Politica

L.Stabilità, FI attacca: "Manovra da riscrivere, Ue molto dura"

Forza Italia attacca il governo nel merito della missiva arrivata stamani da Bruxelles sui conti italiani: "Legge di stabilità va midificata, Governo manca di rispetto a Parlamento". Intanto il presidente della Commissione, Manuel Barroso, critica l'Italia per la diffusione della nota

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ROMA - "Molto dura nella sostanza la lettera dell'Ue", è la lettura che da Forza Italia, attraverso la voce dei capogruppo di Camera e Senato, Brunetta e Romani, alla lettera giunta al governo italiano dal commissario Katainen sulla legge di stabilità presentata da Renzi. "Si accusa il nostro Paese di non rispettare né il principio del pareggio di bilancio né il percorso di riduzione del debito pubblico - prosegue la nota - entrambi previsti dal Fiscal compact. Non si ammettono, le 'circostanze eccezionali' cui l'esecutivo si è più volte appellato per giustificare le deviazioni dei conti pubblici italiani dai parametri europei. Deviazioni, pertanto, ritenute immotivate, su cui il governo è chiamato a chiarire con tempestività".

"La legge di stabilità appena certificata dalla Ragioneria generale dello Stato - sottolinea la nota - deve essere modificata, attraverso una nuova approvazione del Consiglio dei ministri e una nuova certificazione della Ragioneria. Ne deriverà un testo diverso - attaccato i due forzisti - rispetto a quello su cui sta inutilmente lavorando in queste ore il Quirinale, il che configura una mancanza di rispetto istituzionale non solo nei confronti del Parlamento, ma anche della più alta carica dello Stato".

Tramite Twitter, Maria Stella Gelmini, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, interviene nel dibattito richiamando il governo a chiarire con gli italiani prima che con l'Ue:
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Ministro Alfano: abbiamo lavorato bene. A difendere l'operato del governo ci pensa il ministro degli Interni, Angelino Alfano, che da Bruxell, dove si trova per partecipare al pre-vertice del Partito popolare europeo, sdrammatizza il contenuto della lettera di Katainen dicendo: "Siamo certi di aver fatto cose buone e giuste per l'Italia. Il governo va avanti". Ci va cauto, invece, sui tempi di reazione del governo, contraddicendo in parte quanto detto dal ministero dell'Economia (che aveva parlato di "risposta entro domani"). "L'Italia farà avere le proprie valutazioni - dice Alfano - con la lettera della Commissione si apre un procedimento abbastanza articolato che non si chiude in un giorno o in una settimana. Noi abbiamo a cuore sia la tenuta dei conti sia la crescita. Stiamo realizzando riforme strutturali importantissime. L'insieme delle valutazioni - conclude - consentirà una soluzione positiva di questo procedimento".

Capigruppo Camera e Senato Pd: "Legge di stabilità coraggiosa, sfida l'Europa". A stretto giro arriva la replica alle critiche di Forza Italia sul contenuto della lettera della Commissione Ue, i capigruppo di Camera e senato Pd, Roberto Speranza e Luigi Zanda, fanno sapere che: "La legge di stabilità è un pezzo importante dell'azione riformatrice del governo italiano tesa a modernizzare il nostro Paese. Ha il coraggio di sfidare l'Europa sul terreno dello sviluppo, della crescita e dell'occupazione e vuole riuscire nell'ambizioso disegno di far voltare pagina all'Europa. Dobbiamo ora uscire dal rigore delle politiche economiche degli ultimi anni e puntare decisamente allo sviluppo". "Per una crescita duratura che rilanci l'economia in tutta l'Unione europea - conclude la nota - occorre imboccare in fretta la strada degli investimenti, di nuove regole di bilancio, di sostegno deciso alla domanda interna. Siamo convinti che la manovra per il 2015 saprà indicare agli altri paesi europei una nuova strategia di crescita. Invertendo le logiche che hanno prevalso negli ultimi anni, con la complicità di chi non ha saputo far valere gli interessi dell'Italia".

Serracchiani (Pd): "Ue, i tempi sono cambiati". Da Napoli, il numero due del Pd e governatore del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, interviene nel dibattito lettera Ue/legge di stabilità, difendendo le scelte fatte dal governo presenti in manovra. "L'Italia intende far valere le proprie ragioni dichiara - come abbiamo sempre detto. Abbiamo fatto una manovra che guarda alla crescita e agli investimenti e anche l'Europa si deve rendere conto che sono cambiati i tempi". Tendando di riportare il dibattito alle giuste proporzioni, Serracchiani, sottolinea: "Ogni volta che gli Stati nazionali presentano l'inizio dei lavori sui loro bilanci l'Unione Europea manda, se lo ritiene, delle osservazioni. Tra l'altro - conclude - non riguardano solo l'Italia ma anche altri importanti paesi europei, per cui siamo nell'ambito della dialettica normale".

Barroso attacca: non era da pubblicare. Sul dibattito che seguirà nelle prossime ore, in merito alla lettera della Commissione, da Bruxelles il presidente della commissione José Manuel Barroso richiama governo italiano e stampa nazionale sulla scelta di rendere noti i contenuti della missiva. "E' stata una decisione unilaterale del governo italiano - dice Barroso - quella di pubblicare la lettera del vicepresidente Katainen. La commissione non era per questa pubblicazione. Stiamo portando avanti consultazioni informali e abbastanza delicate, secondo noi era meglio che avvenissero in un ambiente di fiducia. Il Governo italiano - ha concluso - ha contattato il vicepresidente per la pubblicazione. Noi non ci opponiamo ma non è vero che la Commissione abbia voluto la pubblicazione, altrimenti l'avremmo pubblicata noi". Duro nei confronti della stampa, della quale dice: "La maggioranza delle notizie sono assolutamente false, surreali e non hanno nulla a che vedere con la realtà, se non a volte per caso. Sono francamente invenzioni e mi delude vedere fino a che punto organi di stampa autorevoli possano dare risonanza a queste voci". E a onor del vero, il critico richiamo fatto da Barroso è più che fondata: sulla lettera ricevuta a via XX settembre, subito sotto l'indirizzo del mittente, a caratteri cubitali si legge la seguente frase: " STRICTLY CONFIDENTIAL".

LA LETTERA DEL VICE-PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, JYRKI KATAINEN

Stupito per le critiche del presidente Barroso, il premier Renzi, arrivando al vertice Ue a Bruxelles, chiarisce la sua posizione in merito: "La lettera è stata anticipata qui dal Financial Time, poi ha avuto uno scoop un importante giornale italiano. Trasparenza totale, noi vogliamo che sia chiaro tutto quello che viene da Bruxelles".

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Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, spiega anche che quella di Barroso non è una arrabbiatura: ma solo la constatazione della scelta italiana di rendere nota la lettera. "Arrabbiato? Barroso ha detto prendiamo atto della scelta che un paese fa, quindi da questo punto di vista né arrabbiature né altro". E nel merito delle scelte che prenderà il governo a seguito delle richieste avanzate dalla Commissione, chiarisce: Credo che non ci saranno novità sui contenuti perché quella dell'Italia è una posizione ripetutamente espressa. Abbiamo scritto la legge di stabilità nella convinzione di essere dentro le regole europee con gli elementi di eccezionalità del nostro caso: la crisi che dura da tanti anni e le riforme strutturali che stiamo facendo. Credo che ci siano tutti gli elementi per motivare la nostra scelta".
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