Poletti un anno fa all'assemblea di Buzzi. Il ministro si difende: "Indignato, sto male, non c'entro nulla"
Come racconta L'Espresso, Poletti partecipò anche alla riunione per l'approvazione del bilancio della cooperativa 29 giugno
ROMA - Parte da un articolo di Roberto Saviano la richiesta di chiarimento rivolta al ministro del Lavoro Giuliano Poletti: che ci faceva alla cena rappresentata nella foto con Salvatore Buzzi - capo della cooperativa sociale 29 giugno e definito dai pm romani "braccio destro imprenditoriale" di Massimo Carminati - Gianni Alemanno e Franco Panzironi (ex capo dell'Ama), tutti inquisiti nella maxi indagine su 'Mafia Capitale'?
Ma l'Espresso svela anche che Poletti un anno fa partecipò all'assemblea per l'approvazione di bilancio della onlus di Buzzi. Il suo portavoce, Massimo Tognoni, per anni dirigente della Lega, chiarisce: "Era lì perché da presidente della Lega delle cooperative andava a tutte le assemblee che poteva, non si risparmiava. Conosceva Buzzi come presidente della cooperativa "29 giugno". E conclude: "Non direi che Buzzi e Poletti si conoscessero bene, lo conosceva come altri presidenti di coop sul territorio".
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Ma l'Espresso svela anche che Poletti un anno fa partecipò all'assemblea per l'approvazione di bilancio della onlus di Buzzi. Il suo portavoce, Massimo Tognoni, per anni dirigente della Lega, chiarisce: "Era lì perché da presidente della Lega delle cooperative andava a tutte le assemblee che poteva, non si risparmiava. Conosceva Buzzi come presidente della cooperativa "29 giugno". E conclude: "Non direi che Buzzi e Poletti si conoscessero bene, lo conosceva come altri presidenti di coop sul territorio".
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ROMA - Parte da un articolo di Roberto Saviano la richiesta di chiarimento rivolta al ministro del Lavoro Giuliano Poletti: che ci faceva alla cena rappresentata nella foto con Salvatore Buzzi - capo della cooperativa sociale 29 giugno e definito dai pm romani "braccio destro imprenditoriale" di Massimo Carminati - Gianni Alemanno e Franco Panzironi (ex capo dell'Ama), tutti inquisiti nella maxi indagine su 'Mafia Capitale'?
Ma l'Espresso svela anche che Poletti un anno fa partecipò all'assemblea per l'approvazione di bilancio della onlus di Buzzi. Il suo portavoce, Massimo Tognoni, per anni dirigente della Lega, chiarisce: "Era lì perché da presidente della Lega delle cooperative andava a tutte le assemblee che poteva, non si risparmiava. Conosceva Buzzi come presidente della cooperativa "29 giugno". E conclude: "Non direi che Buzzi e Poletti si conoscessero bene, lo conosceva come altri presidenti di coop sul territorio".
"Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono - si è difeso Poletti a margine di un convegno dell'Inail - Sono indignato. Quelle cose non c'entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile". ll ministro ha anche confermato di conoscere Buzzi: "L'ho visto qualche volta - ha detto - perchè era un dirigente di una coop sociale che si occupava dell'inserimento delle persone disabili nel posto di lavoro, mai avrei immaginato - ha concluso - che da un contesto come questo potessero uscire le cose che vediamo in questi giorni. Sapevamo tutti quanti che Buzzi era stato condannato per omicidio - ha aggiunto il ministro - ma noi che viviamo in questi mondi pensiamo che ci sia la possibilità di cambiare la propria vita".
"Buzzi - ha continuato Poletti rispondendo ai giornalisti - era apparso come una persona perbene che da carcerato si era laureato, faceva una vita dove si impegnava perchè le persone che uscivano dal carcere avessero un'altra possibilità, scoprire - ha detto - quello che ha fatto è un paradosso". "Contro queste cose ho fatto la guerra
per 40 anni - ha ribadito Poletti- sono arrabbiato soprattutto per tutte quelle cooperative sociali perbene e le persone perbene che ci lavorano".
Secondo Umberto Croppi, ex assessore alla Cultura del Comune di Roma, la compagnia ritratta nella foto stava "festeggiando un meccanismo inventato" per garantire i pagamenti alle cooperative nonostante il Campidoglio non avesse più soldi. Secondo Croppi, che ha parlato questa mattina ad Agorà su Rai Tre, "il Comune di Roma si è inventato in maniera bipartisan un meccanismo, secondo me illegittimo, per cui le cooperative vengono pagate ancora oggi con un'anticipazione bancaria garantita dal Comune, con il sistema del cosiddetto pro-soluto, che non è ammesso dalla contabilità della pubblica amministrazione".
