ROMA - Ancora Rita Bernardini. I Radicali italiani, riuniti in congresso a Chianciano, hanno riconfermato l'ex deputata alla guida del partito. Nessun cambio neppure per la carica di tesoriere, che resta a Valerio Federico. Ma l'assise del partito non è stata priva di sussulti e di novità. E Laura Arconti, figura storica dei Radicali, sarà infatti sostituita alla presidenza da Riccardo Magi. Un segnale della spinta per il rinnovamento sostenuta da una parte del mondo radicale.
E d'altra parte la mozione presentata da Bernardini è stata emendata da tre risoluzioni votate da ben due terzi del Congresso: fatti che ha creato tensioni, tanto che a un certo punto è apparso possibile il ritiro della candidatura del segretario uscente. Crisi rientrata solo grazie all'intervento del padre fondatore Marco Pannella.
I tre emendamenti della corrente 'riformista' approvati - che integrano la mozione presentata da Rita Bernardini - chiedono al partito di adottare come parte integrante della sua strategia politica l'uso dei referendum e di leggi di iniziativa popolare; invocano strumenti per contrastare il "capitalismo inquinato" all'italiana, rinnovando
la battaglia contro la presenza dei partiti (per dirne una) nelle fondazioni bancarie; e infine propongono di trattare come prioritaria l'istituzione degli Stati uniti d'Europa in senso federale. Quest'ala del partito - di cui fa parte Marco Cappato, consigliere comunale di Milano - non vuole limitare le azioni dei Radicali a meri atti di militanza, per quanto valorosi (su temi storici come amnistia, indulto e antiproibionismo) ma intende spingere il partito ad essere protagonista e ritrovare, se possibile, una rappresentanza parlamentare.
"Nessuna divisione seria, semmai - dice ancora Cappato - "malumori da congresso" che non "pregiudicano una posizione unitaria". La sintesi arriva proprio grazie all'intervento del leader storico, Maro Pannella. Che alla fine esulta. "Pur nel caos radicale consueto un'affermazione così ampia della nostra mozione, sebbene emendata, conferma la sua opportunità politica". S
E d'altra parte la mozione presentata da Bernardini è stata emendata da tre risoluzioni votate da ben due terzi del Congresso: fatti che ha creato tensioni, tanto che a un certo punto è apparso possibile il ritiro della candidatura del segretario uscente. Crisi rientrata solo grazie all'intervento del padre fondatore Marco Pannella.
I tre emendamenti della corrente 'riformista' approvati - che integrano la mozione presentata da Rita Bernardini - chiedono al partito di adottare come parte integrante della sua strategia politica l'uso dei referendum e di leggi di iniziativa popolare; invocano strumenti per contrastare il "capitalismo inquinato" all'italiana, rinnovando
la battaglia contro la presenza dei partiti (per dirne una) nelle fondazioni bancarie; e infine propongono di trattare come prioritaria l'istituzione degli Stati uniti d'Europa in senso federale. Quest'ala del partito - di cui fa parte Marco Cappato, consigliere comunale di Milano - non vuole limitare le azioni dei Radicali a meri atti di militanza, per quanto valorosi (su temi storici come amnistia, indulto e antiproibionismo) ma intende spingere il partito ad essere protagonista e ritrovare, se possibile, una rappresentanza parlamentare.
"Nessuna divisione seria, semmai - dice ancora Cappato - "malumori da congresso" che non "pregiudicano una posizione unitaria". La sintesi arriva proprio grazie all'intervento del leader storico, Maro Pannella. Che alla fine esulta. "Pur nel caos radicale consueto un'affermazione così ampia della nostra mozione, sebbene emendata, conferma la sua opportunità politica". S