ROMA. "Il sindaco Marino ha il merito di avere sollevato un'altra volta il problema della prostituzione. Ciclicamente ricompare al centro del dibattito politico, ma non è mai affrontato perché è un tema scomodo". Stefania Prestigiacomo, liberal di Forza Italia, quand'era ministro delle Pari opportunità del governo Berlusconi fece una proposta che suscitò scandalo e finì nel nulla.
Lei è d'accordo sui quartieri a luci rosse?
"Non la penso come Marino. Un quartiere a luci rosse non mi piacerebbe averlo sotto casa, né credo che qualcuno lo voglia. Né mi parrebbe accettabile pensare a parchi in periferia. La legge Merlin ha abolito le case chiuse, ma non ha vietato la prostituzione. La mia proposta da ministro mirava a vietare la prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico".
Come?
"Si trattava di ritoccare il reato di favoreggiamento per consentire a un piccolo numero di donne di autogestire l'attività. Allo stesso tempo, si puntava a intensificare il contrasto alla tratta. Ricordo l'articolo 18 della legge sull'immigrazione in cui aiutano le donne che denunciano gli sfruttatori e le si dà per questo il permesso di soggiorno".
Le piovvero addosso molte accuse?
"Ci furono critiche e contestazioni di tutti i generi. Oggi sta accadendo di tutto e di più e nel silenzio generale. Ma da un lato c'è la libera scelta di alcune donne, dall'altro c'è la tratta".
La legge Merlin va rivista?
"Sì. Sono per introdurre il divieto di prostituzione nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, per rispetto del decoro. E ci vuole più attività investigativa contro lo sfruttamento".
Lei è d'accordo sui quartieri a luci rosse?
"Non la penso come Marino. Un quartiere a luci rosse non mi piacerebbe averlo sotto casa, né credo che qualcuno lo voglia. Né mi parrebbe accettabile pensare a parchi in periferia. La legge Merlin ha abolito le case chiuse, ma non ha vietato la prostituzione. La mia proposta da ministro mirava a vietare la prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico".
Come?
"Si trattava di ritoccare il reato di favoreggiamento per consentire a un piccolo numero di donne di autogestire l'attività. Allo stesso tempo, si puntava a intensificare il contrasto alla tratta. Ricordo l'articolo 18 della legge sull'immigrazione in cui aiutano le donne che denunciano gli sfruttatori e le si dà per questo il permesso di soggiorno".
Le piovvero addosso molte accuse?
"Ci furono critiche e contestazioni di tutti i generi. Oggi sta accadendo di tutto e di più e nel silenzio generale. Ma da un lato c'è la libera scelta di alcune donne, dall'altro c'è la tratta".
La legge Merlin va rivista?
"Sì. Sono per introdurre il divieto di prostituzione nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, per rispetto del decoro. E ci vuole più attività investigativa contro lo sfruttamento".