ROMA - Il ruolo, le funzioni e il futuro del nuovo direttorio. Le ipotesi di scissione. La centralità del blog di Grillo. Parte da questi temi la nuova fase del MoVimento Cinque Stelle. Ne hanno discusso gli ottanta parlamentari M5S presenti a Roma in assemblea congiunta. E il dato da registrare è anche un altro: sono state oltre una cinquantina le assenze tra deputati e senatori. Alcuni dei quali spiegano di aver disertato l'incontro per non legittimare il direttorio fresco di nomina. In apertura, Di Maio e gli altri hanno messo sul tavolo una serie di proposte di cui si sta discutendo. Roberto Fico, membro del direttorio: "Da gennaio un ente esterno certificherà i voti del blog. Ma sui post di Grillo non abbiamo nessuna influenza".
Le ragioni del direttorio. "Avrei voluto che questo passaggio non fosse fatto così". Lo avrebbe ammesso Roberto Fico, parlando della nascita del direttorio in assemblea congiunta. Poi il presidente della Commissione di Vigilanza Rai ha spiegato ragioni e obiettivi del nuovo organismo a Cinque Stelle "Saremo un fluidificante per i rapporti tra Beppe, noi e il territorio". Ancora: "Lavoreremo per tutto il Movimento non solo per il gruppo parlamentare. Non so se i nostri ruoli verranno messi nero su bianco perché c'è stato il voto della Rete ed è sufficiente". Sullo sfondo, l'obiettivo principale del direttorio: "costruire un Movimento che sia chiaro nelle dinamiche, che applichi i principi di condivisione e politica senza soldi, che si oppone alla vecchia politica". E Carlo Sibilia, altro componente del direttorio, ai parlamentari: "Siccome prendiamo con serietà il nostro ruolo, vi chiediamo di mandarci via mail tre problematiche che rilevate e tre proposte che mettete sul tavolo".
Il no all'Open Day di Pizzarotti. Secondo quanto si apprende, Giulia Sarti ha invitato i cinque del direttorio ad essere domenica a Parma per l'Open Day di Federico Pizzarotti. Sempre Roberto Fico annuncia che "non ci andremo per evitare strumentalizzazioni". Gianluca Vacca, uno dei più oltranzisti, a quanto viene riferito si è augurato che il direttorio diventi "una sorta di esecutivo, perché l'assemblea non funziona," avrebbe riconosciuto. Alfonso Bonafede, tuttavia, avrebbe espresso delusione per le diverse assenze in assemblea: "senza l'aiuto di tutti i parlamentari - avrebbe fatto notare ai suoi colleghi - i cinque non funzioneranno". E Silvia Benedetti ha chiesto un "mandato a termine per il direttorio".
L'unità o la scissione? Che il momento sia importante lo dice l'arrivo a Roma di Gian Roberto Casaleggio, che ha incontrato i cinque garanti (Roberto Fico, Luigi Di Maio, Carlo Sibilia, Alessandro Di Battista e Carla Ruocco) e numerosi parlamentari. La riunione di stasera rappresenta proprio un modo per insediare il nuovo "organismo". Una riorganizzazione del vertice del MoVimento che in tanti non hanno apprezzato. Il punto riguarda proprio le mosse di vecchi e nuovi dissidenti. Quello che certo è che Casaleggio non parteciperà alla riunione: ha già lasciato Roma.
[[ge:rep-locali:repubblica:102131504]]
Tra territorio e tv. Tra le nuove strategie del MoVimento la valorizzazione del lavoro svolto dai militanti sul territorio: una Rete dei Comuni in grado di coordinare tutte le iniziative e di far in modo che i "temi forti" del MoVimento siano illustrati nelle città italiane. E nella riunione sarebbe stato affrontato anche il problema delle presenze dei grillini nei talk show televisivi. Casaleggio avrebbe dato il "via libera" alle partcipazioni "ma con cautela".
La questione toscana. Intanto una mini-scissione è da registrare in Toscana. "Via dal Movimento 5 Stelle e un appello, nazionale, a costituire un nuovo soggetto politico che recuperi gli ideali e i principi di democrazia partecipata fondanti dell'M5S divenuto ormai qualcosa completamente in contrasto con essi". Così Saverio Galardi, consigliere comunale a Reggello ed anche consigliere metropolitano, ed un gruppo di altri dissidenti fiorentini. Alla base della decisione, ha spiegato Galardi, "l' espulsione dei due parlamentari Massimo Artini e Paola Pinna, in completo contrasto al regolamento interno che lo stesso movimento si era dato, e l'imposizione arbitraria di un Direttorio da parte di Grillo: si è creato il precedente di un gruppo esterno al Parlamento, agli eletti, che impone all' assemblea e ai parlamentari decisioni senza contraddittorio e senza confronto.
