ROMA - Il suo consenso è trasversale e forse il 'Partito di Napolitano' è quello più numeroso in parlamento. Ma, tecnicamente, gli uomini (e le donne) del presidente sono quindici.
Quindici volte, infatti, Giorgio Napolitano ha esercitato i poteri di nomina che la Costituzione repubblicana gli concede in quanto capo di Stato.
Dal 2006 alla decisione di interrompere il suo secondo mandato, il presidente ha nominato cinque primi ministri, cinque giudici della Corte Costituzionale e cinque senatori a vita.
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Presidenti del Consiglio dei ministri
Romano Prodi. Dopo la vittoria alle elezioni politiche del 2006, il professore di Bologna riceve da Napolitano l'incarico di formare il governo. E il clima non è dei migliori: la colazione di centrosinistra ha vinto per soli 24mila voti di scarto alla Camera e lo stesso Napolitano - in carica da pochi giorni - è ancora percepito dal centrodestra come un presidente di parte. Il Prodi Bis dura in carica fino all'otto maggio del 2008.
Silvio Berlusconi. Dopo la vittoria alle politiche del 2008, l'incarico all'ex Cavaliere è conferito senza riserva, è solo una formalità: la vittoria del centrodestra è infatti stata netta. Sono gli anni degli scandali che coinvolgono Berlusconi, gli anni della crisi economica, del progressivo deterioramento della coalizione che alle elezioni era stretta intorno al leader dell'allora Pdl. Finisce tutto il 12 novembre del 2011. Non c'è più maggioranza, Berlusconi si dimette.
Mario Monti. Quattro giorni dopo, Napolitano incarica Mario Monti - da una settimana nominato senatore a vita - di verificare le possibilità per un nuovo governo. Le elezioni anticipate sono scongiurate. Quello di Monti, un governo tecnico e di larghe intese, sarà considerato da molti osservatori come l'esecutivo del presidente. Le sfide sono tante, soprattutto sul terreno dell'economia e delle riforme. Monti resta in carica fino al 28 aprile 2013.
Enrico Letta. Il cataclisma delle elezioni politiche del 2013 sembra incrinare la capacità delle istituzioni italiane di riprendere il cammino. Un vicolo cieco: l'emersione del MoVimento Cinque Stelle e l'impossibilità per Pierluigi Bersani di trovare la strada per formare un suo governo, sembrano provocare uno stallo difficilmente superabile. La rielezione di Napolitano al Quirinale sblocca la situazione. E il presidente affida l'incarico di formare il governo a Enrico Letta, vicesegretario del Pd. E' il 28 aprile del 2013.
Matteo Renzi. Otto dicembre 2013, la vittoria alle primarie dell'allora sindaco di Firenze imprime un'accelerazione al quadro politico che Enrico Letta non riuscirà a gestire. Settimana dopo settimana, la crisi di governo si avvicina sempre più. Le dimissioni di Letta sanciscono una situazione di fatto. Napolitano incarica il neo-segretario del Pd di formare un nuovo governo. Entrerà in carica il 22 febbraio del 2014.
Senatori a vita
Mario Monti. Il tempismo di Napolitano è da manuale. Novembre 2011, il Berlusconi IV è oramai un governo fermo e la staticità si trasferisce al Paese e alle istituzioni. La maggioranza di centrodestra non c'è più. Proprio in quei giorni l'ex commissario europeo e rettore della Bocconi viene nominato senatore a vita. Di lì a poco sarà incaricato di formare il governo
Elena Cattaneo. Gli altri quattro senatori a vita vengono nominati da Napolitano il 30 agosto del 2013. La Cattaneo è una delle ricercatrici più importanti della comunità scientifica italiana. E a 51 anni è la più giovane senatrice a vita mai nominata. Dopo Camilla Ravera e Rita Levi Montalcini, è la terza donna a essere nominata alla carica.
Claudio Abbado. Il volto della musica italiana nel mondo, direttore delle principali orchestre del pianeta, una vita in cui non è mai mancato l'impegno verso i più deboli. Il 30 agosto del 2013 è unanime il consenso per la scelta di Napolitano. Abbado morirà pochi mesi dopo, il 20 gennaio del 2014 a Bologna.
Renzo Piano. L'archistar italiana più richiesta all'estero entra al Senato della Repubblica con la sua proposta di "rammendare le periferie" spronando i partiti e le istituzioni a prendere sul serio "l'urbanistica sociale". Mette a disposizione il suo studio e il suo stipendio, più un giovane team di architetti che si stanno occupando proprio di "rammendare le periferie".
Carlo Rubbia. Premio Nobel per la fisica nel 1984, ventotto lauree honoris causa, componente delle Accademie di mezzo mondo. Poi gli incarichi "politici" come consigliere per l'energia alla Commissione Europea. Quella di Rubbia, il 30 agosto del 2013, è quasi una scelta obbligata per Napolitano.
Giudici della Corte Costituzionale
Paolo Grossi. Viene nominato il 17 febbraio 2009. Fiorentino, giurista e storico del Diritto, sostituisce alla Corte Giovanni Maria Flick.
Marta Cartabia. Entra alla Consulta il 12 settembre del 2011. Milanese, studiosa di Diritto Costituzionale. Dal novembre del 2014 è vicepresidente della Corte.
Giuliano Amato. L'ex primo ministro, ordinario di Diritto Costituzionale, fa il suo ingresso alla Corte il 12 settembre 2013.
Daria de Pretis. Il 18 ottobre ottobre 2014, mentre il parlamento è bloccato per scegliere i "propri" rappresentanti alla Corte, Napolitano nomina la professoressa trentina, una delle massime esperte di diritto amministrativo.
