Politica

Molinari: "Ci hanno tolto pure le quirinarie"

Il senatore non ha mai nascosto di essere a disagio. Non ha condiviso molte delle ultime scelte di Grillo e Casaleggio

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ROMA. Il senatore Francesco Molinari non ha mai nascosto di essere a disagio. Non ha condiviso molte delle ultime scelte di Grillo e Casaleggio. È stato protagonista - in Calabria - di una battaglia tra meet up che lo vede contrapposto all'ex capogruppo, e superortodosso, Nicola Morra. Risponde al telefono di malavoglia, mentre sta per entrare in aula. Ma non bluffa come i suoi colleghi a Montecitorio. Chi ha fatto la "soffiata" su di lui dice che è già uscito da tutte le chat interne su WhatsApp: ormai - dopo il caso di Tommaso Currò - un segnale inequivocabile di fuga dai 5 stelle.

Dicono che sia stanco, che ha deciso di mollare. È così?
"Sono stanco sicuramente della situazione, piano piano stiamo mandando a quel paese le poche cose che davamo per certe: per ultimo le quirinarie, la possibilità per i nostri attivisti di dire chi vogliono avere come presidente della Repubblica".

Non c'è stata neanche un'assemblea congiunta. È questo il motivo?
"Ormai è un continuo smentire l'orizzontalità e la democrazia diretta che avevamo scelto come pietre fondanti del nostro Movimento, un continuo sconfessare quello che siamo".

Ha posto la questione ufficialmente?
"E a chi la pongo la questione? All'assemblea dei senatori che non conta niente e viene di continuo sconfessata? Alla congiunta che non convocano più? Il punto è proprio questo: non saprei neanche più a chi porre la questione".

Usciranno anche altri?
"È una riflessione che stiamo facendo in tanti. Aspetti domani (oggi, ndr) e vediamo cosa succede. Penso che alla Camera ci sarà una conferenza stampa, so che si stanno organizzando".
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