ROMA - Archiviata la candidatura di Violante e risolta la grana della Farnesina, Matteo Renzi si dedica al caso Consulta, provando a superare l'impasse. Il presidente del consiglio riunirà questa settimana i gruppi del Pd per chiudere la vicenda dell'elezione - da parte del Parlamento - dei due giudici mancanti. E potrebbe essere il momento della svolta. Secondo quanto apprende l'Ansa da fonti del governo, avanza l'ipotesi della candidatura di due donne: Silvana Sciarra, professore ordinario di diritto del lavoro alla Luiss e all'Università di Firenze, e Maria Alessandra Sandulli, avvocato e docente di diritto amministrativo. Dunque il leader Pd torna a puntare sull'elemento femminile come fattore di novità. Per il Csm potrebbe invece arrivare il nome di Alessio Zaccaria - professore all'università di Verona - indicato dal M5S. Il nome di Sandulli era circolato, nei giorni scorsi, come possibile candidato legato all'area di Forza Italia, ma non aveva trovato consensi unanimi nei gruppi. D'altra parte la pattuglia azzurra è lacerata sulla questione dei nomi da proporre per la Consulta. Con un drappello agguerrito che non intende cedere all'ipotesi di un tecnico e pretende che il nome sia di stretta osservanza politica.
Ma la decisione di Renzi di aprire ai Cinque Stelle sulla questione dei giudici della Consulta ha cambiato i giochi. Tre giorni fa sul blog di Grillo erano state avanzate alcune candidature (il professor Antonio D'Andrea; l'avvocato Felice Besostri; il professor Franco Modugno; la professoressa Silvia Niccolai) come giudici costituzionali. Con la precisazione: "Non siamo affatto chiusi a valutarne altre". E stamattina Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera ed esponente di punta dei Cinque Stelle, aveva aggiunto: "Una soluzione per i giudici della corte Costituzionale è possibile. Me lo auguro perché questo non è il problema del paese, il problema del paese è la disoccupazione crescente anche nel mese di settembre. Noi siamo determinanti ma la correttezza dei partiti è la questione fondamentale".
Il 'mantra' di M5s, dunque, negli ultimi giorni è stato: "Una volta fatti i nomi pubblicamente si aprirà una riflessione" e, ora, sentito che l'ipotesi a cui si sta lavorando è quella di Silvana Sciarra e Maria Alessandra Sandulli per la Consulta, l'osservazione all'interno del Movimento è: "Sono nomi di livello, li metteremo a confronto con i nostri. Si aprirà una riflessione". Una osservazione , questa, fa sì che si possa non escludere che dalla prossima seduta comune del Parlamento si possa iniziare a pensare di arrivare, sulla vicenda, ad una conclusione.
Ma la decisione di Renzi di aprire ai Cinque Stelle sulla questione dei giudici della Consulta ha cambiato i giochi. Tre giorni fa sul blog di Grillo erano state avanzate alcune candidature (il professor Antonio D'Andrea; l'avvocato Felice Besostri; il professor Franco Modugno; la professoressa Silvia Niccolai) come giudici costituzionali. Con la precisazione: "Non siamo affatto chiusi a valutarne altre". E stamattina Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera ed esponente di punta dei Cinque Stelle, aveva aggiunto: "Una soluzione per i giudici della corte Costituzionale è possibile. Me lo auguro perché questo non è il problema del paese, il problema del paese è la disoccupazione crescente anche nel mese di settembre. Noi siamo determinanti ma la correttezza dei partiti è la questione fondamentale".
Il 'mantra' di M5s, dunque, negli ultimi giorni è stato: "Una volta fatti i nomi pubblicamente si aprirà una riflessione" e, ora, sentito che l'ipotesi a cui si sta lavorando è quella di Silvana Sciarra e Maria Alessandra Sandulli per la Consulta, l'osservazione all'interno del Movimento è: "Sono nomi di livello, li metteremo a confronto con i nostri. Si aprirà una riflessione". Una osservazione , questa, fa sì che si possa non escludere che dalla prossima seduta comune del Parlamento si possa iniziare a pensare di arrivare, sulla vicenda, ad una conclusione.