Le ragioni del direttorio. "Avrei voluto che questo passaggio non fosse fatto così". Lo avrebbe ammesso Roberto Fico, parlando della nascita del direttorio in assemblea congiunta. Poi il presidente della Commissione di Vigilanza Rai ha spiegato ragioni e obiettivi del nuovo organismo a Cinque Stelle "Saremo un fluidificante per i rapporti tra Beppe, noi e il territorio". Ancora: "Lavoreremo per tutto il Movimento non solo per il gruppo parlamentare. Non so se i nostri ruoli verranno messi nero su bianco perché c'è stato il voto della Rete ed è sufficiente". Sullo sfondo, l'obiettivo principale del direttorio: "costruire un Movimento che sia chiaro nelle dinamiche, che applichi i principi di condivisione e politica senza soldi, che si oppone alla vecchia politica". E Carlo Sibilia, altro componente del direttorio, ai parlamentari: "Siccome prendiamo con serietà il nostro ruolo, vi chiediamo di mandarci via mail tre problematiche che rilevate e tre proposte che mettete sul tavolo".
Il no all'Open Day di Pizzarotti. Secondo quanto si apprende, Giulia Sarti ha invitato i cinque del direttorio ad essere domenica a Parma per l'Open Day di Federico Pizzarotti. Sempre Roberto Fico annuncia che "non ci andremo per evitare strumentalizzazioni". Gianluca Vacca, uno dei più oltranzisti, a quanto viene riferito si è augurato che il direttorio diventi "una sorta di esecutivo, perché l'assemblea non funziona," avrebbe riconosciuto. Alfonso Bonafede, tuttavia, avrebbe espresso delusione per le diverse assenze in assemblea: "senza l'aiuto di tutti i parlamentari - avrebbe fatto notare ai suoi colleghi - i cinque non funzioneranno". E Silvia Benedetti ha chiesto un "mandato a termine per il direttorio".
L'unità o la scissione? Che il momento sia importante lo dice l'arrivo a Roma di Gian Roberto Casaleggio, che ha incontrato i cinque garanti (Roberto Fico, Luigi Di Maio, Carlo Sibilia, Alessandro Di Battista e Carla Ruocco) e numerosi parlamentari. La riunione di stasera rappresenta proprio un modo per insediare il nuovo "organismo". Una riorganizzazione del vertice del MoVimento che in tanti non hanno apprezzato. Il punto riguarda proprio le mosse di vecchi e nuovi dissidenti. Quello che certo è che Casaleggio non parteciperà alla riunione: ha già lasciato Roma.
[[ge:rep-locali:repubblica:102131504]]
Tra territorio e tv. Tra le nuove strategie del MoVimento la valorizzazione del lavoro svolto dai militanti sul territorio: una Rete dei Comuni in grado di coordinare tutte le iniziative e di far in modo che i "temi forti" del MoVimento siano illustrati nelle città italiane. E nella riunione sarebbe stato affrontato anche il problema delle presenze dei grillini nei talk show televisivi. Casaleggio avrebbe dato il "via libera" alle partcipazioni "ma con cautela".
La questione toscana. Intanto una mini-scissione è da registrare in Toscana. "Via dal Movimento 5 Stelle e un appello, nazionale, a costituire un nuovo soggetto politico che recuperi gli ideali e i principi di democrazia partecipata fondanti dell'M5S divenuto ormai qualcosa completamente in contrasto con essi". Così Saverio Galardi, consigliere comunale a Reggello ed anche consigliere metropolitano, ed un gruppo di altri dissidenti fiorentini. Alla base della decisione, ha spiegato Galardi, "l' espulsione dei due parlamentari Massimo Artini e Paola Pinna, in completo contrasto al regolamento interno che lo stesso movimento si era dato, e l'imposizione arbitraria di un Direttorio da parte di Grillo: si è creato il precedente di un gruppo esterno al Parlamento, agli eletti, che impone all' assemblea e ai parlamentari decisioni senza contraddittorio e senza confronto.