Nicolò Zanon. Ancora il 18 ottobre 2014. Costituzionalista, ordinario in numerosi atenei lombardi. Già membro laico del Consiglio superiore della magistratura.
Quindici volte, infatti, Giorgio Napolitano ha esercitato i poteri di nomina che la Costituzione repubblicana gli concede in quanto capo di Stato.
Dal 2006 alla decisione di interrompere il suo secondo mandato, il presidente ha nominato cinque primi ministri, cinque giudici della Corte Costituzionale e cinque senatori a vita.
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Presidenti del Consiglio dei ministri
Romano Prodi. Dopo la vittoria alle elezioni politiche del 2006, il professore di Bologna riceve da Napolitano l'incarico di formare il governo. E il clima non è dei migliori: la colazione di centrosinistra ha vinto per soli 24mila voti di scarto alla Camera e lo stesso Napolitano - in carica da pochi giorni - è ancora percepito dal centrodestra come un presidente di parte. Il Prodi Bis dura in carica fino all'otto maggio del 2008.
Silvio Berlusconi. Dopo la vittoria alle politiche del 2008, l'incarico all'ex Cavaliere è conferito senza riserva, è solo una formalità: la vittoria del centrodestra è infatti stata netta. Sono gli anni degli scandali che coinvolgono Berlusconi, gli anni della crisi economica, del progressivo deterioramento della coalizione che alle elezioni era stretta intorno al leader dell'allora Pdl. Finisce tutto il 12 novembre del 2011. Non c'è più maggioranza, Berlusconi si dimette.
Mario Monti. Quattro giorni dopo, Napolitano incarica Mario Monti - da una settimana nominato senatore a vita - di verificare le possibilità per un nuovo governo. Le elezioni anticipate sono scongiurate. Quello di Monti, un governo tecnico e di larghe intese, sarà considerato da molti osservatori come l'esecutivo del presidente. Le sfide sono tante, soprattutto sul terreno dell'economia e delle riforme. Monti resta in carica fino al 28 aprile 2013.
Enrico Letta. Il cataclisma delle elezioni politiche del 2013 sembra incrinare la capacità delle istituzioni italiane di riprendere il cammino. Un vicolo cieco: l'emersione del MoVimento Cinque Stelle e l'impossibilità per Pierluigi Bersani di trovare la strada per formare un suo governo, sembrano provocare uno stallo difficilmente superabile. La rielezione di Napolitano al Quirinale sblocca la situazione. E il presidente affida l'incarico di formare il governo a Enrico Letta, vicesegretario del Pd. E' il 28 aprile del 2013.
Matteo Renzi. Otto dicembre 2013, la vittoria alle primarie dell'allora sindaco di Firenze imprime un'accelerazione al quadro politico che Enrico Letta non riuscirà a gestire. Settimana dopo settimana, la crisi di governo si avvicina sempre più. Le dimissioni di Letta sanciscono una situazione di fatto. Napolitano incarica il neo-segretario del Pd di formare un nuovo governo. Entrerà in carica il 22 febbraio del 2014.
Senatori a vita
Mario Monti. Il tempismo di Napolitano è da manuale. Novembre 2011, il Berlusconi IV è oramai un governo fermo e la staticità si trasferisce al Paese e alle istituzioni. La maggioranza di centrodestra non c'è più. Proprio in quei giorni l'ex commissario europeo e rettore della Bocconi viene nominato senatore a vita. Di lì a poco sarà incaricato di formare il governo
Elena Cattaneo. Gli altri quattro senatori a vita vengono nominati da Napolitano il 30 agosto del 2013. La Cattaneo è una delle ricercatrici più importanti della comunità scientifica italiana. E a 51 anni è la più giovane senatrice a vita mai nominata. Dopo Camilla Ravera e Rita Levi Montalcini, è la terza donna a essere nominata alla carica.
Claudio Abbado. Il volto della musica italiana nel mondo, direttore delle principali orchestre del pianeta, una vita in cui non è mai mancato l'impegno verso i più deboli. Il 30 agosto del 2013 è unanime il consenso per la scelta di Napolitano. Abbado morirà pochi mesi dopo, il 20 gennaio del 2014 a Bologna.
Renzo Piano. L'archistar italiana più richiesta all'estero entra al Senato della Repubblica con la sua proposta di "rammendare le periferie" spronando i partiti e le istituzioni a prendere sul serio "l'urbanistica sociale". Mette a disposizione il suo studio e il suo stipendio, più un giovane team di architetti che si stanno occupando proprio di "rammendare le periferie".
Carlo Rubbia. Premio Nobel per la fisica nel 1984, ventotto lauree honoris causa, componente delle Accademie di mezzo mondo. Poi gli incarichi "politici" come consigliere per l'energia alla Commissione Europea. Quella di Rubbia, il 30 agosto del 2013, è quasi una scelta obbligata per Napolitano.
Giudici della Corte Costituzionale
Paolo Grossi. Viene nominato il 17 febbraio 2009. Fiorentino, giurista e storico del Diritto, sostituisce alla Corte Giovanni Maria Flick.
Marta Cartabia. Entra alla Consulta il 12 settembre del 2011. Milanese, studiosa di Diritto Costituzionale. Dal novembre del 2014 è vicepresidente della Corte.
Giuliano Amato. L'ex primo ministro, ordinario di Diritto Costituzionale, fa il suo ingresso alla Corte il 12 settembre 2013.
Daria de Pretis. Il 18 ottobre ottobre 2014, mentre il parlamento è bloccato per scegliere i "propri" rappresentanti alla Corte, Napolitano nomina la professoressa trentina, una delle massime esperte di diritto amministrativo.
Nicolò Zanon. Ancora il 18 ottobre 2014. Costituzionalista, ordinario in numerosi atenei lombardi. Già membro laico del Consiglio superiore della magistratura.