Politica

Bersani: "Al Quirinale una figura che sappia tenere il volante"

L'ex segretario del Pd ospite di Lucia Annunziata a "In mezz'ora" su Rai3. Sulla battaglia per il Colle del 2013: "Il cavallo azzoppato andava eliminato"

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ROMA - Secondo Pier Luigi Bersani, intervistato oggi a In mezz'ora su Rai3 da Lucia Annunziata, per il Quirinale "bisogna trovare una figura di garanzia, che sappia tenere il volante perché siamo ancora nelle curve". Sta forse parlando di "un 'uomo forte' che in qualche modo potrebbe adombrare la figura del premier come 'uomo solo al comando'?", chiede la conduttrice. "Renzi è una persona intelligente e non può non sapere che a guidare un Paese complesso uno solo non ce la fa. Se si comincia ad essere in due forse è meglio...", è la risposta sibillina dell'ex segretario Pd.

"L'avvitamento tra crisi sociale e democratica c'è e il meccanismo democratico non è in grandissima salute. Dobbiamo cercare una figura della massima autorevolezza - ribadisce Bersani- e che oltre a essere per bene deve anche essere una persona autonoma e fedele solo alla Costituzione. Non lavoriamo per soluzioni che abbiamo il carattere della partigianeria e nemmeno per soluzioni stravaganti. Non faccio esempi tipo un narratore, uno scrittore o altro, quella è una responsabilità seria e impegnativa". Ad ogni modo "non è un tratto dirimente o esclusivo, ma non guasterebbe una personalità che conoscesse l'economia. Avremo davanti un paio d'anni ancora complicati".

Possono esserci preclusioni su un nome del Pd? "Assolutamente inaccettabile - risponde Bersani - Credo che non sia immaginabile una figura ostile ai valori della sinistra e del centrosinistra, ma in questo grande ambito non sono accettabili preclusioni di nessun genere. Va bene cattolico, laico, va bene tutto, purchè cui siano caratteristiche per tenere il volante di un Paese che deve essere guidato e rasserenato". L'importante, comunque, è che il Pd "prenda una decisione unitaria", affermazione che Bersani aveva già ribadito qualche giorno fa a margine della presentazione di un libro:
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Ritornando poi con il pensiero al passato, ovvero alla battaglia per il Quirinale nel 2013, l'ex segretario del Pd afferma: "Si disse quella volta che il cavallo azzoppato andava eliminato. E quel cavallo ero io. Meglio essere un cavallo che un asino".

Sulla richiesta di lealtà più volte invocata da Renzi, Bersani chiarisce: "Da parte nostra la lealtà c'è. Siamo al trentesimo voto di fiducia, nessuno si è lamentato. La lealtà c'è e ci vuole. Però che tra quelli che la invocano forse sarebbe simpatico che la lealtà venisse sempre praticata".

A proposito del Patto del Nazareno, afferma: "Sono contro i patti, bisogna discutere ma stringere dei patti non va bene. Temo che il Nazareno passi alla storia per il Patto, pur essendo la sede del Pd. Io sono contro i patti per un motivo molto semplice, penso che ci voglia una sinistra e una destra, che un Paese debba respirare con due polmoni e se si sfrangia la differenza e si crea una  cosa troppo trasversale non è salute. Bisogna parlare, dialogare sui temi istituzionali, ma stringere patti dove chi ha firmato ha l'ultima parola non va bene. Lasciamo che facciamo l'opposizione. E lo dico senza avercela in particolare con Berlusconi".

Per la successione a Napolitano negli ultimi giorni è stato fatto anche il nome di Romano Prodi. Ieri il leader di Sel Nichi Vendola ha proposto al Pd di eleggere l'ex premier alla quarta votazione. Oggi Sandra Zampa, parlamentare dem ed ex portavoce di Prodi, chiarisce: "Non è cambiato niente. Il presidente Prodi non è interessato al ruolo di Capo dello Stato".

Sulla questione Quirinale interviene anche il leghista Roberto Calderoli che risponde così su Sky Tg24 a Maria Latella: "Siamo ampiamente disponibili a discutere, ma cerchiamo di non tirar fuori la solita vecchia scarpa della politica". Qual è l'identikit del prossimo Capo dello Stato, per la Lega? "Penso, ad esempio, a Caprotti di Esselunga, o a Vittorio Feltri - dice il vicepresidente del Senato - Ma una cosa è certa: non possiamo più avere un presidente della sinistra".

In merito alla leadership di Silvio Berlusconi del centrodestra, Calderoli aggiunge: "Nei fatti il leader del centrodestra è Matteo Salvini, sono convinto che se si andrà al voto il confronto sarà tra due che si chiamano Matteo: Salvini e Renzi".

Infine su quanto apparso su Repubblica (la ricostruzione secondo cui Denis Verdini avrebbe ripetuto ai malpancisti di Forza Italia di "rassegnarsi perché questa è l'era di Renzi"), arriva la replica di Renato Brunetta tramite il Mattinale, il foglio dello staff dei deputati azzurri: "Ma lo sa Berlusconi? A nome di tutti quelli che non intendono rassegnarsi, né ora né mai, attendiamo fiduciosi smentita".
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