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Giovanni Toti: "Ma noi restiamo all'opposizione"

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ROMA - Dopo l'Italicum la maggioranza è cambiata? "FI è e resta all'opposizione - dice Giovanni Toti, braccio destro di Berlusconi - Non condividiamo la politica economica del governo ".

Esclude dunque rimpasti dopo il voto sul Colle?
"Sì. Ma FI è indispensabile nel percorso delle riforme. Quanto agli altri provvedimenti, da opposizione responsabile valuteremo come sempre nel merito".

Quindi se la sinistra Pd strappa, preferite il voto?
"Le fibrillazioni interne al Pd le guardo con rispetto, ma sono problemi in casa d'altri. Il resto delle valutazioni spettano a Renzi, non certo a un partito d'opposizione".

È davvero possibile eleggere un Capo dello Stato dell'area moderata?
"Le ultime tre volte è spettato a personalità di sinistra. Stavolta è giusto riequilibrare".

Facciamo i nomi.
"Abbiamo scelto un metodo: nelle prossime ore valuteremo con gli amici di Area popolare
e con il resto del centrodestra quali candidature avanzare. E valuteremo quelle degli altri".

Berlusconi ha già lanciato Martino.
"Se ci infiliamo nel totonomi, facciamo danno a tutte le personalità che possono aspirare al Colle. Martino è una bandiera liberale, quando Berlusconi ha fatto il suo nome è scattato un grande applauso. Ma non significa averlo proposto, perché il nome sarà condiviso con gli alleati ".

Amato vi piace? Berlusconi lo sostenne, in passato.
"Al momento avanziamo solo identikit: deve essere autorevole, indipendente e arbitro imparziale. Chi si riconosce in questo identikit, può legittimamente aspirare".

La Lega però sembra smarcarsi.
"Legittimo. Non credo però che la Lega voglia assumersi la responsabilità di interrompere il cammino di unificazione del centrodestra. Sceglie veti autolesionistici e indisponibilità al dialogo? Allora ricordo a Salvini che in Lombardia governa con i voti determinanti di FI. Lo stesso avviene in Veneto, dove tra pochi mesi Zaia cercherà la riconferma. Se la Lega sceglie la politica dei due forni, rischia di scottarsi".

Fitto sembra pronto allo strappo. O lo cacciate voi?
"Non credo che debba uscire dal partito. La minoranza può manifestare il dissenso, ma poi deve convergere sulle posizioni della maggioranza. Si chiama democrazia. Spero che nei prossimi giorni questi comportamenti autolesionistici possano cessare".

Sanzionerete eventuali dissidenti?
"Non riterrei opportune sanzioni. Ma certo i voti sull'Italicum e sul Quirinale sono decisivi. Spero prevalga la responsabilità. È un dovere non danneggiare FI".
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