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Tensioni nel Pd, Sposetti: "Chi vuole la scissione non venga a cercare me"

L'ultimo tesoriere dei Democratici dei sinistra: "Al massimo posso spiegare ai giovani come si legge un bilancio". Cuperlo: "E' Renzi che deve tenere unito il partito evitando di denigrare un pezzo di Paese". Damiano: "Battaglia, ma dentro il Pd". Civati: "Il premier fa cose di destra"
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ROMA - "Chi vuole la scissione del partito non venga a cercare me". Ugo Sposetti, ultimo tesoriere dei Democratici dei sinistra, è intervenuto questa mattina a Omnibus su La7 dopo le indiscrezioni su una possibile scissione nel Pd e sulla sostenibilità economica di un tale progetto. Sposetti ha anche risposto a Matteo Orfini, che reclama il passaggio del patrimonio del Pci-Pds-Ds al Pd: "Quando leggo le cose che scrivono i giovani dirigenti del Partito Democratico - ha detto Sposetti - dico che mi dovrebbero chiamare per fare una piccola lezione e spiegargli come si legge un bilancio".  Mentre, mostrando in studio con tabelle di bilancio i debiti degli ex Ds, ha commentato : "I creditori cercano me, io ho iniziato la mia attività con un carico da 1138 milioni di debiti. Chi vuole la scissione del partito non venga a cercare me".  Sul finanziamento pubblico dei partiti, ha poi annunciato: "Presenterò una proposta …
ROMA - "Chi vuole la scissione del partito non venga a cercare me". Ugo Sposetti, ultimo tesoriere dei Democratici dei sinistra, è intervenuto questa mattina a Omnibus su La7 dopo le indiscrezioni su una possibile scissione nel Pd e sulla sostenibilità economica di un tale progetto. Sposetti ha anche risposto a Matteo Orfini, che reclama il passaggio del patrimonio del Pci-Pds-Ds al Pd: "Quando leggo le cose che scrivono i giovani dirigenti del Partito Democratico - ha detto Sposetti - dico che mi dovrebbero chiamare per fare una piccola lezione e spiegargli come si legge un bilancio".  Mentre, mostrando in studio con tabelle di bilancio i debiti degli ex Ds, ha commentato : "I creditori cercano me, io ho iniziato la mia attività con un carico da 1138 milioni di debiti. Chi vuole la scissione del partito non venga a cercare me".  Sul finanziamento pubblico dei partiti, ha poi annunciato: "Presenterò una proposta di legge che recepisce quanto approvato dal Parlamento europeo: riconoscimento giuridico dei partiti, finanziamento pubblico dei partiti e finanziamento delle fondazioni dei partiti".

IL CONFRONTO - #postofisso e #scissione: parole che agitano la sinistra

Cuperlo: "E' vivo il partito che discute". Ma le tensioni all'interno del Pd, dopo il Jobs Act, la Legge di Stabilità e la manifestazione per l'articolo 18 di sabato scorso, persistono. "Spero che nessuno cerchi la rottura, penso che compito di chi dirige il principale partito della sinistra sia unire il Paese e tenere unito il suo partito, e non lo si fa denigrando un pezzo di Paese è un pezzo di partito", ha dichiarato il deputato della minoranza Pd Gianni Cuperlo al Giornale Radio Rai. "Scissione è un termine che non voglio nemmeno evocare, il Pd è la nostra casa; discutere fa bene e un partito che discute è un partito vivo. Unendo le generazioni, i lavoratori cosiddetti garantiti con i precari; la piazza di sabato chiedeva più diritti più dignità e più investimenti, tutte cose che il governo potrebbe e dovrebbe fare". "Non ero presente all'incontro tra governo e sindacati di ieri", ha continuato Cuperlo, "certo è importante che il governo se va a sedersi al tavolo abbia non solo il mandato a trattare ma la volontà di trovare soluzioni".

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Civati: "Giusto votare contro Jobs Act".
"Se voterò contro lo Sblocca Italia e il Jobs Act non è perché voglio la scissione. Ho fatto di tutto per rimanere nel Pd, quando Renzi sostituì Letta tipo la giraffina di Copenhagen, sapendo che avrei perso metà della 'faccia'. Ma perché credo sia giusto, tutto ma proprio tutto considerato, non sostenere simili scelte, che fanno pensare al manifesto della destra, quella italiana, quella degli ultimi anni". Lo scrive Pippo Civati, altro "dissidente Pd", sul suo blog. E parla di "scelte ideologiche, che negano il liberalismo e i diritti".

Damiano: "Pd partito aperto". "Scissione? Non vedo questa possibilità. Preferisco essere la sinistra di un grande partito che far parte di un piccolo partito di sinistra. La battaglia va condotta dentro il Pd, e spero che in un partito così grande ci sia spazio, dialettica e ascolto. Non possiamo ritornare al rito del centralismo democratico", ha affermato invece stamane Cesare Damiano a "La telefonata" su Canale 5. "Spero che Renzi duri fino al 2018 e che nell'ambito di questa discussione si possano portare le modifiche - aggiunge - Espulsioni? Non ne ho sentito parlare".