chiamparino, lo ricordiamo, è un renziano della prima ora): "Il premier sta facendo le cose giuste per l'Italia, non ho alcun dubbio. E' un punto di riferimento fondamentale per il Pd e per il Paese e continuo a ritenermi suo sostenitore".

Ma il fronte delle Regioni non è così compatto. Se Chiampar…
TORINO - "Abbiamo chiesto formalmente un incontro al governo, a cui abbiamo fatto avere la documentazione tecnica relativa alla nostra proposta. Siamo pronti a incontrarci in qualunque momento, anche oggi se necessario". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, intervistato da Sky, due giorni dopo la rivolta dei governatori contro i tagli per quattro miliardi previsti per gli enti locali dalla Legge di Stabilità. All'incontro si dice pronto anche il Governo, ma solo "nei prossimi giorni". Il governatore del Piemonte ha comunque tenuto a chiarire di non aver rinnegato il suo sostegno a Matteo Renzi (Chiamparino, lo ricordiamo, è un renziano della prima ora): "Il premier sta facendo le cose giuste per l'Italia, non ho alcun dubbio. E' un punto di riferimento fondamentale per il Pd e per il Paese e continuo a ritenermi suo sostenitore".

Ma il fronte delle Regioni non è così compatto. Se Chiamparino ammorbidisce i toni, il presidente della Lombradia Roberto Maroni li alza tornando a evocare lo sciopero delle tasse. Dal palco di una manifestazione della Lega a Milano chiama i sindaci alla protesta: "Stiamo pronti a fare la rivolta fiscale" contro una Legge di Stabilità che costringe "le regioni virtuse a ridurre le spese e chiudere gli ospedali oppure ad alzare i ticket".

Renzi apprezza, a quanto si apprende, le aperture di Chiamparino. Ma il punto, osserva il premier, resta lo stesso: il governo è pronto a confrontarsi ma si deve partire dagli sprechi delle Regioni e non scaricare i tagli sui cittadini.

Tutto questo mentre il testo continua ad essere "limato" e lunedì, stando alle indiscrezioni, sarà presentato al Colle per poi essere trasmesso in Parlamento.

La controproposta delle Regioni consente di rispettare il saldo dei quattro miliardi di taglio. "Ritengo più equo fare spending review più sui ministeri che sugli enti locali - ha spiegato Chiamparino - ma le Regioni sono talmente disposte a collaborare che sono pronte a farsi carico di 4 miliardi di tagli. Il grado di complessità tecnico è molto elevato - ha precisato -  e richiede un confronto per il quale occorre un mandato politico che deve venire da un incontro a Palazzo Chigi".

Il governatore del Piemonte ha chiarito anche che il suo giudizio sulla manovra "in sé è positivo, perché fa tutto ciò che si può per agganciare una ripresa che deve essere indotta soprattutto a livello europeo". Ma i tagli devono essere sostenibili, anche socialmente. "Dietro certi sprechi - ha continuato - ci sono spesso persone che non hanno colpa. Bisogna quindi trovare soluzioni gestibili socialmente e non solo economicamente".

Sul fronte dei Comuni, anche
il presidente di Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, ha affermato di aver chiesto un incontro al governo "per far valere le nostre considerazioni e le nostre proposte". Fassino ha aggiunto di condividere "l'ispirazione generale della legge di stabilità che è quella di ridurre il prelievo fiscale per liberare risorse, rilanciare sviluppo, investimenti e occupazione ed è evidente che questo comporta uno sforzo che viene richiesto tutti, anche a noi. Vogliamo discutere con il governo su come rendere lo sforzo che ci viene richiesto compatibile con i due vincoli che per noi sono ineludibili, non ridurre i servizi ai cittadini e non inasprire il prelievo fiscale".