Politica

Napolitano saluta le forze armate: "Scarsa volontà India sui marò è insopportabile"

Il presidente in collegamento con i militari nel mondo. Promuove le operazioni sui migranti: "Mare nostrum ha salvato vite". E si commuove parlando con Cristoforetti: "Lei è Samantha per tutti gli italiani". Parole di conforto a Salvatore Girone, a Delhi: "Gli italiani vi sono vicini e io personalmente sono molto colpito dalla vostra serenità"

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ROMA - Marò, mare nostrum, ma anche Samantha Cristoforetti e le missioni in Somalia e Afghanistan. Tutto questo è stato al centro dei saluti annuali del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con le forze armate italiane impegnate nelle missioni internazionali, collegate con il Colle in videoconferenza. Saluti toccanti, in alcune parti, con la consapevolezza sarebbero stati gli ultimi ufficiali, viste le imminenti dimissioni: "Nessuna struttura dello Stato ha saputo modernizzarsi e trasformarsi come le forze armate. Questa è l'ultima occasione che ho di dirlo", ha detto il presidente con voce commossa.
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Sui marò. "E' sempre difficile comunicare con l'India" e invece "dovremmo cercare di risolvere questo problema annoso che si trascina in modo insopportabile" ha cominciato così i suoi auguri Napolitano. Rivolgendo il pensiero a Salvatore Girone, anche lui in videoconferenza dall'India. "Un anno fa il nuovo ambasciatore indiano mi disse che avreste avuto un 'fast and fair trail', un processo rapido e corretto - ha ricordato il presidente - purtroppo quella è rimasta una frase e abbiamo avuto prove molto negative", compresa una "scarsa volontà politica di dare una soluzione equa a questo problema". Gli italiani, ha detto ancora, "vi sono vicini" e "io personalmente sono molto colpito dalla serenità mostrata da lei e dalle vostre famiglie. Domani mattina sarò a colloquio con il presidente del Consiglio e mi dirà anche gli ultimi passi intrapresi con le autorità indiane". Da Delhi Girone ha risposto: "Ringrazio il presidente, sono ancora fiducioso nelle nostre istituzioni nonostante tutto quello che è accaduto negli ultimi tre anni".

Mare nostrum. "Il vostro è un contributo straordinario da iscrivere nella storia delle nostre Forze Armate e della Nazione. L'impressionante numero di vite umane salvate è un titolo d'onore per la Marina e un grande merito per l'Italia. Ci auguriamo che, dopo l'incomprensione da parte dell'Ue del nostro impegno, si sia arrivati ad un accordo che bisogna rendere efficiente come è stato Mare Nostrum. Avete diritto alla riconoscenza da parte di tutti". Così il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel corso dello scambio di auguri con la missione italiana di sorveglianza nello Stretto di Sicilia.
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La commozione per Samantha. "Non la chiamerò capitano Cristoforetti, perché ormai lei è Samantha per tutti gli italiani", ha detto Napolitano commuovendosi e salutando l'astronauta a bordo della stazione spaziale internazionale. "In Italia ancora non si comprendono in tutto il loro valore la ricerca scientifica e tecnologica. Questa missione sarà un incentivo per capire quanto sia importante".

Somalia e Afghanistan.  "Il nostro impegno in Somalia è antico. Non c'è nulla di più difficile che sollevare dal rischio della disgregazione e dell'anarchia uno Stato fallito come la Somalia", ha continuato Napolitano: "Il vostro aiuto per ristabilire ordine e diritto è necessario e indispensabile, tenendo alta la guardia anche se i rischi sembrano attenuati", ha aggiunto il capo dello Stato. Poi l'Afghanistan: "In merito all'impegno delle nostre truppe in Afghanistan abbiamo fatto la nostra parte. E' stata una partita molto lunga per tutti quanti, non è stato facile, ma il popolo afgano saprà riconoscere quanto è stato fatto per la rinascita del loro Paese" ha continuato, "siamo in Afghanistan perché non vogliamo scappare dal mondo, ma quando si vedono posizioni politiche che suggeriscono 'stiamocene a casa', è una posizione puerilmente miope ma facilmente sfruttabile dal punto di vista demagogico. Noi siamo in questo mondo dove si trasmettono sfide e minacce, da cui non si può evadere e in cui dobbiamo fare nostra parte".

Carceri. Napolitano oggi ha anche risposto a una missiva ricevuta da Luigi Manconi, presidente della commissione per la tutela dei diritti umani del Senato nella quale esprime il suo rammarico per l'impossibilità di svolgere nel carcere di Rebibbia un convegno sul tema della "detenzione" dei bambini nelle carceri italiane. Mediamente tra i 45 e i 60 bambini tra 0 e 3 anni e talvolta oltre si trovano a vivere in una cella per l'impossibilità delle loro madri di ottenere gli arresti o la detenzione domiciliare.

"E' mancato, come purtroppo spesso accade - risponde il capo dello Stato -, un lungimirante impegno di tutte le istituzioni per dare all'innovazione legislativa le caratteristiche concrete che l'avevano motivata. Le strutture destinate ad accogliere i bambini per non allontanarli dalle mamme detenute sono poche e mal attrezzate e non consentono sempre di raggiungere lo scopo di garantire una continuità del legame familiare offrendo, nel contempo, la possibilità  di recuperare la dignità del detenuto anche attraverso il rapporto affettivo. Eppure, anche salvaguardando la continuità del rapporto familiare si favorisce il riequilibrio dell'individuo durante la detenzione. E' un obiettivo che, se ben attuato, consentirebbe di aumentare le opportunità di recupero, sia per la crescita equilibrata dei bambini che per il reinserimento sociale della persona adulta ristretta in carcere". Il presidente ha ricordato quindi il suo messaggio inviato alle camere l'8 ottobre 2013 in seguito al quale "sono stati adottati provvedimenti che hanno contribuito a far diminuire sensibilmente il numero dei detenuti. Molto rimane da fare, ma si è comunque avuto il segno di una maggiore attenzione verso il problema della condizione carceraria che deve convincere a perseverare ed a migliorare affinando gli obiettivi".
(Rai/ dire)
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