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Forza Italia, scontro Berlusconi-Fitto. L'ex Cav:"Decida se stare dentro o fuori". Lui: "Ci cacci?"

L'ex Cav, nella riunione dei gruppi parlamentari, attacca il Pd: "Fine patto del Nazareno è colpa dei dem". E ricorda che dal 9 marzo sarà di nuovo pienamente in campo. Poi chiarisce il rapporto con Salvini: "Non gli consegneremo le chiavi del centrodestra"

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ROMA - "La linea politica seguita fin qui era la mia linea politica. Se c'è una responsabilità è mia perché io ci avevo creduto e sperato fino in fondo". Si assume tutta la responsabilità del fallimento del patto del Nazareno Silvio Berlusconi nella riunione dei gruppi parlamentari convocata mercoledì scorso e poi rinviata ad oggi. Riunione nel quale l'ex Cav lancia un durissimo attacco a Raffaele Fitto, il leader dei frondisti al quale ha posto un ultimatum.

Il leader parla mentre alla Camera prosegue l'esame della riforma della Costituzione che ha visto il cambio di linea di Forza Italia dopo la svolta avvenuta nell'ufficio di presidenza della settimana scorsa. Una linea, però, ancora non chiara alla luce di quanto accaduto ieri in aula con i deputati forzisti che hanno votato a volte con la maggioranza e a volte contro il ddl Boschi che cambia la seconda parte della Carta.

Lo stesso Berlusconi non ha scelto le riserve sul voto finale dei forzisti sulla riforma: "Continueremo ad appoggiare ciò che delle riforme riteniamo utile per il Paese e alla fine del percorso, valutato come il nostro contributo sarà stato recepito dalla maggioranza, decideremo come comportarci al voto finale. E così faremo anche sulla legge elettorale".

"Oggi si apre una nuova fase politica a cui tutti devono partecipare" ha aggiunto poi Berlusconi durante la riunione, annunciando che dal 9 marzo, giorno della fine dell'affidamento ai servizi sociali, sarà di nuovo pienamente in campo. "Sono sicuro che sarete con me", ha affermato rivolto a deputati e senatori azzurri. Poi l'ex Cav è tornato ad attaccare il Pd "responsabile della rottura del patto del Nazareno" e ha annunciato, come già aveva fatto nei giorni scorsi "un'opposizione a 360 gradi" verso il governo. Ai parlamentari è stato consegnato un documento scritto (approvato all'unanimità) in cui vengono spiegati i motivi della rottura con i dem all'indomani dell'elezione del presidente della Repubblica. Mattarella viene definito "degno" da Berlusconi, che ha ritenuto inaccettabile il fatto che il Pd si sia rimangiato la parola. "Continuare sulla stessa strada - ha detto l'ex Cav - sarebbe ottuso e politicamente nefasto, non per noi, ma per gli elettori moderati che rappresentiamo e per il Paese tutto".

Lo scontro con Fitto. L'assemblea vede ancora una volta l'assenza dei parlamentari fittiani, scontata dopo la decisione dell'ex governatore pugliese della settimana scorsa di non partecipare più ai vertici di partito. Dei cosiddetti 'frondisti' al momento è presente solo il senatore Augusto Minzolini. Secondo alcune fonti sarebbero assenti anche deputati e senatori vicini alle posizioni di Denis Verdini, uno dei principali fautori del patto sulle riforme con Matteo Renzi, presente invece all'assemblea. Proprio a Raffaele Fitto il leader di Forza Italia ha rivolto un ultimatum: "Deve decidere entro 15 giorni se rimanere in Forza Italia e lavorare per il partito o se andarsene via" tuona lex Cav che aggiunge: "Se se ne va e fa un suo partito è all'1,3% mentre Ncd è all'1,6%". Berlusconi avrebbe anche preso in considerazione l'ipotesi di sospendere l'eurodeputato dal partito per tre mesi, ipotesi che, statuto alla mano, sembra difficilmente percorribile. Ma ormai tra i due è scontro aperto.

A stretto giro è arrivata la replica dell'ex governatore pugliese, molto duro con il leader azzurro: "Te lo dico con amarezza, stai ancora una volta sbagliando tutto", afferma Fitto che aggiunge: "Vuoi cacciarci perché facciamo opposizione? Perché abbiamo avuto ragione sulle riforme, e, purtroppo, su tutto il resto? Perché troviamo surreale il passaggio in due giorni da 'forza Renzi' a 'forza Salvini'?". Poi attacca su tutta la linea: "Tutti gli organi del partito sono oggi privi di legittimazione e si trovano in una condizione extrastatutaria" e annuncia che andrà avanti con l'iniziativa dei "Ricostruttori", a partire dalla manifestazione nazionale del 21 febbraio. Infine replica ai sondaggi diffusi da Berlusconi su di lui: "Anzichè giocare con pseudosondaggi su di me, occupiamoci piuttosto dei risultati elettorali di FI, prima che sia troppo tardi".

L'avvertimento a Salvini: "Niente diktat". L'ex Cav chiarisce anche il rapporto con la Lega di Matteo Salvini: l'accordo di domenica sera e l'annuncio di un patto di azione con il Carroccio aveva allarmato più di un big forzista. "Non consegneremo le chiavi del centrodestra a Salvini, anche se la Lega è un importante alleato e spero possa esserlo anche per il futuro" ha detto l'ex premier che ha chiarito: "Siamo amici di Salvini ma nessuno può lanciare diktat sui nomi dei candidati e sui nostri alleati". Il riferimento è alle prossime elezioni regionali e all'aut aut del leader leghista che non intende allearsi in nessuna regione con l'Ncd di Angelino Alfano.
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