"Siccome si inventarono questo trucco illegittimo - ha aggiunto Croppi - si ritrovarono a festeggiare insieme a questa che è la più grande cooperativa di Roma e per questo c'è Poletti che all'epoca era investito di quel ruolo".
Sul caso è intervenuto anche Pippo Civati, esponente della minoranza Pd, che ha detto ad affaritaliani.it: "Sarebbe interessante capire come funzionano certe relazioni. Non sono malizioso, ma se c'è un rapporto con quelle figure e con quelle persone voglio capire bene e quindi serve che dia qualche risposta in più". In merito alla nomina di Orfini a commissario del Pd romano ha aggiunto: "Era inevitabile e non poteva fare altrimenti. Ora Renzi deve seguire bene la vicenda e non farci sopra la riforma elettorale usando strumentalmente, come sta facendo, questo argomento per attaccare le preferenze. Deve capire le ragioni del degrado". Quanto al sindaco Ignazio Marino, Civati ha detto che "non deve dimettersi, vediamo le sue capacità".
Ma l'Espresso svela anche che Poletti un anno fa partecipò all'assemblea per l'approvazione di bilancio della onlus di Buzzi. Il suo portavoce, Massimo Tognoni, per anni dirigente della Lega, chiarisce: "Era lì perché da presidente della Lega delle cooperative andava a tutte le assemblee che poteva, non si risparmiava. Conosceva Buzzi come presidente della cooperativa "29 giugno". E conclude: "Non direi che Buzzi e Poletti si conoscessero bene, lo conosceva come altri presidenti di coop sul territorio".
"Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono - si è difeso Poletti a margine di un convegno dell'Inail - Sono indignato. Quelle cose non c'entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile". ll ministro ha anche confermato di conoscere Buzzi: "L'ho visto qualche volta - ha detto - perchè era un dirigente di una coop sociale che si occupava dell'inserimento delle persone disabili nel posto di lavoro, mai avrei immaginato - ha concluso - che da un contesto come questo potessero uscire le cose che vediamo in questi giorni. Sapevamo tutti quanti che Buzzi era stato condannato per omicidio - ha aggiunto il ministro - ma noi che viviamo in questi mondi pensiamo che ci sia la possibilità di cambiare la propria vita".
"Buzzi - ha continuato Poletti rispondendo ai giornalisti - era apparso come una persona perbene che da carcerato si era laureato, faceva una vita dove si impegnava perchè le persone che uscivano dal carcere avessero un'altra possibilità, scoprire - ha detto - quello che ha fatto è un paradosso". "Contro queste cose ho fatto la guerra
per 40 anni - ha ribadito Poletti- sono arrabbiato soprattutto per tutte quelle cooperative sociali perbene e le persone perbene che ci lavorano".
Secondo Umberto Croppi, ex assessore alla Cultura del Comune di Roma, la compagnia ritratta nella foto stava "festeggiando un meccanismo inventato" per garantire i pagamenti alle cooperative nonostante il Campidoglio non avesse più soldi. Secondo Croppi, che ha parlato questa mattina ad Agorà su Rai Tre, "il Comune di Roma si è inventato in maniera bipartisan un meccanismo, secondo me illegittimo, per cui le cooperative vengono pagate ancora oggi con un'anticipazione bancaria garantita dal Comune, con il sistema del cosiddetto pro-soluto, che non è ammesso dalla contabilità della pubblica amministrazione".
"Siccome si inventarono questo trucco illegittimo - ha aggiunto Croppi - si ritrovarono a festeggiare insieme a questa che è la più grande cooperativa di Roma e per questo c'è Poletti che all'epoca era investito di quel ruolo".
Sul caso è intervenuto anche Pippo Civati, esponente della minoranza Pd, che ha detto ad affaritaliani.it: "Sarebbe interessante capire come funzionano certe relazioni. Non sono malizioso, ma se c'è un rapporto con quelle figure e con quelle persone voglio capire bene e quindi serve che dia qualche risposta in più". In merito alla nomina di Orfini a commissario del Pd romano ha aggiunto: "Era inevitabile e non poteva fare altrimenti. Ora Renzi deve seguire bene la vicenda e non farci sopra la riforma elettorale usando strumentalmente, come sta facendo, questo argomento per attaccare le preferenze. Deve capire le ragioni del degrado". Quanto al sindaco Ignazio Marino, Civati ha detto che "non deve dimettersi, vediamo le sue capacità".