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Forum economico Sharm el-Sheikh, Renzi: "Italia e Egitto devono essere un ponte"

Il presidente del Consiglio interviene all'Egypt Economic Development Conference: "E' arrivato il momento che la nostra partnership aumenti". Sulla minaccia dello Stato islamico: "Intervenire prima che l'Isis occupi la Libia"
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SHARM EL-SHEIKH - La priorità della comunità internazionale è "intervenire in Libia prima che le milizie dell'Is occupino in modo sistematico non solo piccoli e sporadici luoghi ma una parte del Paese". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel suo intervento al Forum economico di Sharm el-Sheikh, l'Egypt Economic Development Conference, dov'è arrivato oggi. Il premier ha parlato di "intervento significativo a partire dagli sforzi diplomatici dell'Onu". È il terzo incontro con il presidente egiziano dopo la missione-lampo al Cairo ad agosto scorso e la visita di al-Sisi a Roma a novembre. Renzi punta ad affrontare l'emergenza Libia che riguarda da vicino l'Italia. In una tessitura diplomatica che Roma sta portando avanti da tempo.

Per Renzi è importante che Italia ed Egitto siano "un ponte tra l'Europa e questa parte del mondo". "Sono qui per rappresentare un Paes…
SHARM EL-SHEIKH - La priorità della comunità internazionale è "intervenire in Libia prima che le milizie dell'Is occupino in modo sistematico non solo piccoli e sporadici luoghi ma una parte del Paese". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel suo intervento al Forum economico di Sharm el-Sheikh, l'Egypt Economic Development Conference, dov'è arrivato oggi. Il premier ha parlato di "intervento significativo a partire dagli sforzi diplomatici dell'Onu". È il terzo incontro con il presidente egiziano dopo la missione-lampo al Cairo ad agosto scorso e la visita di al-Sisi a Roma a novembre. Renzi punta ad affrontare l'emergenza Libia che riguarda da vicino l'Italia. In una tessitura diplomatica che Roma sta portando avanti da tempo.

Per Renzi è importante che Italia ed Egitto siano "un ponte tra l'Europa e questa parte del mondo". "Sono qui per rappresentare un Paese che ha un rapporto storico con l'Egitto. Nessuna compagnia - ha aggiunto -, nessuna impresa ha lasciato l'Egitto". Inoltre "è importante, difficile, ma anche divertente, costruire il futuro in Paesi con un grande passato, come Italia ed Egitto".

"Il bacino del Mediterraneo - ha detto ancora Renzi - non è una frontiera ma il centro delle nostre civilità, un ponte che presenta sfide e opportunità". "L'Italia e l'Egitto - ha aggiunto il premier si trovano su due sponde di questo ponte e sono custodi di uno spazio unico".  Renzi è l'unico leader Ue presente in compagnia del segretario di Stato americano John Kerry, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov e gli omologhi di Arabia Saudita, Emirati arabi e Turchia. Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha chiamato a raccolta ottanta Paesi con più di mille tra imprenditori, politici e diplomatici assieme ai presidenti del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, e della Banca Mondiale, Jim Yong Kim. L'Egitto, che chiama a investire tra i 10 e i 12 miliardi di dollari nel Paese nei settori "energia, miniere, edilizia, agricoltura, turismo, industria, trasporti e tecnologia dell'informazione", ha anche varato oggi un pacchetto di misure per facilitare e incentivare gli investimenti stranieri nei progetti, primo tra tutti il raddoppio del Canale di Suez.

"Roma -  ha aggiunto Renzi -  deve essere un ponte fra Europa e questa parte del mondo, mentre l'Egitto deve divenire un ponte fra Europa e mondo arabo e nord africano". Secondo il primo ministro italiano, l'Italia confida nell'Egitto, nella sua leadership e appoggia i suoi obiettivi di crescita economica per il benessere di tutti gli egiziani. "E' arrivato il momento che la nostra partnership aumenti", ha detto. "La sfida dell'Egitto è anche la nostra sfida, la sua stabilità è anche la nostra stabilità. Rinnovo il mio impegno nel collaborare con voi e tutti gli attori internazionali per poter uscire dalla crisi libica".  L'Egitto rappresenta un'area straordinaria di opportunità e sviluppo.

La leadership di al-Sisi. Il premier ha aggiunto di apprezzare "la leadership di Abdel Fattah Al-Sisi. Questo vale anche per la crisi libica e siriana". Su al-Sisi ha proseguito: "Sosteniamo la sua visione, la sua lotta alla corruzione e il suo lavoro per la stabilità. L'Egitto può andare avanti in un processo di consolidamento istituzionale. L'Egitto affronta le crescenti minacce del terrorismo, rimanendo attaccati al rispetto della libertà. La stabilità dell'Egitto è la nostra stabilità, non soltanto per questa area del mondo. Apprezziamo la leadership e la sagezza di al-Sisi, soprattutto per quanto riguarda la Libia. Rinnovo l'impegno dell'Italia a lavorare con lei per portare avanti una soluzione alla crisi siriana e alla crisi libica". "La nostra amicizia è diventata la nostra partnership anche per l'economia - ha proseguito il premier italiano - l'Italia svolge un ruolo importante per l'Egitto nell'energia, nei trasporti, nel petrolchimico, nel sistema bancario. Ora è giunto il momento che la nostra presenza aumenti sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi. Per questo dobbiamo combattere insieme contro i rischi dell'instabilità".  Renzi ha invitato al-Sisi in Italia per l'Expo 2015 e per la "discussione cruciale" sul futuro di quest'area.

La minaccia terrorista. Il premier ha voluto "rinnovare l'impegno" a lavorare con le autorità del Cairo a tutti i livelli, in particolare nell'affrontare la comune minaccia del terrorismo. Quello in corso, secondo Renzi, "non è uno scontro di civiltà, ma la lotta del mondo civilizzato contro pochi estremisti che nulla hanno a che fare con la religione". In questo senso, il presidente del Consiglio ha ribadito che la necessità di trovare "insieme" una soluzione alle crisi in Siria e in Libia.: "Non c'è uno scontro di civiltà", per Renzi gli estremisti non rappresentano il mondo musulmano. "Il messaggio è che siamo forti, siamo più forti di loro, risoluti nel varare un luogo di pace, di libertà e prosperità per tutti. Questo è il messaggio di Sharm el-Sheikh", ha concluso.