Politica

Grillo e Casaleggio al Quirinale, incontro con Mattarella. "Governo Renzi prevaricatore"

Nella delegazione M5s anche Luigi Di Maio e una giovane attivista siciliana. Il confronto richiesto dalla maggiore forza di opposizione per evidenziare l'anomalia di un Parlamento bypassato dal continuo ricorso del governo a decreti legge e voti di fiducia. Al termine del confronto, nessuna dichiarazione ma comunicato sul blog: "Cordiale e costruttivo"

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ROMA - Beppe Grillo al Quirinale per l'annunciato incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da Milano è arrivato Gianroberto Casaleggio, che assieme a Maria Teresa Lucia Furia, 18enne attivista siciliana, ha costituito con Grillo la delegazione del Movimento 5 Stelle ricevuta al Quirinale. L'incontro con Mattarella è durato una cinquantina di minuti, poi la delegazione M5s ha lasciato il palazzo presidenziale da un'uscita secondaria e non si è fermata per rilasciare dichiarazioni alle numerose telecamere e ai cronisti appostati nella piazza. Il Quirinale ha emesso una nota per certificare l'avvenuto faccia a faccia "tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella" e "il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, con Gianroberto Casaleggio e Maria Teresa Lucia Furia". Grillo e Casaleggio hanno successivamente diffuso un comunicato sul blog.
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"Oggi vi è stato l'incontro al Quirinale con il pdr Sergio Mattarella e la delegazione del M5s - scrivono -. L'incontro è stato cordiale e costruttivo e, da parte del M5s, si spera che in futuro ve ne siano altri. Al pdr è stato lasciato un breve documento riassuntivo delle nostre proposte che è riportato a margine di questo post". "Vogliamo ringraziare il pdr - aggiungono Grillo e Casaleggio - per l'incontro, per la simpatia e per il permesso di portare al Quirinale una persona iscritta al M5s non eletta ancora in alcuna istituzione in rappresentanza di tutti gli iscritti e attivisti che ogni giorno operano sul territorio per rendere migliore l'Italia. E' la più giovane iscritta al M5s, è siciliana, nata nel 1996. Si chiama Maria Teresa. In alto i cuori".

Il confronto si inquadrava nell'ambito delle richieste di incontro che le opposizioni hanno rivolto al presidente della Repubblica, per sottolineare lo squilibrio tra il Parlamento e un governo che bypassa il potere legislativo con il continuo ricorso a decreti legge e voti di fiducia. Ma, come aveva anticipato Beppe Grillo, l'incontro con Mattarella sarebbe servito anche a "esporre le necessità più urgenti per il Paese e per chiedergli, per quanto nelle sue possibilità, di intervenire". Infatti, al comunicato sul blog di Grillo è allegato un documento in cui si elencano i temi che il M5s ha esposto al presidente della Repubblica.

Dove si parla di "salvaguardia, formale e sostanziale, della forma di governo parlamentare", si chiede al presidente di "arginare la prevaricazione governativa nel procedimento legislativo" a colpi di "decretazione d'urgenza, maxiemendamenti e fiducie parlamentari". A proposito di decretazione, il M5s reclama lo "scrupoloso rispetto" dell'articolo 77 della Costituzione (requisiti di necessità e urgenza) e dell'articolo 15 della legge numero 400 del 1988 che recita: "I decreti devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo".

Quanto alla riforma costituzionale, i pentastellati ricordano come l'attuale organico parlamentare si illegittimo per sentenza della Corte costituzionale, che "non gli consente lo scardinamento della forma di Stato e di governo vigenti". E sottopone a Mattarella un'opinione espressa dall'attuale capo dello Stato nel 1983, in difesa del bicameralismo e contro il "presupposto inesistente" di una lentezza del processo di produzione legislativa, perché, affermava Mattarella, "il Parlamento è meno lento di quanto si creda". Sulla riforma della legge elettorale, Grillo e Casaleggio invitano Mattarella a "valutare la promulgazione della norma, dal momento che disciplina l'elezione soltanto di una Camera, a costituzione vigente".

Se il capo dello Stato ha definito la "lotta alla corruzione e alla mafia priorità assolute", Grillo e Casaleggio gli chiedono di "sollecitare, anche con formale messaggio alle Camere (di cui art. 87 Cost.), la dolosa inerzia parlamentare nell'esame dei disegni di legge in materia, perdurante da due anni". Il M5s ricorda poi la sua battaglia per la "soppressione dei vitalizi parlamentari ai mafiosi e ai condannati", proposta al Consiglio di Presidenza del Senato e all'Ufficio di Presidenza della Camera, "ma puntualmente rinviata e non esaminata".

Grillo e Casaleggio ricordano un altro cavallo di battaglia del movimento, il "reddito di cittadinanza", attualmente all'esame della Commissione Lavoro del Senato, "indicato come 'disegno di legge presentato da un Gruppo parlamentare di opposizione', al fine di una sua calendarizzazione immediata in Assemblea".

Si esorta Mattarella al "potenziamento del rinvio presidenziale delle leggi (di cui all'art. 74 Cost.), che costituisce una funzione di controllo preventivo, posto a garanzia della complessiva coerenza del sistema costituzionale". E ancora, il sostegno "all'autonomia e all'indipendenza della magistratura da ogni altro potere statuale" e "nomine dei giudici costituzionali in tempi rapidi e senza condizionamenti dei partiti".

Un corposo capitolo a parte è l'attualissima "riforma della Rai". "E' necessaria - scrive il M5s - un'accelerazione della riforma dell'informazione del servizio pubblico televisivo volta a evitare sprechi e duplicazioni e a promuovere sinergie tra le attuali testate giornalistiche, inoltre a favorire un aumento della qualità e della diversificazione dell'offerta e a una razionalizzazione delle risorse della Rai, attingendo alle professionalità interne, per procedere a un progetto di riposizionamento dell'offerta informativa della Rai nel nuovo mercato digitale e assicurare un rafforzamento dei principi di oggettività, imparzialità, completezza e lealtà dell'informazione che devono connotare il servizio pubblico evitando ingerenze dei partiti".

Il M5s sollecita inoltre "procedure trasparenti per la nomina dei direttori delle testate giornalistiche, che prevedano la pubblicazione sul sito dell'azienda di un avviso pubblico rivolto sia ai propri dipendenti sia a professionisti esterni alla Rai, cui sia data la più ampia pubblicità. L'avviso dovrebbe contenere il possesso di una pregressa esperienza giornalistica di eccellenza, che attesti la fondata capacità potenziale ad assumere la direzione di una testata giornalistica e dovrebbe dimostrare doti innovative e apertura alle esigenze della modernità. Gli organi competenti potranno poi procedere alla nomina, secondo le vigenti disposizioni normative, sulla base di una valutazione comparativa dei curricula trasmessi".
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