ROMA - "Renzi si tiene aperte tutte le strade, ma noi non abbiamo paura di nulla, tantomeno delle rodomontate di questo bullo di periferia". Lo dice, riferendosi all'ipotesi di elezioni anticipate già avanzata anche dal M5s, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, intervistato da Maria Latella su Sky Tg 24.
L'esponente azzurro rivendica la primogenitura della definizione: "Se parlo di rodomontate da bullo non cito Scalfari, l'ho detto prima io", aggiunge. Secondo il capogruppo dei deputati forzisti se si andasse a votare bisognerebbe farlo con il 'Consultellum': "Per noi l'unica legge elettorale esistente è la legge che risulta dalla sentenza della Consulta, con il proporzionale puro. Noi pensiamo che questa sia la legge da applicare se si andasse a elezioni anticipate. Renzi non ha i numeri né alla Camera né al Senato per fare alcunché. Ha bisogno di Alfano per governare e dei transfughi, siamo alla disperazione democratica". E sottolinea che la prima vittima del premier è Denis Verdini: "Si era speso per il superamento della guerra civile strisciante e Renzi lo ha buttato via".
Brunetta ripete che in Italia c'è il rischio di una "deriva plebiscitaria e autoritaria". E chiama in causa il Capo dello Stato: "Al presidente della Repubblica Sergio Mattarella andremo a dire che la legge elettorale e le riforme costituzionali sono una ferita mortale alla nostra democrazia. E' una deriva autoritaria e plebiscitaria".
Quanto alle tensioni interne al partito e ai frondisti guidati dall'ex governatore della Puglia, Brunetta taglia corto: "Fitto è stato superato dagli eventi. Chiedeva determinazione e quello che è successo sulle riforme ha visto la reazione compatta del gruppo di Forza Italia".
Ma poco dopo è il consigliere politico azzurro Giovanni Toti, a In Mezz'Ora a dire: "Sicuramente faremo una opposizione da sorci verdi; ma i sorci di Forza Italia sono sempre ragionevoli. Se ci propongono cose ragionevoli, noi ragioniamo. La nostra opposizione è sempre stata sensata, non solo con Renzi; non abbiamo fatto sconti a Renzi".
L'esponente azzurro rivendica la primogenitura della definizione: "Se parlo di rodomontate da bullo non cito Scalfari, l'ho detto prima io", aggiunge. Secondo il capogruppo dei deputati forzisti se si andasse a votare bisognerebbe farlo con il 'Consultellum': "Per noi l'unica legge elettorale esistente è la legge che risulta dalla sentenza della Consulta, con il proporzionale puro. Noi pensiamo che questa sia la legge da applicare se si andasse a elezioni anticipate. Renzi non ha i numeri né alla Camera né al Senato per fare alcunché. Ha bisogno di Alfano per governare e dei transfughi, siamo alla disperazione democratica". E sottolinea che la prima vittima del premier è Denis Verdini: "Si era speso per il superamento della guerra civile strisciante e Renzi lo ha buttato via".
Brunetta ripete che in Italia c'è il rischio di una "deriva plebiscitaria e autoritaria". E chiama in causa il Capo dello Stato: "Al presidente della Repubblica Sergio Mattarella andremo a dire che la legge elettorale e le riforme costituzionali sono una ferita mortale alla nostra democrazia. E' una deriva autoritaria e plebiscitaria".
Quanto alle tensioni interne al partito e ai frondisti guidati dall'ex governatore della Puglia, Brunetta taglia corto: "Fitto è stato superato dagli eventi. Chiedeva determinazione e quello che è successo sulle riforme ha visto la reazione compatta del gruppo di Forza Italia".
Ma poco dopo è il consigliere politico azzurro Giovanni Toti, a In Mezz'Ora a dire: "Sicuramente faremo una opposizione da sorci verdi; ma i sorci di Forza Italia sono sempre ragionevoli. Se ci propongono cose ragionevoli, noi ragioniamo. La nostra opposizione è sempre stata sensata, non solo con Renzi; non abbiamo fatto sconti a Renzi".