Politica

Alfano a RepTv, sulle nozze gay: "La legge non prevede unioni"

Il ministro degli Interni e presidente del Nuovo Centrodestra si rivolge alle donne di 'ndrangheta: "Impedite ai vostri uomini di commettere crimini". E sul Quirinale: "Vorrei dire a Napolitano di attendere". "A Renzi conviene un Salvini leader del centrodestra"

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ROMA -
Prima i suoi doveri da ministro. La lotta alla criminalità, l'immigrazione e i diritti civili, l'ordine pubblico e i problemi delle forze dell'ordine. Poi i suoi desideri da segretario del Nuovo Centrodestra: il nuovo inquilino del Quirinale, la rivendicazione del proprio ruolo nel governo, il tentativo di evitare che la radicalità di Salvini sia il segno distintivo della destra italiana, la creazione di un fronte moderato che parta dal fatto che "molte riforme di questo esecutivo sono le nostre". Ospite del nostro videoforum, Angelino Alfano fa il punto sulla propria azione politica rispondendo alle domande dei lettori di Repubblica. Tra appelli: "Le donne di 'ndrangheta impediscano ai loro uomini di commettere crimini". Osservazioni: "Il sistema dell'ordine pubblico regge". E prospettive: "Siamo dalla parte di moderati, dalla parte di chi vince in tutta Europa". Sui diritti civili: "Nozze gay? La legge non le prevede e il mio compito è far rispettare la legge".
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Criminalità e ordine pubblico. La mobilitazione della società civile "per combattere la mafia". E' questa la risposta che il ministro da a una domanda di Simona Musco sull'infiltrazione mafiosa nelle amministrazioni locali. E poi un appello alle donne: "Impedite ai vostri uomini di commettere crimini". Alla domanda di Franco Vay sul sovraffollamento delle carceri, il ministro replica: "E' in cantiere una legge generale per la certezza della pena: nella quale vorremmo che si prevedesse la costruzione di nuove carceri". Il ministro affronta anche il tema dei concorsi per le forze dell'ordine, tema che coinvolge molti lettori. "Capisco le proteste di chi, idoneo al concorso, non è stato chiamato. Ma dobbiamo scegliere tra chi non ha vinto e la possibilità di fare un nuovo concorso. Ne discuteremo in Parlamento tenendo conto del fattore anagrafico: se fai un nuovo concorso puoi prendere dei ragazzi un po' più giovani".

Poi l'ordine pubblico. Gli scontri delle ultime settimane pesano ancora. Il ministro s'infiamma: "Difendo in ogni modo la libertà di manifestare. Ma è mai possibile che se vengono feriti uomini in divisa nessuno alza un dito? E' mai possibile che nessuno protesti?", chiede il ministro. Ancora: "Gli agenti non possono essere considerati un bene minore rispetto a chi protesta in piazza". Maurizio della Grotta ne chiede la posizione sul caso Cucchi: "Ho grande rispetto per i magistrati. Mi auguro che la ripartenza delle indagini produca la verità".

Immigrazione e Terra dei Fuochi. Sono le due emergenze che hanno contraddistinto il mandato di Alfano. Due emergenze "molto sentite" tra i lettori di Repubblica. Il ministro parte dalla Terra dei Fuochi. E mette in chiaro: "Abbiamo fatto leggi, provvedimenti, tutto ciò che serviva". Promettendo: "Non daremo tregua su questa vicenda: ne va dell'immagine dell'Italia e della salute dei cittadini. E non bisogna cedere all'allarmismo, il pericolo è concreto: potremmo andare incontro a un embargo implicito". Sull'immigrazione, Alfano difende la missione Tritone, definendola come il raggiungimento di "un grande ed equilibrato obiettivo". Il ministro afferma: "L'operazione in corso si distingue da Mare Nostrum per i costi: questa è gratis, l'altra 114 milioni di euro. E poi per il campo d'azione. Abbiamo finalmente ottenuto che sia l'Europa ad afrrontare la questione".

I diritti civili. Sul tema, il ministro si affida alla giurisprudenza. E commentando il caso nozze Gay, sul quale arrivano chiarimenti da molti lettori tra cui Andrea Tomasi, afferma. "Anche qui, la mia posizione è molto chiara: la legge non prevede questo tipo di unione e il mio obiettivo è far rispettare la legge". E quando "il Parlamento ne approverà uno potete stare certi che il mio unico obiettivo sarà di farla rispettare". Quello da evitare, nelle parole di Alfano, è "sia il turismo nunziale che il federalismo matrimoniale".
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Il Quirinale. "Non faccio nomi per non bruciarli, perchè il modo peggiore di esprimere il proprio candidato è quello di farlo con grande anticipo e in pubblico E non metto veti. Vorrei qualcuno che avesse le tante doti del presidente Napolitano: compostezza, equilibrio, saggezza, capacità di comprendere il nostro paese". E il ministro invita il presidente ad "attendere" e la classe politica a "non generare fenomeni: dobbiamo eleggere qualcuno che conosca le regole istituzionali, sappia avere relazione costruttive con partiti e gruppi parlamentari, abbia conoscenza profonda dell'Italia di questi anni dal punto di vista politico e istituzionale".

L'azione di governo. Alfano rivendica: "Molte riforme di questo esecutivo sono le riforme che sto proponendo da dieci anni, prima da segretario del Pdl e poi nel Nuovo Centrodestra". E il riferimento è al Jobs Act che "consente agli imprenditori di assumere a costo zero" e ai provvedimenti che aiutano le famiglie italiane. E proprio "famiglia e impresa" sono i pilastri sui quali "stiamo costruendo la nuova Italia: un Paese dal quale i nostri giovani non devono voler andar via. Ma un Paese nel quale restare avendo tutte le opportunità possibili".
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Il centrodestra. Alfano la mette così: "Con Salvini leader il centrodestra non vince. Perchè in tutta Europa vincono quegli schieramenti moderati che si oppongono a tutte le forme di populismo". E aggiunge che "Renzi farebbe carte false per avere contro Salvini". E il ministro è ancora più netto quando afferama di non volere "una Lega forte in un centrodestra debole: ma una formazione politica che possa vincere le elezioni". Infine, non manca una difesa del proprio operato da ex delfino di Berlusconi. E alla domanda di Marco  - se voterebbe ancora "Ruby è la nipote di Mubarak" - la replica: "Ho sempre difeso Berlusconi. E l'assist è troppo semplice: c'è una sentenza che ci ha dato ragione".

Stadi e famiglie. Infine, la lotta alla violenza negli stadi. "Per far tornare le famiglie allo partite abbiamo realizzato una legge molto dura per chi sbaglia, rafforzato il Daspo e dato più potere al ministro dell'Interno. Ma faremo ancora di più". Tornando invece sui provvedimenti presi nei confronti dei sostenitori dell'Atalanta, ha aggiunto: "ho utilizzato i poteri che la legge mi dà e ho impedito per tre mesi ai tifosi nerazzurri di andare in trasferta dopo che avevano utilizzato bombe carta con chiodi".



 
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