Politica

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi (ansa)

Tangenti, Lupi: "Mai chiesto favori per mio figlio". Delrio: "Prematuro parlare di colpe e dimissioni"

Cinquanta indagati nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Ercole Incalza e altre tre persone. Nelle intercettazioni presunte agevolazioni per Luca Lupi e regali al ministro e alla famiglia. L'esponente Ncd si difende. Le reazioni della politica. Di Pietro: "Con me non lavorò". M5s: "Avevamo chiesto la sua rimozione"

3 minuti di lettura
ROMA - Maurizio Lupi si difende dalle accuse di presunti favori e regali fatti a lui e a suo figlio Luca, ipotesi contenuta nelle intercettazioni dell'inchiesta Sistema della procura di Firenze, che ha portato all'arresto dell'ex dirigente del ministero dei Lavori pubblici Ercole Incalza. "Non ho mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato".

Il ministro ha precisato in una nota che il figlio lavora a New York dai primi di marzo: "Mio figlio Luca si è laureato al Politecnico di Milano nel dicembre 2013 con 110 e lode dopo un periodo di sei mesi presso lo studio americano Som (Skidmore Owings and Merrill LLP) di San Francisco, dove era stato inviato dal suo professore per la tesi. Appena laureato ha ricevuto un'offerta di lavoro dallo stesso studio per la sede di New York", ha spiegato Lupi.

"In attesa del visto per lavorare negli Stati Uniti - ha proseguito - (un primo visto l'ha ricevuto nel giugno 2014, subito dopo il matrimonio, per ricongiungimento con la moglie che è ricercatrice in Italia e in America), ha lavorato da febbraio 2014 a febbraio 2015 presso lo studio Mor di Genova con un contratto a partita Iva per un corrispettivo di 1.300 euro netti al mese. Nel gennaio 2015 gli è stata reiterata l'offerta dello studio Som, gli è quindi finalmente arrivato il visto e dai primi di marzo mio figlio lavora a New York".

Il ministro ha quindi espresso "massima disponibilità" verso la magistratura. Ha detto, riguardo alle eventuali ripercussioni dell'inchiesta sui tempi delle opere, che il governo ha voluto dare "certezza per la realizzazione delle grandi opere", individuando le priorità e nella "massima trasparenza e correttezza". "La corruzione - ha aggiunto - va combattuta". "Ognuno - ha concluso - risponderà degli errori fatti se li ha fatti, ma non possiamo fermare le grandi opere. Siamo al fianco della magistratura".

IL RITRATTO Chi è 'Ercolino', da 30 anni dominus dei lavori pubblici

Delrio: "No responsabilità politiche, prematuro parlare di colpe". A parlare dell'inchiesta a nome del governo è il sottosegretario Delrio, ospite a Otto e mezzo. "Lupi ha già fornito delle spiegazioni sul figlio, siamo a inizio inchiesta ed è prematuro trarre elementi di colpevolezza per il ministro e il governo" o di eventuali dimissioni. "La responsabilità penale delle persone è individuale. Non c'è un sistema Ncd che proteggeva Incalza. Se saranno accertati i fatti, sono gravissimi, dobbiamo andare fino in fondo, nessun tentennamento, ma si fa fatica a parlare di responsabilità politiche senza nessun politico indagato".
[[ge:rep-locali:rep-firenze:109643190]]
Le reazioni.  "Più volte il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni dell'ingegnere Ercole Incalza come capo della struttura di missione sulle Grandi Opere. Ma la risposta del ministro Lupi e' stata sempre la stessa: Incalza è l'uomo giusto al posto giusto. Adesso è la magistratura a spiegarci cosa volesse intendere il ministro": è il commento dei deputati del Movimento 5 Stelle delle commissioni Trasporti e infrastrutture e Ambiente della Camera. "Non importa che oggi, come sottolinea il ministro in un pronto comunicato stampa, Incalza non ricopra più ruoli pubblici. Lo sappiamo bene che da qualche mese è ufficialmente pensionato. Ma Lupi lo ha difeso quando era pluri-indagato. Quando solo la prescrizione lo salvava dalle indagini, quando le intercettazioni rivelavano il suo 'impegno' per le Grandi Opere. Incalza in 14 anni ha attraversato indenne sette governi. Ora il ministro dovrebbe fare un'unica scelta di dignità: dimettersi", hanno detto i deputati.

"La miglior risposta del Parlamento a questo ennesimo scandalo deve essere l'immediata approvazione della nuova legge anti-corruzione ferma da due anni in questo Parlamento nonostante le continue sollecitazioni del Movimento 5 Stelle che su questo argomento non si è mai tirato indietro con proposte, emendamenti e disegni di legge", incalza il capogruppo al Senato, Andrea Cioffi, sul blog di Beppe Grillo.

"Il fatto che Lupi abbia difeso Incalza prova che è colpevole", ha affermato Alessandro Di Battista, membro del direttorio M5S, commentando l'affermazione del ministro sul fatto che Incalza è un "tecnico tra i più autorevoli".
[[ge:rep-locali:repubblica:109654434]]
Per Sel bisognerebbe "accendere le luci sulle zone d'ombra di tutte le grandi opere toscane, a cominciare dalla Tav. E' insopportabile che siano i toscani a pagare il costo della corruzione e del malaffare. Sel, da tempo, chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sulla Tav: i fatti di queste ore ci dicono che la sua istituzione non è più rinviabile", hanno affermato le parlamentari toscane di Sinistra ecologia e libertà, la senatrice Alessia Petraglia e la deputata Marisa Nicchi.

"Se ci sono stati degli illeciti è importante che emergano. Ho molta fiducia nella magistratura", ha detto il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.  Il ddl Grasso è uno strumento utile per fermare la corruzione: ne è convinto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti commentando l'operazione dei carabinieri del Ros. Proprio oggi, in commissione il governo ha presentato il proprio emendamento alla legge anti-corruzione che dovrebbe arrivare in aula la settimana prossima.

"L'Italia non è un paese strano. Purtroppo noi abbiamo una predisposizione all'irrequietezza, non vorrei dire all'illegalità, che purtroppo c'è. E' un paese il nostro in cui la corruzione è un tumore come la mafia" ha detto, a margine di un'iniziativa a Firenze, il prefetto del capoluogo toscano, Luigi Varratta. "Sono in gioco l'immagine e la credibilità del nostro Paese, indispensabili per il futuro del suo sviluppo economico" ha affermato in una nota Edoardo Fanucci, deputato del Partito Democratico. Chiarezza sulle tangenti per le grandi opere è quanto anche il capogruppo Pd in commissione Giustizia Walter Verini, "la magistratura deve fare il suo lavoro serenamente fino in fondo" mentre il "governo dovrà riferire presto in Parlamento".

"Meno male che li arrestano": ha commentato Rita Borsellino, a margine del convegno "Un'economia pulita per un lavoro pulito", organizzato a Milano da Cisl e centro studi Paolo Borsellino. La sorella del magistrato ucciso chiede poi alla politica di accelerare sulla legge anticorruzione.
[[ge:rep-locali:repubblica:109652873]]
I commenti dei lettori