ROMA - Susanna Camusso chiede a Maurizio Landini di fare pulizia di ogni ambiguità. Se il leader della Fiom considera il lancio del progetto "Coalizione Sociale" la piattaforma, il trampolino, lo spazio per elaborare una proposta di rappresentanza e attività politica, la Cgil non lo seguirà. Ma, in attesa che le "ambiguità" si dissolvano e si delinei con chiarezza la "mission" dell'iniziativa di Landini, da Corso Italia parte una lettera di Nino Baseotto, segretario confederale per l'area delle politiche organizzative, indirizzata "a tutte le strutture Cgil". Oggetto della comunicazione, la "manifestazione nazionale Fiom del 28 marzo". La base aspettava evidentemente indicazioni su come rispondere a un invito, quello della Fiom, che dopo gli ultimi sviluppi non poteva più essere considerato automaticamente la consuetudinaria richiesta a partecipare a una "normale" manifestazione di piazza di iniziativa sindacale. Poteva voler dire anche essere con Landini e sposare il suo progetto.
Ebbene, il segretario Baseotto invita "compagne e compagni" a esserci, perché la manifestazione di sabato 28 marzo è dedicata a un tema ben preciso, a cui la Cgil non può restare indifferente. "La Fiom - scrive Baseotto - la Fiom ha deciso di indire una manifestazione nazionale per il prossimo sabato 28 marzo a Roma, sui temi dei rinnovi contrattuali e delle azioni di contrasto al Jobs Act". Nessun riferimento a "Coalizione Sociale", dunque, ma doverosa presenza a una iniziativa dedicata ai cavalli di battaglia del sindacato nel duro e difficile confronto con la politica del lavoro del governo Renzi. Per questo, conclude il segretario Baseotto, "come sempre accade in occasione di iniziative nazionali da parte di categorie della Cgil, è opportuno che tutte le strutture favoriscano la partecipazione alla manifestazione e prevedano una loro presenza".
Come detto, Maurizio Landini è chiamato a sgombrare i dubbi della Cgil, in un senso o nell'altro, continuare a lavorare per il mondo del lavoro e del sindacato o irrompere definitivamente in un panorama politico dove la rappresentanza dei lavoratori non viene più ritenuta garantita all'interno di un Pd ultimo erede del Pci ma sempre più orientato verso il centro e sempre più lontano dalla sinistra. Per il momento, Landini illustra la sua proposta ad altre forze di riferimento. Questa mattina, al gruppo parlamentare di Sel alla Camera.
"La Fiom ha chiesto di incontrare tutti i gruppi in vista della manifestazione del 28 marzo - ha spiegato il deputato Giorgio Airaudo, già segretario della Fiom prima della sua candidatura con Sel - ci è stata illustrata la piattaforma sindacale che è aperta all'adesione di altri soggetti. Come nel caso di altre manifestazioni sindacali, noi ci saremo". Da parte sua, Landini ha ribadito ai deputati di Vendola che Piazza del Popolo "non sarà la nascita di un partito, ma una iniziativa sindacale che intende unificare il mondo del lavoro. Di fronte alla piattaforma - ha aggiunto ancora Airaudo - di richiesta di diritti e di un cambio della politica del governo c'è il nostro sostegno".
Si è parlato anche dell'ipotesi di un referendum abrogativo del Jobs Act. "Landini - riferisce l'ex sindacalista - ci ha parlato della iniziativa della Cgil per una proposta di legge di iniziativa popolare per un nuovo statuto dei diritti dei lavoratori, a cui siamo interessati. Poi non si esclude il referendum: se è uno strumento utile lo sosterremo ma bisogna costruire le condizioni perchè sia una iniziativa di successo".
Ebbene, il segretario Baseotto invita "compagne e compagni" a esserci, perché la manifestazione di sabato 28 marzo è dedicata a un tema ben preciso, a cui la Cgil non può restare indifferente. "La Fiom - scrive Baseotto - la Fiom ha deciso di indire una manifestazione nazionale per il prossimo sabato 28 marzo a Roma, sui temi dei rinnovi contrattuali e delle azioni di contrasto al Jobs Act". Nessun riferimento a "Coalizione Sociale", dunque, ma doverosa presenza a una iniziativa dedicata ai cavalli di battaglia del sindacato nel duro e difficile confronto con la politica del lavoro del governo Renzi. Per questo, conclude il segretario Baseotto, "come sempre accade in occasione di iniziative nazionali da parte di categorie della Cgil, è opportuno che tutte le strutture favoriscano la partecipazione alla manifestazione e prevedano una loro presenza".
Come detto, Maurizio Landini è chiamato a sgombrare i dubbi della Cgil, in un senso o nell'altro, continuare a lavorare per il mondo del lavoro e del sindacato o irrompere definitivamente in un panorama politico dove la rappresentanza dei lavoratori non viene più ritenuta garantita all'interno di un Pd ultimo erede del Pci ma sempre più orientato verso il centro e sempre più lontano dalla sinistra. Per il momento, Landini illustra la sua proposta ad altre forze di riferimento. Questa mattina, al gruppo parlamentare di Sel alla Camera.
"La Fiom ha chiesto di incontrare tutti i gruppi in vista della manifestazione del 28 marzo - ha spiegato il deputato Giorgio Airaudo, già segretario della Fiom prima della sua candidatura con Sel - ci è stata illustrata la piattaforma sindacale che è aperta all'adesione di altri soggetti. Come nel caso di altre manifestazioni sindacali, noi ci saremo". Da parte sua, Landini ha ribadito ai deputati di Vendola che Piazza del Popolo "non sarà la nascita di un partito, ma una iniziativa sindacale che intende unificare il mondo del lavoro. Di fronte alla piattaforma - ha aggiunto ancora Airaudo - di richiesta di diritti e di un cambio della politica del governo c'è il nostro sostegno".
Si è parlato anche dell'ipotesi di un referendum abrogativo del Jobs Act. "Landini - riferisce l'ex sindacalista - ci ha parlato della iniziativa della Cgil per una proposta di legge di iniziativa popolare per un nuovo statuto dei diritti dei lavoratori, a cui siamo interessati. Poi non si esclude il referendum: se è uno strumento utile lo sosterremo ma bisogna costruire le condizioni perchè sia una iniziativa di successo".