La Gianotti al Quirinale: "Anche il presidente Napolitano è fatto di elettroni e quark"
Tra battute e dati scientifici, la neo direttrice del Cern di Ginevra parla al presidente della Repubblica e ai ragazzi del ciclo di incontri "L'Europa siamo noi"
ROMA - "Finirete per farmi licenziare ancor prima di iniziare il mio nuovo lavoro". Scherza Fabiola Gianotti, da pochi giorni nominata Direttore generale del Cern, prima donna in sessant'anni di storia del più grande laboratorio di fisica del mondo. E' a suo agio, nonostante gli arazzi, gli stucchi, i corazzieri del Quirinale, perché davanti ha il pubblico che predilige, quello composto da giovani studenti. "Se pensate che gli scienziati siano dei vecchi barbogi noiosi vi sbagliate", dice ai ragazzi. "Delle migliaia di ricercatori che lavorano a Ginevra, la maggior parte ha 26 anni e di questi il 30 per cento è donna. Naturalmente anch'io ho ventisei anni...".
Aveva scherzato sull'età, la propria, anche il padrone di casa Giorgio Napolitano durante la presentazione dell'incontro: "Ho sempre fatto studi umanistici, non ho mai varcato la soglia della scienza. E me ne rammarico, ma non credo ormai di essere in tempo per colmar…
Aveva scherzato sull'età, la propria, anche il padrone di casa Giorgio Napolitano durante la presentazione dell'incontro: "Ho sempre fatto studi umanistici, non ho mai varcato la soglia della scienza. E me ne rammarico, ma non credo ormai di essere in tempo per colmar…
ROMA - "Finirete per farmi licenziare ancor prima di iniziare il mio nuovo lavoro". Scherza Fabiola Gianotti, da pochi giorni nominata Direttore generale del Cern, prima donna in sessant'anni di storia del più grande laboratorio di fisica del mondo. E' a suo agio, nonostante gli arazzi, gli stucchi, i corazzieri del Quirinale, perché davanti ha il pubblico che predilige, quello composto da giovani studenti. "Se pensate che gli scienziati siano dei vecchi barbogi noiosi vi sbagliate", dice ai ragazzi. "Delle migliaia di ricercatori che lavorano a Ginevra, la maggior parte ha 26 anni e di questi il 30 per cento è donna. Naturalmente anch'io ho ventisei anni...".
Aveva scherzato sull'età, la propria, anche il padrone di casa Giorgio Napolitano durante la presentazione dell'incontro: "Ho sempre fatto studi umanistici, non ho mai varcato la soglia della scienza. E me ne rammarico, ma non credo ormai di essere in tempo per colmare questa lacuna. Tutti però" dice rivolto agli studenti "dobbiamo capire che la cultura è una sola".
L'occasione è "L'Europa siamo noi", un ciclo di incontri che Napolitano ha voluto per rafforzare nei giovani il senso di appartenenza all'Unione. "Non credete a quelle rappresentazioni meschine e riduttive che troppo spesso si fanno della costruzione europea. L'Europa è un'opportunità e voi siete un'opportunità per l'Europa". Poi, commosso, passa la parola ai due "professori" d'eccezione che faranno lezione a tre scolaresche di Roma, Torino e Brindisi: Roberto Cingolani, direttore dell'Istituto italiano di tecnologia, e, appunto, Fabiola Gianotti.
La neo direttrice del Cern spiega in cosa consiste il suo lavoro. "Non sarò molto rigorosa", premette. E parla delle particelle elementari a cui ha dato la caccia per anni. "Tutto ciò che conosciamo è fatto di elettroni e quark. Anche il presidente Napolitano è fatto di elettroni e quark". Il Capo dello Stato è perplesso, ma si fida. "Mi raccomando", ammicca la Gianotti ai ragazzi "quello che sto dicendo rimanga tra noi. Se lo sapessero al Cern potrebbero cacciarmi".
