Politica

Mose,  giunta Senato: "Ok autorizzazione contro Matteoli"

Via libera nei confronti del'ex ministro e senatore di Forza Italia

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ROMA - La giunta per le immunità del Senato ha dato il via libera all'autorizzazione a procedere contro il senatore di Fi e ex ministro dell'Ambiente e dei Trasporti, Altero Matteoli, coinvolto nell'inchiesta sul Mose di Venezia. Hanno detto 'No' all'autorizzazione solo Enrico Buemi (Psi), Fi e Ncd, che però ha detto 'Sì' all'autorizzazione a procedere per tutti gli altri coimputati.

ARCHIVIO L'inchiesta Mose

La Giunta è stata chiamata ad esprimersi per stabilire se il reato contestato a Matteoli, all'epoca ministro per le infrastrutture e per l'Ambiente, rientrasse o meno tra i reati ministeriali, cosa che avrebbe chiamato in causa il Tribunale per i ministri e ha deliberato che possa procedere il Tribunale ordinario. In caso contrario sarebbe stato bloccato non solo il procedimento contro Matteoli, ma anche contro altri 5 coimputati (Piergiorgio Baita, Nicolò Buson, Erasmo Cinque, William Ambrogio Colombelli e Giovanni Mazzacurati).

Sono state quindi effettuate due votazioni, una sull'ex ministro ed uno sui coimputati. Alla prima hanno votato a favore dell'autorizzazione a procedere Pd, Sel, M5s, Lega e contro Fi, Gal Ncd e il socialista Enrico Buemi. Alla seconda hanno votato tutti per l'autorizzazione a procedere contro i coimputati. Su tutto dovrà ora pronunciarsi l'Aula.

L'ex ministro è coinvolto nell'inchiesta sulla grande opera a difesa di Venezia da alte maree e allagamenti. Matteoli  sarebbe entrato nel gioco di un giro di mazzette, in cambio di favori, costruito da Giovanni Mazzacurati, ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, concessionario del ministero delle Infrastrutture per la realizzazione dell'opera, accusato di aver condizionato l'assegnazione dei lavori con la creazione di fondi neri da destinare al finanziamento illecito. Il coinvolgimento di Matteoli non riguarda però le opere del Mose, ma altri interventi di carattere ambientale eseguiti sempre dal Consorzio. Matteoli ha sempre smentito un suo coinvolgimento nella vicenda.

 
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