ROMA - L'Europa unita "non è qualcosa di esterno o ostile" a noi italiani e bisogna "reagire alle tante rappresentazioni meschine, malevoli e riduttive della costruzione europea". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricevendo al Quirinale la nuova direttrice del Cern, Fabiola Gianotti, nel corso del secondo incontro dal tema "L'Europa siamo noi".
"Questo è il secondo dei tre incontri sul tema l'Europa siamo noi - ha detto Napolitano ai giovani studenti raccolti nel salone dei Corazzieri del Quirinale - abbiamo voluto farlo" nel corso del semestre Ue a guida italiana "per reagire alle tante rappresentazioni meschine, malevoli e riduttive della costruzione europea. L'intento è sollecitare lo sforzo ben più ampio e sistematico per suscitare nel maggior numero possibile di italiani il senso di immedesimazione nell'Europa unita".
Secondo il capo dello Stato in questa fase storica è indispensabile "sollecitare lo sforzo necessario per suscitare negli italiani il senso di immedesimazione nell'Europa Unita che ha conosciuto crisi e travagli, passi avanti e indietro, ma ha realizzato tante conquiste". Gran parte di queste conquiste, ha aggiunto, "rischiano di essere dimenticate per le convulse e riduttive politiche di oggi". Napolitano ha spiegato come "questi incontri siano stati fatti perché l'unione europea siamo noi. E abbiamo voluto farli nel semestre di presidenza italiana".
Gianotti assumerà la guida del Cern dal 2016. "Il Cern è un posto meraviglioso per avvicinare le persone - ha spiegato ai ragazzi e a un attentissimo Giorgio Napolitano -, ci lavorano 11mila scienziati provenienti da oltre 100 Paesi, è un esempio concreto di pace". "L'Italia - ha sottolineato - ha il contingente nazionale più cospicuo. Se pensate 11mila scienziati anziani e un po' noiosetti vi sbagliate. Il picco è di 26 anni, la presenza delle donne è al 20%".
La ricerca, e per il presidente Napolitano "abbiamo una bella mobilità di cervelli in Italia, non è vero che tutti vanno via da qui". Alcuni per la loro vocazione e passione di ricercatore scientifico vanno all'estero e poi tornano". "Sentiamo valorizzazioni" di ricercatori italiano "che ci fanno molto piacere - ha aggiunto - ci sono tanti italiani che fanno fare bella figura all'Italia". Il Capo dello Stato ha ricordato che per "qualità dei ricercatori, l'Italia è al settimo posto" ma ha anche sottolineato "il problema dei finanziamenti alla ricerca" e la "condizione abbastanza indecente" delle retribuzioni e delle condizioni dei ricercatori italiani.
"Questo è il secondo dei tre incontri sul tema l'Europa siamo noi - ha detto Napolitano ai giovani studenti raccolti nel salone dei Corazzieri del Quirinale - abbiamo voluto farlo" nel corso del semestre Ue a guida italiana "per reagire alle tante rappresentazioni meschine, malevoli e riduttive della costruzione europea. L'intento è sollecitare lo sforzo ben più ampio e sistematico per suscitare nel maggior numero possibile di italiani il senso di immedesimazione nell'Europa unita".
Secondo il capo dello Stato in questa fase storica è indispensabile "sollecitare lo sforzo necessario per suscitare negli italiani il senso di immedesimazione nell'Europa Unita che ha conosciuto crisi e travagli, passi avanti e indietro, ma ha realizzato tante conquiste". Gran parte di queste conquiste, ha aggiunto, "rischiano di essere dimenticate per le convulse e riduttive politiche di oggi". Napolitano ha spiegato come "questi incontri siano stati fatti perché l'unione europea siamo noi. E abbiamo voluto farli nel semestre di presidenza italiana".
Gianotti assumerà la guida del Cern dal 2016. "Il Cern è un posto meraviglioso per avvicinare le persone - ha spiegato ai ragazzi e a un attentissimo Giorgio Napolitano -, ci lavorano 11mila scienziati provenienti da oltre 100 Paesi, è un esempio concreto di pace". "L'Italia - ha sottolineato - ha il contingente nazionale più cospicuo. Se pensate 11mila scienziati anziani e un po' noiosetti vi sbagliate. Il picco è di 26 anni, la presenza delle donne è al 20%".
La ricerca, e per il presidente Napolitano "abbiamo una bella mobilità di cervelli in Italia, non è vero che tutti vanno via da qui". Alcuni per la loro vocazione e passione di ricercatore scientifico vanno all'estero e poi tornano". "Sentiamo valorizzazioni" di ricercatori italiano "che ci fanno molto piacere - ha aggiunto - ci sono tanti italiani che fanno fare bella figura all'Italia". Il Capo dello Stato ha ricordato che per "qualità dei ricercatori, l'Italia è al settimo posto" ma ha anche sottolineato "il problema dei finanziamenti alla ricerca" e la "condizione abbastanza indecente" delle retribuzioni e delle condizioni dei ricercatori italiani.