Politica

Riforma processo civile, governo pone la fiducia

Lo annuncia ministro Boschi in Aula al Senato

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ROMA - Il governo ha chiesto il voto di fiducia sul decreto di riforma del processo civile. Lo ha annunciato nell'Aula del Senato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.  Subito dopo è stata convocata la Conferenza dei capigruppo. Arriva quindi al Senato il maxiemendamento del governo su cui domani, verso le 13, si voterà la fiducia.

La separazione veloce. Il decreto comprende, tra gli altri, i due punti caldi delle ferie dei magistrati e del cosiddetto divorzio breve. Al testo della commissione aggiunge elementi qualificanti per l'accordo di maggioranza, soprattutto sul fronte della negoziazione assistita, facoltativa, per la separazione veloce. Si va davanti al pm per l'ok anche in assenza di figli minori. Se ci sono figli anche la tempistica diventa più stringente. Il taglio delle ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni resta come deciso dalla commissione e così la definizione del periodo feriale per i tribunali, dal 1 al 31 agosto e dunque non entra nelle modifiche dell'esecutivo. Nel testo si ripristinano anche l'ufficio del giudice di pace di Ostia e di Barra.

I figli. In mancanza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita è trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente. Se questi non ravvisa irregolarità comunica agli avvocati il nullaosta per gli adempimenti. Se ci sono figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro dieci giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza. Quando ritiene che l'accordo non risponda all'interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo.

Mediazione familiare. Anche in caso di assenza di figli, nell'accordo si dà atto che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità di ricorrere alla mediazione familiare. Si dà anche atto che gli avvocati hanno informato le parti dell'importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori. La cessazione del matrimonio avviene innanzi al Sindaco, quale Ufficiale dello stato civile, con l'assistenza facoltativa di un avvocato,". Nei casi di separazione o di scioglimento del matrimonio secondo condizioni concordate, l'ufficiale dello stato civile, quando riceve le dichiarazioni dei coniugi, li invita a comparire di fronte a sè non prima di trenta giorni dalla ricezione per la conferma dell'accordo. La mancata comparizione equivale a mancata conferma dell'accordo.

Palma: governo non rispetta il Senato. "Per l'ennesima volta il governo dimostra di non avere alcun rispetto per il Senato della Repubblica, forse perché già lo considera destinato  a scomparire una volta entrata in vigore la relativa riforma Costituzionale - ha detto commentando la decisione del governo il senatore di Forza Italia; Nitto Francesco Palma, presidente della commissione Giustizia - . Ritengo, però, che fino a quando il Senato resterà in vita il governo abbia il dovere di uniformarsi alle consolidate prassi istituzionali e, nel presentare il solito maxi-emendamento su cui porre l'ennesima fiducia, non possa discostarsi dal testo varato in commissione".  "Registro nel maxi-emendamento sul processo civile - ha aggiunto - alcune sensibili diversità, talune delle quali attinenti al delicatissimo tema della fine del matrimonio davanti all'ufficiale di stato civile. A tacere poi di altri argomenti del tutto disomogenei, rispetto alla materia del provvedimento e, come tali, non in linea con quanto ripetutamente affermato dalla corte costituzionale".
 
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