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Quirinale e riforme, l'ipotesi Prodi irrita Forza Italia. Salvini: "Non esiste". Renzi ai 5 Stelle: "Entrate in partita"

Dal partito di Berlusconi: "Non siamo favorevoli alla candidatura del Professore". E il premier al M5S: "Ci sono sfide importanti da affrontare: abbiamo bisogno di voi"

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ROMA - La versione ufficiale parla di analisi sulle questioni in Libia e Ucraina, del punto sulla situazione internazionali. Ma l'incontro tra Matteo Renzi e Romano Prodi ha un solo effetto sul quadro politico: viene letto solo come un passo essenziale del processo che porterà alla scelta del nuovo presidente della Repubblica. Dell'ennesimo capitolo del "Romanzo Quirinale" parla Maurizio Gasparri di Forza Italia. "Sarei felice di votare Prodi al Quirinale", il commento di Enrico Rossi, governatore della Toscana. Dichiarazioni che segnalano come l'ex presidente del Consiglio dei Ministri sia, a oggi, uno dei volti su cui l'attenzione dei partiti è molto alta. Sullo sfondo, il tema del "metodo": un nome scelto all'interno del Pd da proporre poi alle altre forze politiche. E oggi Renzi ai Cinque Stelle: "Abbiamo davanti tante sfide. E abbiamo bisogno di voi".

Tra Nazareno e Quirinale. L'incontro tuttavia rischia di creare una crepa ulteriore tra i contraenti del Patto del Nazareno. Il perchè è noto: per gran parte del partito di Silvio Berlusconi non vede Romanio Prodi come un candidato in grado di far raggiungere alle forze politiche un grado sufficiente di unità. "Come tutti i nomi di ritorno, ci sarebbe qualche problema a riproporre Prodi, e Forza Italia certamente non è favorevole a questa candidatura. Da parte sua, Renzi fa bene ad incontrare quante più persone possibili, non solo per proporre candidature ma anche per escluderne alcune". Così, a Radio Città Futura, il deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Francesco Paolo Sisto.

Alla ricerca di un metodo. E proprio il "metodo Renzi" è sotto la lente di ingrandimento di analisti ed esponenti dei partiti. Sintentizzando: una rosa di nomi da scegliere all'interno del campo democratico e da proporre poi al resto delle forze politiche. Ed è proprio la natura della proposta a essere importante: perchè il premier prima e il ministro Boschi poi hanno sempre distinto tra successione a Napolitano e Patto del Nazareno. Ovvero: per la scelta dell'inquilino del Colle la strada maestra non passa esclusivamente attraverso un'alleanza con Forza Italia. Visione che sembra confermata anche dall'apertura che Renzi ha fatto nei confronti del M5S sul tema della riforme. "Abbiamo bisogno di voi", dice il premier.

Il niet di Salvini. L'ipotesi di Romano Prodi al Quirinale "è come quella delle Olimpiadi a Roma: un delirio. Assolutamente no". Così Matteo Salvini ha risposto a chi gli chiedeva un commento all'ipotesi che Romano Prodi possa succedere a Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica. Il motivo? "I responsabili di questa situazione in Italia e soprattutto in Europa non possono diventare presidenti della Repubblica. E' assolutamente la condizione che noi poniamo: il nuovo presidente non deve essere stato complice del furto che l'Europa ha fatto ai danni dell'Italia: quindi Prodi, Amato e Padoan sono tutti uguali, per quanto mi riguarda".

   
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