Politica

Fico: "Renzi ci dia nomi per il Colle. Pronti ad aprire il voto sul blog. Ma no ad Amato"

Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai - esponente del direttorio Cinque Stelle - parla della corsa per il Quirinale nel videoforum di Repubblica tv. "Al premier chiediamo trasparenza, ma sappiamo che è un baro. Alla fine il successore di Napolitano sarà frutto del patto con Berlusconi". Sul premio di lista nell'Italicum non chiude: "Valuteremo". Ma torna a insistere sulle preferenze. Quanto all'Europa, apre a un dialogo con Syriza

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"Renzi ci dica i nomi. Fuori i nomi per il Quirinale". Roberto Fico - ospite a Repubblica Tv - spiega che l'appello lanciato oggi da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sul blog è una richiesta vera: "Non ci sono problemi di tempi, possiamo aprire la votazione anche all'ultimo momento", dice l'esponente del direttorio M5S. Davanti all'elenco delle persone di cui si parla nelle ultime ore, però, Fico mostra più di una reticenza: "Mattarella? Finocchiaro? Amato? Io avrei paura a mettere sul blog in votazione Amato. Ma se Renzi lo fa, gli direi: "stai scherzando e non sei serio"". Quanto alle prerogative: "È chiaro che vogliamo un presidente coraggioso e non schiacciato sul governo e che metta come primo punto l'anticorruzione e come secondo punto l'evasione fiscale". Ma secondo il presidente della Commissione di Vigilanza Rai il capo dello Stato verrà scelto "per un patto tra Berlusconi e Renzi: tu mi dai il voto per il presidente della Repubblica ed io ti do la delega fiscale. L'esempio è quello del Salva-Berlusconi nella delega fiscale, che sarà rimessa probabilmente il 20 febbraio". Secondo Fico "sta rinascendo la Democrazia Cristiana, quella 2.0". Renzi ha detto di voler incontrare tutte le forze politiche, la prossima settimana, per cercare la massima condivisione per il Quirinale, ma "sappiamo che è un baro. Gli abbiamo chiesto di conoscere i nomi per poter valutare e scegliere. Questo è il nostro tavolo: è una soluzione trasparente".
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Rivendica il voto del Senato sulle preferenze in appoggio all'emendamento Gotor sull'Italicum, Fico, ma non pensa a un asse con la minoranza pd sul Quirinale. L'idea di fare il nome di Prodi per attirare molti voti nel Pd e mettere in difficoltà il premier sembra essere definitivamente scartata. Il Movimento 5 stelle potrebbe addirittura appoggiare l'emendamento governativo sul premio di maggioranza alla lista. "Poi vedremo", svicola il deputato. Tornando a insistere sulle preferenze: "Lo avevamo chiesto a Renzi, ma loro si sono svincolati perché hanno l'accordo con Berlusconi. Qui tutto si poggia su un ricatto perenne. È un "do ut des" tra Renzi e Berlusconi".

L'esponente del direttorio nega che nei gruppi parlamentari ci siano stati problemi per la richiesta a Renzi arrivata via blog, senza che loro ne sapessero niente e senza che su questo si sia mai fatta un'assemblea (ad alcuni era stato comunicato per messaggio nella notte). "L'agenzia Adnkronos che ne parla riporta una chat della mattina, io ho incontrato i miei colleghi alla Camera subito dopo e posso dire che hanno capito e condiviso questa scelta". Una spettatrice gli chiede del ritorno dei 5 stelle in tv, lui conferma che hanno deciso di andarci "su temi precisi, ed evitando quelli che io chiamo pollai". Va chi ha il permesso? "No, ma è giusto che chi vada lo faccia in modo coordinato con gli altri. Non decide la comunicazione, decidiamo insieme".

Sulla Rai, rivendica di non aver mai alzato il telefono - da presidente della Commissione - per chiamare un direttore di Rete. E di aver reso il più possibile trasparente il lavoro della Vigilanza, riuscendo a ottenere informazioni su cose - come appalti e stipendi - che finora la dirigenza aveva voluto tacere. Quanto alla posizione presa in Europa, che nonostante il gruppo composto insieme al populista di destra britannico Nigel Farage sembra ora spostarsi a sinistra, con Syriza e Podemos, spiega: "Stiamo analizzando le forze politiche che ci sono in Europa perché se non facciamo un'alleanza con forze politiche che la pensano come noi sulla moneta unica e sull'economia del Mediterraneo non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo ragionare con le forze che si muovono con un certo atteggiamento. In Grecia Syriza - che pure ha posizioni meno nette di noi sull'euro - è l'unica forza che porta avanti temi di democrazia e welfare sociale". Infine, lancia la notte dell'onestà, la manifestazione si sabato prossimo a piazza del Popolo a Roma, con Dario Fo, Sabina Guzzanti, gli attori di Romanzo Criminale, il rappre Fedez, la prima organizzata senza il richiamo forte di Beppe Grillo. "L'hanno voluto i ragazzi di Roma, l'abbiamo organizzata pensando allo scandalo di Roma Capitale, si sono sentiti feriti". Il fondatore però potrebbe fare un salto. "Oggi è a Roma a parlare con Don Ciotti, di Libera, per lanciare e far comprendere a tutte le forze politiche l'importanza di una nostra proposta che si chiama reddito di cittadinanza".
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