ROMA - La prima dichiarazione stamattina, con un "Non mollo" pronunciato accanto al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, durante le celebrazioni per il IV Novembre. Poi la polemica a distanza con Juncker e l'intervista a Ballarò. Infine la riunione con i "suoi" parlamentari. Densa la giornata di Matteo Renzi, che rilancia il rilanciabile, cercando di serrare i ranghi del partito per non perdere neanche un attimo sulle riforme. Legge elettorale, Jobs Act, Scuola. Poi la Giustizia, la Consulta. E il premier è consapevole: i prossimi mesi sono decisivi per il successo politico del governo che guida.
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La riunione dei gruppi parlamentari del Pd. Renzi incontra i dem dopo l'intervista a Ballaro'. Serrare le fila, compattare il partito per le sfide che arriveranno, allontanare tentazioni separatiste, i fantasmi della scissione: perchè "possiamo avere idee diverse ma tutti vogliamo cambiare il Paese". Un cambiamento che può determinare anche un cambio del campo di gioco. Ovvero, l'Ue. "In Europa stiamo giocando questa partita difficile e delicata, è lì che si sta combattendo la vera battaglia".
Il lavoro. Dopo l'Europa, la scuola. La cui riforma "non va lasciata esclusivamente nelle mani dei tecnici, perchè è una questione che riguarda tutte le famiglie italiane". Ma il tema più scottante, quello che rischia sul serio di mettere il Pd sulla strada senza ritorno della scissione, è quello del lavoro. Renzi annuncia che la "deadline" per l'approvazione del Jobs Act è fissata al "primo gennaio". E rivendica la natura "di sinistra" del provvedimento. Dalle norme alle questioni aperte, come quella della Ast di Terni, sulla quale si afferma che la "soluzione è vicina".
Le modifiche all'Italicum e la Consulta. E non mancano accenni alla legge elettorale. L'Italicum, nelle intenzioni del premier, resta ancora "un buon compromesso". Anche se il cantiere aperto e le modifiche potrebbero riguardare l'innalzamento della soglia per il premio di maggioranza - "al 40 per cento" - e in caso di "premio alla lista una soglia di sbarramento fissata al 5 per cento". Poi l'oramai estenuante corsa verso l'elezione dei giudici della Corte Costituzionale. Prima un "saluto e un ringraziamento a Violante" poi l'indicazione di Silvana Sciarra, la "nostra candidata". Il premier dice: "Giovedì proviamo a chiudere lo stallo sulla Consulta, due donne alla Consulta, la nostra è Sciarra, e un designato di M5S al Csm. E' positivo che M5S stia dentro la dinamica e spero che in queste ore decida anche Forza Italia".
La legge di stabilità e la Rai. Altro tema all'ordine del giorno, quello della Giustizia. "Con la riforma Orlando stiamo cambiando faccia a tutto il sistema". Ma il fiore all'occhiello del premier resta la Legge di Stabilità: "La si può valutare come si vuole, ma è senza dubbio la più grande riduzione di tasse della storia repubblicana". Poi l'annuncio sul servizio radiotelevisivo: Renzi annuncia la creazione di un gruppo di studio per mettere a punto le linee guida della riforma della Rai.
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La riunione dei gruppi parlamentari del Pd. Renzi incontra i dem dopo l'intervista a Ballaro'. Serrare le fila, compattare il partito per le sfide che arriveranno, allontanare tentazioni separatiste, i fantasmi della scissione: perchè "possiamo avere idee diverse ma tutti vogliamo cambiare il Paese". Un cambiamento che può determinare anche un cambio del campo di gioco. Ovvero, l'Ue. "In Europa stiamo giocando questa partita difficile e delicata, è lì che si sta combattendo la vera battaglia".
Il lavoro. Dopo l'Europa, la scuola. La cui riforma "non va lasciata esclusivamente nelle mani dei tecnici, perchè è una questione che riguarda tutte le famiglie italiane". Ma il tema più scottante, quello che rischia sul serio di mettere il Pd sulla strada senza ritorno della scissione, è quello del lavoro. Renzi annuncia che la "deadline" per l'approvazione del Jobs Act è fissata al "primo gennaio". E rivendica la natura "di sinistra" del provvedimento. Dalle norme alle questioni aperte, come quella della Ast di Terni, sulla quale si afferma che la "soluzione è vicina".
Le modifiche all'Italicum e la Consulta. E non mancano accenni alla legge elettorale. L'Italicum, nelle intenzioni del premier, resta ancora "un buon compromesso". Anche se il cantiere aperto e le modifiche potrebbero riguardare l'innalzamento della soglia per il premio di maggioranza - "al 40 per cento" - e in caso di "premio alla lista una soglia di sbarramento fissata al 5 per cento". Poi l'oramai estenuante corsa verso l'elezione dei giudici della Corte Costituzionale. Prima un "saluto e un ringraziamento a Violante" poi l'indicazione di Silvana Sciarra, la "nostra candidata". Il premier dice: "Giovedì proviamo a chiudere lo stallo sulla Consulta, due donne alla Consulta, la nostra è Sciarra, e un designato di M5S al Csm. E' positivo che M5S stia dentro la dinamica e spero che in queste ore decida anche Forza Italia".
La legge di stabilità e la Rai. Altro tema all'ordine del giorno, quello della Giustizia. "Con la riforma Orlando stiamo cambiando faccia a tutto il sistema". Ma il fiore all'occhiello del premier resta la Legge di Stabilità: "La si può valutare come si vuole, ma è senza dubbio la più grande riduzione di tasse della storia repubblicana". Poi l'annuncio sul servizio radiotelevisivo: Renzi annuncia la creazione di un gruppo di studio per mettere a punto le linee guida della riforma della Rai.