Politica

Alfano: "La carica ci fu, immagini non mi smentiscono". Bocciata mozione di sfiducia. Civati vota con Sel e M5S

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano (ansa)
Riferendo sugli scontri di Roma tra polizia e lavoratori della Acciaierie di Terni, Alfano aveva sposato la versione della Questura di Roma e parlato di "concitato contatto fisico". Ma Gazebo ha mostrato il video in cui viene impartito l'ordine di caricare
 
3 minuti di lettura
ROMA - Bocciata la mozione di sfiducia contro il ministro dell'Interno Angelino Alfano. I voti contrari alla sfiducia sono stati 367, i favorevoli 125, dopo un dibattito acceso. "Io dico no - ha detto Alfano - alla dietrologia su quanto è accaduto al corteo di Roma alla manifestazione dei lavoratori Ast. Le immagini mandate in onda da Raitre domenica sera non contraddicono la mia ricostruzione di quanto accaduto". Si è difeso così, alla Camera, durante il dibattito sulla mozione presentata da Sel e M5s (e votata dalla Lega). Alfano è accusato di aver mentito ricostruendo in Parlamento gli eventi che mercoledì 29 ottobre avevano portato agli scontri in piazza Indipendenza a Roma tra le forze dell'ordine ed operai delle Acciaierie di Terni (Ast, gruppo ThyssenKrupp).

Non molto a sorpresa, ma certo in modo significativo, l'esponente della minoranza Pd Pippo Civati ha votato contro la linea del partito, a fianco di Sel e Cinque Stelle. Alfano festeggia subito con un tweet molto discutibile. Come se fosse un voto celerini contro operai.

[[ge:rep-locali:repubblica:99869723]]

Dopo gli incidenti, il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, aveva accusato la polizia di aver manganellato i lavoratori "senza alcun motivo". La Questura di Roma aveva negato che vi fossero state cariche, piuttosto "un'azione di contenimento quando i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone di poliziotti per andare verso la stazione Termini ed occuparla". Versione sostanzialmente sposata dal ministro, quando il 30 ottobre aveva riferito in Parlamento e parlato di "concitato contatto fisico tra manifestanti e polizia". A sconfessare la "versione di Alfano" e della Questura, le riprese andate in onda domenica scorsa, effettuate dalla trasmissione di Diego Bianchi Gazebo, che seguiva la manifestazione, in cui si sente una voce scandire l'ordine: "Caricate!".

Nel suo intervento alla Camera, Alfano questa volta ha nominato la parola "carica", cui non aveva fatto riferimento nella precedente ricostruzione in Parlamento. "Era stato intimato l'alt, l'ordine non è stato ascoltato dal corteo ed è seguito lo scontro tra polizia e manifestanti. Al momento cruciale, gli agenti erano in numero esiguo e la carica è stata ordinata a sostegno di quei pochi agenti che altrimenti non sarebbero riusciti a impedire che il corteo uscisse da piazza".

"Mozione umiliante per la polizia". "Nella mozione - ha affermato Alfano alla Camera - si evoca una nuova linea, un nuovo indirizzo a cui sarebbe ispirata sotto la mia guida la forza di polizia. Adombrando indicazioni politiche che avrebbero innescato in occasione di manifestazioni pubbliche comportamenti muscolari nei confronti dei manifestanti e incoraggiato l'uso della forza. Respingo decisamente e nella maniera più ferma questa accusa".

L'ipotesi prospettata, ha proseguito il ministro, "non solo è politicamente infondata, ma è ingiusta e umiliante nei confronti delle forze di polizia, ne distorce l'immagine e fa correre pericolosamente l'idea che esse possano prestarsi a disegni strumentali, cessando di essere una forza di garanzia al servizio imparziale delle istituzioni repubblicane". A sua difesa, Alfano ha rilevato che da quando è al Viminale ci sono state oltre 14mila manifestazioni, quasi il 40% di natura sindacale e occupazionale. Ebbene, ha rilevato il ministro, "tranne che per quella di mercoledì scorso, non mi pare che la memoria del Paese conservi memoria di particolari incidenti".

Ecco perché, conclude Alfano, la mozione di sfiducia presentata da Sel e dal Movimento 5 Stelle è solo frutto di "preconcetti e faziosità. Vuole essere il pretesto di una lotta politica diagonale rispetto ai provvedimenti all'esame di questo Parlamento".
[[ge:rep-locali:repubblica:99839129]]
A prendere la parola per primo in Aula, il deputato di Sel Giovanni Airaudo. "Ministro, - ha esordito Airaudo - lei ha mentito al Parlamento sulla ricostruzione di quella mattina. Qualcuno ha ordinato la carica. Qualcuno ha sbagliato a fare il suo lavoro", ha attaccato Airaudo, riferendosi alle immagini di Gazebo, diffuse anche da Repubblica.it.

"Noi - ha aggiunto Airaudo - vogliamo sapere chi ha ordinato di caricare i manifestanti e pensiamo che chi sbaglia debba pagare, non cerchiamo capi espiatori. Se non vi è una responsabilità, noi pensiamo che alla fine debbano rispondere i massimi capi, quindi il ministro. Bastava scusarsi e oggi avremmo potuto discutere della Ast di Terni. Quindi, si scusi per la carica contro i lavoratori dell'Ast e tolga il disturbo".

Per il Movimento 5 stelle, l'altra firma sulla mozione di sfiducia, prende la parola Giuseppe D'Ambrosio: "Il presidente Renzi in questo momento sta preparando delle slide per dirci a chi dare le prossime manganellate? Perché il Pd non prende atto delle menzogne dette dal ministro e non vota la mozione di sfiducia insieme a noi? Le chiediamo dignità - aggiunge D'Ambrosio, rivolto ad Alfano -: si dimetta".

Per voce di Elio Vito, Forza Italia "rivendica coerenza nel votare contro una mozione che è sbagliata nei modi e nei tempi e che sa di strumentale. Noi siamo e restiamo opposizione. Ma votiamo contro una mozione contro i vertici della sicurezza nazionale".

A seguire, il leghista Matteo Bragantini, che si riferisce ad Alfano come "il peggior ministro dell'Interno degli ultimi anni, che dovrebbe difendere il territorio e invece lascia che in Italia arrivino 150mila clandestini. Noi non andiamo contro le Forze dell'Ordine di cui riconosciamo la professionalità, anche se possono sbagliare. Noi andiamo a colpire il mandante, il ministro che non ha lavorato come un buon ministro dell'Interno avrebbe dovuto fare".

Per Ncd, il partito di cui il ministro è leader, tocca a Dorina Bianchi respingere "con forza la mozione di sfiducia",  "frutto di un'opposizione che cerca ogni pretesto per criticare l'operato del governo". "Ai colleghi del M5S e di Sel -ha detto tra l'altro Bianchi - ricordo che nemmeno Susanna Camusso e Maurizio Landini hanno chiesto le dimissioni del ministro Alfano. I toni del confronto li sta alzando, aumentando il rischio di tensioni sociali, chi si oppone al cambiamento di questo Paese".

Per tutta la giornata, esponenti Pd hanno fatto capire che votare contro Alfano sarebbe stato come votare contro il governo. "Votiamo contro la mozione - ha dichiarato Alessandro Naccarato - perché cerca di strumentalizzare le rivendicazioni giuste e legittime dei lavoratori e sfrutta in maniera demagogica la crisi economica e sociale. Voteremo contro la mozione perchè costituisce un attacco alle forze di Polizia e getta discredito sulla professionalità e l'indipendenza delle forze dell'ordine".
 
I commenti dei lettori