Politica

Pd, l'affondo di D'Alema non spaventa: "Nessuna scissione"

I vertici del partito, così come la minoranza di sinistra, escludono il rischio di una spaccatura. Serracchiani: "Sono tutti in polemica tra loro, nulla da temere". E Renzi rivendica la sua leadership: "Pensiamo agli italiani, non alle correnti". Grillo attacca: "Siete un partito fogna"

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ROMA - Divisi praticamente su tutto, ma d'accordo almeno su una cosa: al momento nel Pd non esiste nessun rischio scissione. Il giorno dopo la convention che ha chiamato a raccolta a Roma tutte le diverse anime della sinistra democratica scontenta della leadership di Matteo Renzi, sia dalla maggioranza che dai dissidenti arrivano rassicurazioni sulla tenuta del partito. Intanto torna a farsi sentire Beppe Grillo, che commentando le dimissioni di Maurizio Lupi dice: "Il Pd è una fogna".

Il tweet di Renzi. Se il presidente del Consiglio con un tweet si limita ad augurare buona domenica agli italiani, ricordando che "con primarie e europee ci hanno chiesto di rimettere in moto l'Italia" e "lo facciamo pensando agli italiani,non alle correnti", Deborah Serracchiani ostenta tranquillità. Paura che nasca qualcosa a sinistra del Pd? "Non mi pare. Landini è in polemica con la Cgil. La Cgil con Landini. Cuperlo con D'Alema... ", dice il vicesegretario Pd in un'intervista a Qn. "Siamo un partito che si confronta. E non si divide", aggiunge.
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I bersaniani frenano. Convinto che non esista alcuna ipotesi scissione all'ordine del giorno è anche il bersaniano Alfredo D'Attorre. "D'Alema - sostiene parlando con il Gr1 - ha espresso la sua opinione ma mi pare che neppure lui abbia ipotizzato la scissione. Nel campo della sinistra pd sappiamo che ci sono anche idee diverse. Io la considero una giornata positiva che non serve a far nascere una corrente, ma ad aiutare il Pd a ricollegarsi a un mondo di sinistra, un mondo del lavoro che rischia di non sentirsi più a casa".

Le tessere di Guerini. Rassicurazioni che non impediscono comunque il proseguire della polemica tra Massimo D'Alema e i vertici del partito. Se ieri l'ex ministro degli Esteri aveva spiegato che "il Pd Non è un grande partito se stiamo al numero degli iscritti. I Ds ne avevano 600mila, c'è stata una riduzione della partecipazione politica che non solo non è contrastata ma è perseguita", oggi il vicesegretario Guerini replica così: "Solo per precisione segnalo a chi spara cifre a caso che gli iscritti al Pd sono oltre 390 mila, veri".

I nodi al pettine di Civati. Chi continua invece ad esprimere perplessità e insoddisfazione è Pippo Civati. "D'Alema ieri ha posto un problema. Ha detto delle cose che mi preoccupano da tempo. Per la prima volta il mio intervento è stato molto simile al suo o il suo al mio...". Poi, riferendosi al futuro del partito, ha aggiunto: "Certi nodi verranno al pettine, Renzi ha vinto il congresso ma se non c'è l'attenzione alle ragioni degli altri significa che si riduce lo spazio nel Pd. Poi magari a destra entrano tutti, però la sinistra soffre e gli elettori se ne vanno alla spicciolata. E' successo in Sicilia, succederà in Liguria e in altre realtà del Paese in generale".

Grillo e le dimissioni di Lupi. Dagli attacchi interni a quelli esterni, il Pd è finito oggi nuovamente nel mirino del M5S. "Lupi è stato cacciato senza avvisi di garanzia. Gli scarrafoni pd indagati rimangono al loro posto. Del resto il loro partito è una fogna", scrive su Twitter Beppe Grillo.
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Posizione articolata con maggiori dettagli in un posto sul suo blog che riprende l'intervista del premier a Repubblica. "Cinque sottosegretari del governo Renzi - scrive il leader del movimento - non devono fare la stessa scelta di Lupi, come avverrebbe in ogni democrazia occidentale. Perché 'ci si dimette per questioni politiche (tipo fallimento di ogni politica economica dopo più di un anno?) ed etiche (tipo elicottero di Stato e vacanze a Courmayeur?), non per gli avvisi di garanzia'. Quindi non tocca anche ai sottosegretari indagati Barracciu, Del Basso De Caro, De Filippo, Faraone fare un passo indietro? 'Assolutamente no'. Ogni scarrafone è bello a mamma sua e gli scarrafoni piddini per l'ebetino sono molto più scarrafoni di Lupi che si è dimesso per un Rolex al figlio e un biglietto aereo alla moglie (meglio un aereo di Stato per la moglie, Renzie? Più etico?). Però: se a ogni pioggia l'Italia frana, se i cittadini muoiono, se le strade sono devastate, se il welfare è scomparso, è anche colpa loro".
 
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