TORINO - Il pericolo maggiore per l'Europa è una "deriva populistica". Per questo, "bisogna stare in guardia". Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, parte da qui per il suo intervento al Teatro Regio di Torino al vertice italo-tedesco. Un discorso in cui il Capo dello Stato si è più volte commosso. Ancora: "Bisogna reagire senza indugio a un pericolo di immeschinimento" del clima nei rapporti tra Italia e Germania: perchè, "le difficoltà e i dissensi" esistono, "ma occorre superarli" senza cadere "sul terreno dei luoghi comuni, dei clichè negativi che rimbalziamo da una parte all'altra".
L'euro, una sfida ancora aperta. E il presidente ritorna sulla sua visione europea. Partendo dal patrimonio da conservare e dagli obiettivi comuni da raggiungere. "C'è un impegno condiviso in Europa a sconfiggere la recessione, scongiurare la deflazione, adottare misure idonee a rilanciare la crescita": ma tutto ciò "senza trascurare la prospettiva del riequilibrio e risanamento delle nostre finanze pubbliche, dei nostri bilanci", dice Napolitano. Che aggiunge: "E' paradossale che allo slancio che ci ha permesso di giungere alla moneta unica - cioè al traguardo finora più avanzato del nostro percorso di integrazione - siano seguiti momenti di massima divaricazione nella Ue". Effetti di "una complessiva inadeguatezza a padroneggiare le implicazioni della creazione dell'euro". Per questo ora "bisogna uscire da quei limiti fatali".
La solidarietà come pilastro dell'Ue. E il presidente indica il vero pilastro dell'Unione Europea nella "solidarietà" tra i popoli e le nazioni che la compongono. Perchè solo a partire da questo spirito è possibile affrontare le sfide comui del Vecchio Continente. A partire da quella contro la disoccupazione: "Occorre creare risposte immediate per quella giovanile", afferma Napolitano. Il Capo dello Stato indica anche uno dei mali delle società contemporanee: "La perdita di contatto col nostro passato che si è venuta da anni a verificare è una delle più gravi malattie della nostra epoca, un morbo contagioso per le classi dirigenti come ci hanno dimostrato anni di crisi profonda".
Il rapporto con la Germania. Senza dialogo costante, pieno rispetto reciproco, amicizia e piena collaborazione tra Italia e Germania non c'è Europa". Perchè senza l'elemento fondamentale del dialogo tra Italia e Germania, ha aggiunto il Capo dello Stato, "non può esserci futuro per un'Europa unita nel mondo di oggi e di domani".
L'euro, una sfida ancora aperta. E il presidente ritorna sulla sua visione europea. Partendo dal patrimonio da conservare e dagli obiettivi comuni da raggiungere. "C'è un impegno condiviso in Europa a sconfiggere la recessione, scongiurare la deflazione, adottare misure idonee a rilanciare la crescita": ma tutto ciò "senza trascurare la prospettiva del riequilibrio e risanamento delle nostre finanze pubbliche, dei nostri bilanci", dice Napolitano. Che aggiunge: "E' paradossale che allo slancio che ci ha permesso di giungere alla moneta unica - cioè al traguardo finora più avanzato del nostro percorso di integrazione - siano seguiti momenti di massima divaricazione nella Ue". Effetti di "una complessiva inadeguatezza a padroneggiare le implicazioni della creazione dell'euro". Per questo ora "bisogna uscire da quei limiti fatali".
La solidarietà come pilastro dell'Ue. E il presidente indica il vero pilastro dell'Unione Europea nella "solidarietà" tra i popoli e le nazioni che la compongono. Perchè solo a partire da questo spirito è possibile affrontare le sfide comui del Vecchio Continente. A partire da quella contro la disoccupazione: "Occorre creare risposte immediate per quella giovanile", afferma Napolitano. Il Capo dello Stato indica anche uno dei mali delle società contemporanee: "La perdita di contatto col nostro passato che si è venuta da anni a verificare è una delle più gravi malattie della nostra epoca, un morbo contagioso per le classi dirigenti come ci hanno dimostrato anni di crisi profonda".
Il rapporto con la Germania. Senza dialogo costante, pieno rispetto reciproco, amicizia e piena collaborazione tra Italia e Germania non c'è Europa". Perchè senza l'elemento fondamentale del dialogo tra Italia e Germania, ha aggiunto il Capo dello Stato, "non può esserci futuro per un'Europa unita nel mondo di oggi e di domani".