Tra una battuta e un dato scientifico il contatto è stabilito. Risponde alle domande dei ragazzi sapendo quali corde toccare. A cosa serve il Cern? "Anche ad avvicinare i popoli: a Ginevra lavorano fianco scienziati provenienti da 100 nazioni. Persino israeliani e palestinesi". Applicazioni pratiche? "Avete presente il world wide web? L'ha inventato uno dei nostri ricercatori. Ed è stata una fortuna perché se lo avesse brevettato una società privata ora ognuno di noi dovrebbe pagare per usarlo. Invece tutto quello che di buono esce dal Cern è a disposizione dell'umanità gratuitamente". I ragazzi sanno che lei è tra gli artefici di una delle più importanti scoperte degli ultimi anni in fisica: la verifica sperimentale dell'esistenza del bosone di Higgs. E' vero che è la particella che dà massa alle cose? "Sì" risponde la Gianotti "ma non determina tutta la massa di un corpo. Io, per esempio, peso.... No, non ve lo dico. Diciamo che del mio peso, solo mezzo chilo è determinato dal bosone. Quindi se ingrassate, non date la colpa al povero Higgs".
Torna seria per elogiare la scuola italiana: "E' eccellente. Gli studenti italiani che incontro al Cern sono tra i migliori. Ma è una tradizione che non dobbiamo perdere, guai a saltare una generazione". Come a dire: il pericolo c'è. A fine lezione Napolitano la prende in disparte: "Incoraggiate i giovani ad amare l'Europa".
Poi c'è il tempo per un'ultima foto di gruppo con i ragazzi. Fabiola Gianotti indossa il soprabito rosa e scende di corsa lo scalone del Quirinale tirandosi dietro il trolley. Il Cern l'aspetta.
Aveva scherzato sull'età, la propria, anche il padrone di casa Giorgio Napolitano durante la presentazione dell'incontro: "Ho sempre fatto studi umanistici, non ho mai varcato la soglia della scienza. E me ne rammarico, ma non credo ormai di essere in tempo per colmare questa lacuna. Tutti però" dice rivolto agli studenti "dobbiamo capire che la cultura è una sola".
L'occasione è "L'Europa siamo noi", un ciclo di incontri che Napolitano ha voluto per rafforzare nei giovani il senso di appartenenza all'Unione. "Non credete a quelle rappresentazioni meschine e riduttive che troppo spesso si fanno della costruzione europea. L'Europa è un'opportunità e voi siete un'opportunità per l'Europa". Poi, commosso, passa la parola ai due "professori" d'eccezione che faranno lezione a tre scolaresche di Roma, Torino e Brindisi: Roberto Cingolani, direttore dell'Istituto italiano di tecnologia, e, appunto, Fabiola Gianotti.
La neo direttrice del Cern spiega in cosa consiste il suo lavoro. "Non sarò molto rigorosa", premette. E parla delle particelle elementari a cui ha dato la caccia per anni. "Tutto ciò che conosciamo è fatto di elettroni e quark. Anche il presidente Napolitano è fatto di elettroni e quark". Il Capo dello Stato è perplesso, ma si fida. "Mi raccomando", ammicca la Gianotti ai ragazzi "quello che sto dicendo rimanga tra noi. Se lo sapessero al Cern potrebbero cacciarmi".
Tra una battuta e un dato scientifico il contatto è stabilito. Risponde alle domande dei ragazzi sapendo quali corde toccare. A cosa serve il Cern? "Anche ad avvicinare i popoli: a Ginevra lavorano fianco scienziati provenienti da 100 nazioni. Persino israeliani e palestinesi". Applicazioni pratiche? "Avete presente il world wide web? L'ha inventato uno dei nostri ricercatori. Ed è stata una fortuna perché se lo avesse brevettato una società privata ora ognuno di noi dovrebbe pagare per usarlo. Invece tutto quello che di buono esce dal Cern è a disposizione dell'umanità gratuitamente". I ragazzi sanno che lei è tra gli artefici di una delle più importanti scoperte degli ultimi anni in fisica: la verifica sperimentale dell'esistenza del bosone di Higgs. E' vero che è la particella che dà massa alle cose? "Sì" risponde la Gianotti "ma non determina tutta la massa di un corpo. Io, per esempio, peso.... No, non ve lo dico. Diciamo che del mio peso, solo mezzo chilo è determinato dal bosone. Quindi se ingrassate, non date la colpa al povero Higgs".
Torna seria per elogiare la scuola italiana: "E' eccellente. Gli studenti italiani che incontro al Cern sono tra i migliori. Ma è una tradizione che non dobbiamo perdere, guai a saltare una generazione". Come a dire: il pericolo c'è. A fine lezione Napolitano la prende in disparte: "Incoraggiate i giovani ad amare l'Europa".
Poi c'è il tempo per un'ultima foto di gruppo con i ragazzi. Fabiola Gianotti indossa il soprabito rosa e scende di corsa lo scalone del Quirinale tirandosi dietro il trolley. Il Cern l'aspetta.